lorenzo pellegrini

“È IL MOMENTO PEGGIORE DELLA CARRIERA DI PELLEGRINI” – RONCONE: “I TIFOSI DELLA ROMA FISCHIANO DA SETTIMANE IL LORO CAPITANO, QUASI LO BULLIZZANO, E CON L’ITALIA COMBINA UN PASTICCIO, LASCIA LA SQUADRA IN 10 E IL BELGIO PAREGGIA. ALLORA ADESSO QUALCUNO VADA SUBITO DA PELLEGRINI. STATE VICINI A PELLEGRINI” – IL CENTROCAMPISTA HA IL CONTRATTO IN SCADENZA NEL 2026. ALLA FINE DELLA STAGIONE LA SUA CARRIERA E’ A UN BIVIO: RINNOVA CON LA ROMA O CAMBIA ARIA?

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera - Estratti

 

Appunti sparsi, scarabocchi randomici, presi tra sensazioni sublimi e stupore crudele. Chiaro che la partita gira quando l’arbitro butta fuori Pellegrini.

 

lorenzo pellegrini

È un fallo da rosso? Sì, molto probabilmente sì. Un fallaccio da dietro per rimediare a un passaggio corto di Bastoni: Pellegrini si butta in scivolata con i tacchetti sulla caviglia dell’avversario, piede — come si dice in gergo — a martello. L’arbitro non è lontano, però non fischia d’istinto: dalla Var gli dicono di andarsi a rivedere l’azione sullo schermo, e lui va.

 

Pellegrini china la testa, lo sguardo diventa quello di un martire. È il peggior periodo della sua carriera.

 

I tifosi della Roma, di cui è capitano, lo fischiano da settimane, quasi lo bullizzano, e qui in azzurro — dove pure il cittì continua a dargli una maglia da titolare, e per giunta quella con il numero 10, sebbene lui un 10 classico non sia — combina questo pasticcio.

L’arbitro ci mette pochi secondi. Torna in mezzo al campo e tira fuori il cartellino rosso.

Fino a questo momento, c’è scritto sulla Moleskine, l’Italia è stata deliziosa, dentro un’armonia tattica importante, compiuta.

 

(...)

 

lorenzo pellegrini

Certo quello che fa giocate pazzesche è Dimarco. Davvero, è come s’è già scritto: giocasse nel Manchester City sarebbe considerato il miglior terzino sinistro in circolazione. Terzino, poi. Lo trovi che fa l’ala: ma, di botto, è lì che diventa il terzo regista della squadra, un regista largo, sulla linea laterale. Ha un piede magnifico.

 

E, attualmente, è un calciatore magnifico. Si guarda tutto questo ottimo calcio, e abbiamo pure segnato due gol molto belli, pieni di una rara simmetria tattica, con dosi, con lampi di classe pura. Il primo, dopo pochissimi secondi, arriva con Cambiaso, alla fine di una manovra da play-station, entusiasmante.

 

Il secondo nasce invece da un numero di Dimarco, che apre — è un lancio strepitoso — ancora per Cambiaso. Lo juventino si fa trovare e parte bene, arriva in corsa, ha una gran corsa, e tira, il portiere belga si stende, respinge, ma qui sotto, a sinistra, piomba Retegui. Freddo, preciso: la colpisce come si deve, forte, riuscendo a tenerla bassa, e segna un gol non facile. Poi però la sfiga si ricorda di Pellegrini. Gli salta addosso. È una scimmia invisibile.

 

lorenzo pellegrini

Pellegrini non ne azzecca più una e ora, mentre esce, lo sa perfettamente, se lo sta già immaginando ciò che potrebbe accadere. E che accade. Il Belgio, ovviamente, accorcia (con un gol notevole, per altro) e poi, dopo 17 minuti dall’inizio della ripresa, pareggia. Iniziamo a soffrire. Spalletti gesticola, incassa la testa, ha la brace negli occhi. L’arbitro non vede un fallo da rigore commesso da Bastoni.

 

Gli azzurri non vedono più la luce. Escono in successione Dimarco, Ricci, Retegui, Tonali, Frattesi: entrano Udogie, Raspadori, Fagioli, Bellanova e Pisilli, vent’anni, all’esordio. Il cittì prova a dare un po’ di corsa, di freschezza. Poi sono quei cambi che fai anche per dare un po’ di animo alla squadra, per mettergli un po’ di cortisone in vena. Barcolliamo, arranchiamo. Donnarumma non deve fare grandi parate, ma restiamo in bilico: un pareggio d’oro potrebbe diventare una stupida sconfitta.

 

nazionale di lorenzo pellegrini retegui cantano l'inno fratelli d'italia

La gente capisce e un po’ l’Olimpico si scuote. Anche se non c’è tanto cuore, non c’è certo lo stadio di quelle Notti Magiche, inseguendo un gol, quando eravamo più giovani e felici (all’inizio questi non si sono scaldati, non dico emozionati, nemmeno per il ricordo di Totò Schillaci, il grande, grandissimo Totò: però poi qualche imbecille ha trovato la forza per fischiare l’inno del Belgio, perché ancora fischiano gli inni nazionali, questi cretini, ma come si fa?). Vabbé: quanto manca? Niente, è finita. Allora adesso qualcuno vada subito da Pellegrini. State vicini a Pellegrini.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...