serena williams

“NON HO MAI VOLUTO SCEGLIERE TRA TENNIS E FAMIGLIA. MA HO QUASI 41 ANNI E QUALCOSA DEVO CEDERE" - SERENA WILLIAMS ANNUNCIA IL RITIRO -  "AMO GIOCARE A TENNIS, MA SO DI NON POTERLO FARE PER SEMPRE. SONO SEMPRE PIÙ VICINA ALLA LUCE IN FONDO AL TUNNEL. MA NON MI PIACE LA PAROLA RITIRO, HO PENSATO A UNA EVOLUZIONE..." - LA WILLIAMS, CHE COMPIRÀ 41 ANNI IL 26 SETTEMBRE, HA CONQUISTATO 23 TITOLI DELLO SLAM, A UN TROFEO SOLTANTO DAL RECORD ASSOLUTO DI MARGARET COURT…

Da corriere.it

 

 

serena williams 3

«Non mi è mai piaciuta la parola ritiro», ha scritto invece in prima persona. «Non la sento una parola moderna. Ho pensato a una evoluzione, ma voglio essere sensibile su come la impiego, questa parola, che significa qualcosa di molto specifico e importante per una comunità».

 

«Credetemi, non ho mai voluto dover scegliere tra il tennis e la famiglia. Non penso sia giusto. Se fossi un maschio non dovrei scrivere questo, perché sarei là fuori a giocare e vincere mentre mia moglie faceva il lavoro fisico di espandere la famiglia. Forse sarei più una Tom Brady se ne avessi l’opportunità. Non fraintendetemi: amo essere una donna e ho amato ogni secondo della gravidanza di Olympia. Ero una di quelle noiose donne che amano essere incinte e lavorano fino al giorno in cui vanno in ospedale, anche se le cose si sono di molto complicate dall’altro lato.

 

E ho quasi fatto l’impossibile: molti non hanno capito che ero incinta di due mesi quando ho vinto gli Australian Open nel 2017. Ma questo mese compio 41 anni e qualcosa devo cedere», aggiungendo poi su Instagram: «Ora, il conto alla rovescia è iniziato. Devo concentrarmi sull'essere una mamma, sui miei obiettivi spirituali e scoprire finalmente una Serena diversa, ma comunque eccitante. Intanto mi godrò queste prossime, ultime settimane».

 

Alla base ci sarebbe una richiesta della piccola Olympia , come racconta la stessa Serena all’inizio del suo lungo scritto: «Sta per compiere 5 anni, eravamo in macchina e stavamo andando a prenderle un nuovo passaporto prima di un viaggio in Europa. Stava usando una app educativa sul mio telefono e la voce robotica le ha chiesto: “Cosa vuoi essere quando crescerai?” Non sa che la sto ascoltando, ma posso sentire la risposta sussurrata al telefono: “Voglio essere una sorella maggiore”».

 

Dopo aver ammesso che con il marito Alexis e con i suoi genitori sente l’argomento come un taboo («Sono riluttante ad ammettere con me stessa o chiunque altro che sto per smettere di giocare a tennis» e «è come se non fosse vero finché non lo dici ad alta voce»), Serena spiega di averne parlato con il terapista: «E non indorerò la pillola. So che in molti sono felici e non vedono l’ora di andare in pensione, e io vorrei sentirmi così. Ashleigh Barty era numero uno del mondo quando a marzo ha detto stop. Caroline Wozniacki si è sentita sollevata quando lo ha fatto nel 2020. Lode a loro, ma per essere onesta, non c’è gioia in questo argomento, per me».

serena williams 2

 

«So che è la fine di una storia iniziata a Compton, California, con una piccola bambina nera che voleva solo giocare a tennis» e «papà dice che ho preso in mano la prima racchetta quando avevo tre anni». E poi il racconto della sua carriera, dei suoi momenti felici nei corridoi dei tornei degli Slam, prima e dopo le gare «E ho superato Martina Hingis, e raggiunto Billie Jean King, una grande ispirazione per me, nel conto degli Slam. E stavo scalando la montagna Martina Navratilova. Dicono che non sono stata la più grande (il termine è GOAT, Greatest of all times, ndt) perché non ho superato il record di 24 di Margaret Court. Mentirei se dicessi che non volevo quel record. Ma non sto pensando a lei».

 

 

 

SERENA WILLIAMS

Da ubitennis.com

 

 

 

serena williams e la figlia olympia ohanian 1

Una disinvolta e raggiante Serena Williams si è presentata ai microfoni della sala stampa del Nationa Bank Open, dopo la prima vittoria in singolare arrivata a 430 giorni dalla precedente: la statunitense infatti ha battuto Parrizas Diaz 6-3 6-4 raggiungendo il secondo turno del WTA 1000 canadese.

 

A questo punto della tua carriera o della tua vita cos’è che continua a guidarti o ti fa venire fame in questo sport?

 

Non lo so. Immagino che ci sia solo una luce alla fine del tunnel. (Ride) Non lo so, direi che sono sempre più vicina alla luce, quindi… (ride). Sì, è così, ultimamente è stato così per me. Non vedo l’ora di arrivare a quella luce.

 

 

 

In che senso una luce?

serena williams e la figlia olympia ohanian

La libertà. Amo giocare a tennis, per me è fantastico, ma so di non poterlo fare per sempre.

 

Come si è sentita durante la partita? Il tifo del pubblico l’ha aiutata?

Mi sono sentita bene, tornare a competere era quello che dovevo fare. Mentalmente non sono ancora al livello che desidero, ma è normale dopo aver giocato così poco negli ultimi due anni e scendere in campo mi aiuta a progredire sotto questo punto di vista. Fisicamente mi sento molto meglio in allenamento, sto aspettando di sentire buone sensazioni anche in campo, deve scattare quel clic.

 

Quanto è stato importante giocare davanti a Olimpia? Probabilmente è in un’età in cui ricorderà di aver visto la mamma in campo.

Vero, ero super emozionata perché non aveva mai assistito dal vivo a un mio match. Scorgendola in tribuna a un certo punto sono entrata in modalità mamma, chiedendomi: c’è il sole, ha la crema protettiva? E poi mi sono detta di rimanere calma (sorride), non era il caso di sbattere a terra la racchetta. In ogni caso sono contenta che questa prima volta sia avvenuta a Toronto.

 

Molte giovani giocatrici ne hanno parlato proprio in questi giorni: come ci si sente a sapere di aver avuto un impatto sulla crescita tennistica di ragazze come Gauff, Swiatek e Fernandez?

È una bella sensazione, lo so perché è capitato anche a me avere delle persone di riferimento. Sono contenta che sia così e da parte mia continuerò a incoraggiarle per fare in modo che lascino il segno e diventino sempre migliori.

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