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“NON SAPEVO NEANCHE LA STRADA PER ARRIVARE AL CAMPO CENTRALE DI WIMBLEDON" - SINNER STENDE ALCARAZ NELLA SFIDA TRA GIOVANI PROMESSE ORA I QUARTI CONTRO DJOKOVIC – ALTRO FLOP DOPO IL ROLAND GARROS PER IL 19ENNE SPAGNOLO – JANNIK: “SE SARÀ LA NOSTRA LA GRANDE RIVALITÀ DEL FUTURO? NON LO SO, DI GIOCATORI FORTI CE NE SONO ALTRI E POI NON MI PIACE PENSARE TROPPO AVANTI. LA FRASE DI KIPLING SUL FATTO DI AFFRONTARE LA VITTORIA E LA SCONFITTA ALLO STESSO MODO? STAVOLTA NON L'HO LETTA E HO TIRATO DIRITTO” - VIDEO

 

Stefano Semeraro per “la Stampa”

 

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Il vero morso al futuro, nella giornata in cui Wimbledon ha celebrato il suo passato, lo ha dato Jannik Sinner, battendo in quattro set (6-1 6-4 6-7 6-3) il suo (quasi) gemello (molto) diverso Carlos Alcaraz, su cui alla vigilia scommettevano quasi tutti.

 

Jan dai capelli rossi - come la Ferrari: Silverstone e appena a 150 chilometri da qui - che ha messo piede per la prima volta in vita sua sull'erba centenaria del Centre Court poco dopo che ne erano usciti Borg, Laver, Nadal, Djokovic, Murray, e persino Federer - che si è commosso e ha ammesso che sì, un'altra chance qui vorrebbe concedersela - insieme ad un gruppo di altre più o meno attempate leggende nel tennis. E che ne è uscito tre ore e mezzo più tardi, fra le mani il suo primo quarto di finale ai Championships che - incroci del destino - si giocherà contro Djokovic, l'avversario di Berrettini nella finale di un anno fa.

 

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«Sì è stato un giorno davvero speciale», dice. «Ho mangiato all'una e poi sono andato negli spogliatoi per vedere la cerimonia: tutti quei campioni, qualcuno è anche rimasto a vedere la mia partita. Il problema piuttosto è che era la prima volta per me sul Centre Court, e non sapevo neppure la strada per arrivarci».

 

Sinner però non è uno che si perde facilmente. Sull'erba prima di quest' anno non aveva mai vinto una partita, negli ultimi due turni ha iniziato a divorarsela. Non ha ceduto mai il servizio né contro il gigante Isner né ieri; ad Alcaraz ha annullato sette palle break, tre di fila sul 3-1 nel quarto set, appena dopo aver piazzato il break decisivo.

 

Non d'istinto, ma riflettendo «che quello era l'ultimo game con palle vecchie, e quindi potevo rischiare qualcosa di più». Calcolo e talento. La capacità di vivere nel presente, di mettersi alla spalle la delusione in un amen. Alcaraz, il fenomenale 19enne Alcaraz, ieri si è dovuto piegare alla volontà, alla freddezza di Jan - implacabile nei punti chiave, quando il gioco si fa duro e i nervi urlano - prima ancora che ai suoi colpi.

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Per quasi tre set Sinner è stato padrone del Centre Court. Carlitos non trovava il ritmo, scentrava un diritto dopo l'altro. Una frizione che slittava, una vite spanata, anche perché Jannik picchiava in percussione, togliendogli aria ai pensieri. Alla fine il conto degli errori sotto pressione, insieme alle percentuali al servizio e alla risposta, ne fornisce la misura: 77 per lo spagnolo, 44 per Jannik. Forse anche perché questa per lo spagnolo era la prima vera sfida ad alta tensione non con uno dei Patriarchi - che un grande futuro ce l'hanno soprattutto alle spalle - ma con chi ha davanti tanto domani quanto lui. E la stessa voglia di viverlo da protagonista.

 

sinner wimbledon

Jan avrebbe potuto chiuderla al tie-break del terzo set, quando ha avuto due matchpoint e uno l'ha affondato a rete, per troppa foga. Il capolavoro l'ha compiuto però a inizio del quarto set, non mollando di un metro e finendo per raccogliere i cocci mentali dell'avversario. «Se sarà la nostra la grande rivalità del futuro? Non lo so, io e Carlos siamo i più giovani, ma di giocatori forti ce ne sono altri e poi non mi piace pensare troppo avanti.

 

È stato un match molto fisico, e se l'ho vinto è anche per merito delle tante ore che ho passato in palestra con il mio coach Vagnozzi». Alcaraz in precedenza l'aveva sempre battuto, «ma non su questa superficie. Ho provato a cambiare qualcosa tatticamente, e la differenza è che al meglio dei cinque set di svolte ce ne sono tante. Oggi credo di aver mostrato di esser competitivo a questo livello».

JANNIK SINNER VS CARLOS ALCARAZ

 

A 20 anni e 11 mesi è il più giovane ad arrivare nei quarti di Wimbledon dal 2014 (il 19enne Kyrgios), il sesto italiano di sempre dopo De Morpurgo (1928), Pietrangeli (1955 e '60), Panatta (1979), Sanguinetti (1998) e Berrettini (2021). Le date servono a capire come ha accelerato, sull'erba ma non solo, il nostro tennis negli ultimi due anni. Jannik quest' anno si era dovuto arrendere troppe volte agli infortuni, ora ha nel mirino la storia «La frase di Kipling sul fatto di affrontare la vittoria e la sconfitta allo stesso modo? Sì, la conosco bene. Però stavolta non l'ho letta e ho tirato diritto». Verso il futuro.

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