federer 4

“ROGER FEDERER UN’ESPERIENZA RELIGIOSA”? NO ROGER FEDERER, UN’ESPERIENZA PSICHEDELICA – DOTTO: "LO SVIZZERO E’ STATA UNA DROGA PER MOLTI DI NOI. UNA SPEDIZIONE IN UN PARADISO ARTIFICIALE, UN LUNA PARK PER SOLI ESTETI, CON LA SCUSA DEL TENNIS" - IL COLPO CONTRO ANDRÈ AGASSI, SETTEMBRE 2005, FINALE US OPEN: “SEMBRAVA SCAPPATO DAL MONDO DI MATRIX”, PAROLA DI DAVID FOSTER WALLACE - VIDEO

Giancarlo Dotto per il Corriere dello Sport

 

federer l'equipe

Ad un tratto t’invade la beatitudine. Questo era per me Roger Federer in azione. Da mitomane certamente reo e più volte confesso aspettavo morbosamente questo momento. Il suo addio ufficiale al tennis. Masticare e rimasticare un lutto preventivo equivale nella testa del mitomane patologico (sapete cosa voglio dire, vero, voi maniaci di Michael Jordan, voi pazzi di Valentino Rossi, voi patiti di Francesco Totti?) smorzare il dolore, farlo tuo poco a poco, quasi affezionarti negli anni sicché, quando la cosa accade non fa male più di tanto. È un po’ la mozione degli affetti di certo forse deprecabile cannibalismo, mangiare quello che ami, un boccone dopo l’altro, per renderlo definitivamente tuo.

 

È accaduto. Roger ha detto addio. Eravamo pronti? Non si è mai abbastanza adulti e vaccinati quando si tratta dell’addio di una persona cara . E Roger Federer era una “persona cara” per molti di noi.

 

ROGER FEDERER

Definizione di “persona cara” da un dizionario ancora da inventare: “Colui o colei che ci aiuta a rendere la vita sopportabile o perché ha saputo darci (anche una sola volta) una carezza giusta nel momento giusto o perché ci ha autorizzato (più volte) quel tuffo al cuore (che nei soggetti più suggestionabili può arrivare allo svenimento) causato dalla bellezza, così bella da risultare incomprensibile. Tuffo o svenimento che sia, ne riemergi pieno di gratitudine e pronto ad alimentare la  fiamma che ci tiene in vita e allo stesso tempo ci protegge dalla vita, dalla caverna di Neanderthal alla suite nei grattacieli di New York, lucidare e aggiornare la bacheca delle divinità. Un  delirio? Ebbene sì. Un delirio necessario. Hai voglia a bandire le droghe. Togli le allucinazioni e dell’uomo resta un cartoccio deperibile di ossa, acqua e sangue.

 

La domanda fino a ieri era piuttosto: perché Roger si ostina? Perché insiste a violentare il suo corpo riluttante e ora anche dolorante trascinandolo dentro un recinto a fronteggiare marcantoni dalle spalle bioniche che tirano mazzate con l’oscena salute degli animali costruiti in laboratorio? Forse perché sa bene che solo così ha la chance di esistere in quanto capolavoro? Specchiandosi e “trovandosi” nello stupore altrui, nella devozione di chi lo ammira. Wimbledon come una sala del Louvre o dell’Hermitage. Essere nello sguardo degli altri. La maledizione delle leggende viventi: non poter essere spettatori della propria grandezza.

 

roberto d agostino giancarlo dotto foto di bacco

O forse si ostina, si ostinava, a impugnare la racchetta che lui suona come fosse un violino, perché rifiutarsi di pronunciare la parola “addio” era un modo per differire lo strazio planetario dei più, dei nostalgici di lui, prima ancora di averlo perduto? Di tutti quelli che non si sono mai completamente ripresi dallo shock del colpo impossibile per quanto pieno di grazia inventato da Roger Federer contro Andrè Agassi, settembre 2005, finale Us Open, “colpo che sembrava scappato dal mondo di Matrix”, parole di David Foster Wallace. Prima di suicidarsi quando non era più capace di riconoscere la bellezza dentro di sé e intorno a sé, lo scrittore americano si prese non so quante pagine sul New York Times. Per raccontarselo meglio il suo Roger, per provare a spiegarsele le ragioni per cui ne era tanto ammaliato. A oggi, mai nessuno così vicino a rappresentare l’irrappresentabile bellezza del suo tennis. “Roger Federer un’esperienza religiosa”. Sì, vero, ma di più, un’esperienza psichedelica. Una droga per molti di noi. Una spedizione in un paradiso artificiale, un luna park per soli esteti, con la scusa del tennis. Quel diavolo di un angelo. Roger come Mandrake. Ha inventato tennis da ogni lembo del campo. È stato leggero e solido, fluido e potente. Ha dispensato conigli dal cilindro, fiori dai cannoni. Ha scartato perle, seminato trappole, illusioni e giochi di luce. Quando gioca Roger, giocava, non ti fa desiderare altro. “Non ci credo!”, il grido collettivo quando giocava Roger.

ROGER FEDERER

 

Wimbledon è stato il suo Taj Mahal. Il suo giardino privato. Gli mancava solo il turbante sul cardigan. Impossibile solo alla vista. E perché, se no, un altro mito come Rod Laver si accaniva a fotografarlo dalla tribuna? Impazziscono tutti, quando gioca, giocava, lui, anche i pesci nella vasca. Una racchetta che sembra la borsa di Mary Poppins. Arrivano palline e tornano fiori, farfalle, ricami, biglietti di sola andata per Tahiti. Roger Federer in azione al di là del tennis, è Michael Jordan in sospensione al di là del basket o Marco Van Basten (ma oggi starei per dire Paulo Dybala) al di là del calcio.

 

THE LAST DAYS OF ROGER FEDERER

La sua ostinazione a presentarsi sul court, più stiloso che mai, alla soglia dei quaranta, la sua bellezza illesa, ne hanno fatto un autentico freak capovolto. Da incorniciare. Un dissimile. Un alieno che strappa le pagine e strapazza i canoni delle umane vicende. Nessuno lo ha mai visto sudare, quest’uomo, nemmeno al quinto set di un torrido torneo sulla terra. Una dannata leggenda. I numeri ci provano a raccontarlo con la loro ottusa saccenza. Vorrebbero, ma non possono. Non ce la fanno. Chi sa di venerarlo non ha bisogno dei numeri per misurarlo. Tantomeno di assegnarlo o sottrarlo alla Storia.

 

Roger è stato abile, lucido e generoso. Ci è venuto incontro. Attraverso il suo malessere ha percepito il nostro. Ci ha dato tutto il tempo per metabolizzare. Illudendoci fraternamente, “tornerò a giocare”, ci disilludeva allo stesso tempo, non tornando mai. Esiste un’omeopatia del lutto sportivo? E del dolore che ne segue? Lui l’ha praticata alla grande. Ci ha dato l’addio quando tutti noi avevamo dato l’addio a lui. Noi avevamo smesso prima di lui. Un genio compassionevole. Dei tre supereroi che hanno marcato un’epoca ci lascia l’unico indispensabile.

federer spacca racchetta

 

Restano il gladiatore inaffondabile di Manacor e il fenomeno gommoso di Belgrado. Anche loro, soprattutto loro, infinitamente orfani. Il più grande di sempre? Certamente Roger, sì. Ma chi se ne frega. Se ne va un meraviglioso anacronismo, regalandoci ultimi scampoli di tennis giocato per chi avesse ancora lacrime da versare. La vita continua, ma solo dalla parte di Roger che sarà libero ora di scodellare altri bellissimi gemelli con la sua Mirka e divertirsi in tutti i modi possibili. In quanto a noi, poveri noi. La bellezza del gesto di Federer forse non è indispensabile al tennis, ma lo è alla vita. 

giancarlo dotto foto di bacco (2)roger federerFEDERER NADAL DJOKOVICroger federerfedererfederer wimbledonfederer wimbledonroger federer rafael nadal 2006 ivan zazzaroni giancarlo dotto foto di bacco

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...