leclerc

“SONO NATO PER ESSERE NUMERO 1” – DOPO TANTE FAVE LESSE, FINALMENTE IN FERRARI C’E’ UN PILOTA CON LA CAZZIMMA, IL 21ENNE CHARLES LECLERC - “DOPO L'AUSTRALIA NESSUNO MI VEDEVA TRA I CANDIDATI AL MONDIALE, ADESSO TUTTI. MI FA PIACERE. C'È CHI RIVEDE IN ME GILLES VILLENEUVE? VOGLIO ESSERE ME STESSO, LA VERSIONE MIGLIORE DI ME STESSO, SENZA COPIARE NESSUNO” – E POI PARLA DI VETTEL E HAMILTON – VIDEO

Jacopo D’Orsi per “la Stampa”

leclerc

 

Il ragazzo ha indubbiamente qualcosa di speciale. Charles Leclerc non è un pilota qualunque e lo si capisce anche guardandolo negli occhi, sulle palafitte del paddock di Shanghai, mentre lo incontriamo per la prima intervista da nuovo fenomeno Ferrari. Gli sono bastate due gare per trasformarsi in principe, lui che arriva da Montecarlo, bucare lo schermo e il cuore di tanti tifosi. «Già, in F1 non sono veloci solo le macchine: dopo l' Australia nessuno mi vedeva tra i candidati al Mondiale, adesso tutti. Mi fa piacere».

 

Charles, si sente pronto?

«Perché no? Ho tanto da imparare, ma darò il 200 per cento».

 

Implicherebbe far meglio anche del suo compagno di squadra, Sebastian Vettel: sia in Australia sia in Bahrein lei via radio ha detto al team «sono più veloce di lui». Si sente più forte in questo momento?

«Sebastian ha talento, esperienza, dopo due gare non si può giudicare. Però sì, in Bahrein mi sono sentito molto forte, a Melbourne meno: vedremo».

leclerc

 

Accetterebbe altri ordini di scuderia?

«Per il momento sì, l' interesse del team viene prima di tutto. Dipende anche dalla situazione».

Due settimane fa non ha ascoltato il «consiglio» di aspettare due giri prima di superare Vettel.

«Avevo un ritmo superiore, l' ho passato senza rischi».

 

Sorpreso dalla facilità della manovra?

leclerc 5

«No, Sebastian era un po' meno a suo agio di me».

 

Lei dice sempre di imparare da lui, ma c' è qualcosa che Vettel può imparare da lei?

«Credo di sì, si impara sempre dal compagno di team».

 

Gestire l' aspetto mentale ad esempio?

«Che cosa è meglio chiederlo a Sebastian... Corre da molti anni, da tanto è in Ferrari, sicuramente ho più cose da imparare io da lui».

 

Ha la sensazione che le gerarchie possano cambiare presto?

«Ripeto, sono solo due gare e la domanda semmai è per Binotto. Non decido io».

 

Il rapporto con Sebastian è cambiato?

leclerc

«Assolutamente no, ciascuno di noi vuole battere l' altro ma abbiamo trovato un buon equilibrio per lavorare insieme».

 

Scommetterebbe su se stesso un giorno campione del mondo?

«Farei di tutto per far vincere la scommessa a chi dovesse puntare su di me. L' obiettivo è diventare il migliore, la strada è lunga ma prima o poi spero di centrarlo. Non c' è cosa che abbia fatto in vita mia senza l' ambizione di essere primo».

 

Si è reso conto della sua grande popolarità?

«È aumentata la quantità di messaggi sui social, anche se non riesco a leggerli tutti.

Quando le persone iniziano a vedere la tua faccia sul podio, le cose cambiano: ora la gente mi conosce un po' di più ed è bello».

Parlare la nostra lingua l' aiuta a piacere.

«Non è stato difficile impararla, nei kart si corre quasi sempre da voi».

 

Le hanno fatto piacere anche i complimenti di Hamilton?

«Non ci hanno ridato la vittoria ma sono state belle parole. L' obiettivo è stare davanti alle Mercedes».

 

Conosce la storia della Ferrari?

leclerc

«Ho sempre avuto un debole per la macchina rossa, crescendo ne ho compreso anche l' importanza».

 

C' è chi rivede in lei Gilles Villeneuve, in particolare nella capacità di entusiasmare il pubblico. Lei a quale pilota del passato Ferrari vorrebbe somigliare?

«Voglio essere me stesso, la versione migliore di me stesso, senza copiare nessuno».

 

Guidare le piace anche fuori dalla pista?

«Sì, se no non sarei così veloce in F1, le cose che divertono vengono meglio. Ho una 488 Pista, la mia macchina preferita».

 

A 21 anni ha già perso due persone care, papà Hervé e l' amico Jules Bianchi: questi lutti hanno cambiato la sua visione del rischio e della morte?

«Mi hanno cambiato molto come persona, è stato difficile accettarli, ma l' approccio alle corse è rimasto lo stesso».

 

Lei dà sempre l' impressione di grande autocontrollo: da dove arriva questa forza?

leclerc

«Ripensando ai kart, uno dei miei punti deboli era proprio la testa. È stato fondamentale lavorarci, capire come funziona la mia mente. Prima ero sicuro di saperlo ma mi sbagliavo, con l' allenamento arrivi a gestire le emozioni».

 

La prima gara che ricorda?

«Montecarlo, due o tre anni. Ero sul balcone di casa di amici, all' uscita dalla prima curva, a giocare con le mie macchinine. Quella rossa vinceva il mio Gp, sotto si correva quello vero».

 

Quando ha capito che questo era il suo destino?

leclerc

«Da bambino, mi finsi malato per saltare scuola e andare con papà alla pista di kart del padre di Bianchi. Chiesi di girare, mi attaccarono con una corda a un altro kart ma dopo mezzo giro me la cavavo bene...».

 

Qual è il primo mezzo con cui ha percorso il circuito di Montecarlo, casa sua?

«Il primo non ricordo, quello con cui ho fatto più «giri» è il bus per andare a scuola».

 

Segue suo fratello Arthur, a 19 anni, in F4?

«Faccio il possibile per aiutarlo, però è importante anche che cammini con le proprie gambe».

leclerccharles leclercleclercleclercleclerccharles leclercleclerc

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…