nazionale tifosi

“STIAMO ASSISTENDO A UNA COLOSSALE IPOCRISIA DEL GOVERNO DRAGHI” – SCOPPIA L’IRA DEI RISTORATORI DOPO GLI ASSEMBRAMENTI PER LA VITTORIA DELL'ITALIA - LA VERITÀ PURTROPPO È UNA SOLA: SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE. NEI RISTORANTI CI SONO ANCORA REGOLE DA RISPETTARE – NEL 2020 COSTRETTE A CHIUDERE 22MILA IMPRESE DEL SETTORE. “PERSI 44,4 MLD”

Grazia Longo per "la Stampa"

 

nazionale tifosi

«La verità purtroppo è una sola: siamo figli di un dio minore, altrimenti non mi spiego la prorogata chiusura delle discoteche a fronte degli abbondanti assembramenti per le partite degli Europei, in particolare per la vittoria dell'Italia. Stiamo assistendo a una colossale ipocrisia del governo Draghi».

 

Maurizio Pasca, presidente della Silp-Fipe che si occupa dei locali da ballo, nonché presidente europeo dell'omologa associazione Ena, non sta più nella pelle e accusa chiaramente il nostro esecutivo di «fare figli e figliastri. Anche i virologi e gli infettivologhi si dicono allarmati per le scene a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni di festeggiamenti. Noi invece abbiamo avuto il parere favorevole alla riapertura da parte del Comitato tecnico scientifico, ma il governo purtroppo continua a farci la guerra».

nazionale bus scoperto

 

Pasca precisa che il progetto per le discoteche e le sale per over 50 e 60 anni di liscio e latino-americano è inequivocabilmente «a prova anti Covid: abbiamo previsto la riapertura dei locali soltanto previa esibizione del green pass, ovvero potrà entrare solo chi è già vaccinato, chi ha avuto il Covid o chi ha effettuato un tampone entro le ultime 36 ore. Inoltre abbiamo proposto di trasformare un angolo delle discoteche in hub per la vaccinazione.

osti e ristoratori 2

 

A me sinceramente queste sembrano garanzie di sicurezza, a differenza di tutta la gente, soprattutto giovani magari non vaccinati, ammassata e senza mascherine nelle piazze e per le strade a tifare i nostri amati azzurri». Tanto puntiglio e rabbia da parte di Maurizio Pasca non sono immotivati, ma affondano le radici nei numeri della crisi di un settore che non lavora «da diciassette mesi, e che deve fare i conti con la perdita di 3 miliardi di euro a fronte di 600 milioni di gettito fiscale nelle casse dello Stato». Non basta, il 30% dei titolari «è stato costretto a chiudere i locali e ci sono 100 mila lavoratori che non percepiscono lo stipendio, mentre il ministro Franceschini ha pensato bene di distribuire i ristori a musei, teatri e cinema. E a noi niente».

nazionale pullman scopertoprotesta ristoratori.jpeg

 

Pasca ricorda, infine, di aver «spedito un centinaio di video al ministro della Salute Speranza e al premier Draghi dove si vedono giovani ballare negli stabilimenti balneari o nei bar: si balla dappertutto tranne che nei luoghi deputati». Sul piede di guerra anche Lino Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio, che denuncia la disparità di trattamento tra tifosi e clienti dei ristoranti: «Mi rendo conto che la vittoria dell'Italia sia un evento straordinario e unico, ma il Covid non guarda in faccia nessuno. E allora mi domando come sia possibile che non siano stati vietati gli assembramenti per i festeggiamenti, mentre ancora nei ristoranti ci sono regole da rispettare.

 

nazionale pullman scoperto

Occorre mantenere la distanza di un metro, al chiuso si deve tenere la mascherina tranne quando si mangia, mentre i camerieri la portano sempre. Mentre per le strade in festa abbiamo assistito a scene che preoccupano medici e scienziati». Nel 2020 ben 22 mila imprese di ristorazione sono state costrette a chiudere: «253 mila lavoratori, di cui 116 mila con contratto a tempo indeterminato, hanno perso il lavoro. E, per quanto concerne il fatturato, nel 2020 abbiamo perso 34,4 miliardi e 10 miliardi nel 2021».

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