mancini zaniolo

“ZANIOLO NON PUO’ PERDERE ANCORA TEMPO E OCCASIONI” – LA SVEGLIA DI MANCINI AL TALENTINO GIALLOROSSO – “DEVE CAPIRE LA FORTUNA CHE L'HA ACCOMPAGNATO: IN UN LAMPO HA AVUTO NAZIONALE E ROMA, NON PUÒ DISPERDERE LE QUALITÀ CHE HA” – IL MEA CULPA DEL CT SU BALOTELLI: “PRIMA DELLA SVIZZERA CHIAMARE MARIO CI POTEVA STARE. MA GLI ERRORI SI FANNO SEMPRE” – L'INCORONAZIONE DI SCALVINI ("FENOMENALE") - "E A DONNARUMMA DICO CHE…"

Andrea Elefante per “la Gazzetta dello Sport”

 

mancini zaniolo

Stasera quasi a mezzanotte, un anno fa. Roberto Mancini e Gianluca Vialli si scambiano lacrime bagnando visi e giacche, trent' anni di amicizia e di attesa, cinquanta giorni di alchimia perfetta. Un abbraccio lunghissimo, una foto per sempre: l'Italia campione d'Europa, l'impossibile che diventa verità.

 

Un anno dopo: tiriamo fuori un'altra foto da quell'album?

«Il momento in cui si fa male Spinazzola: una cosa troppo ingiusta per non prevedere un altro tipo di giustizia. E nello spogliatoio la corsa di tutti a farsi un selfie con la coppa: nessuna fretta, c'era tempo più tardi, ma era come se potesse scappare via».

 

Forse avevate già capito quello che oggi, anche per quanto successo dopo, è finalmente chiaro: era stato un mezzo miracolo. Meritato, ma miracolo.

«Un miracolo lo abbiamo fatto di sicuro, ma non solo in quell'Europeo: in tre anni e mezzo giocati alla grande. Capita che si vinca un grande torneo perché in quel mese va tutto bene: non è stato il nostro caso. Dietro c'era un percorso preciso: tante partite importanti, non solo sette».

 

Il seme più importante di quella vittoria, che continua a germogliare anche all'inizio del nuovo ciclo?

mancini zaniolo

«Credere sempre nei propri mezzi, e anche al quasi impossibile. E soprattutto: se capita un'occasione, va presa al volo. Difficile fare un paragone con il gruppo dell'Europeo: quella che è ripartita a giugno è una squadra nuova e le mancavano cardini dell'altra che ci saranno ancora. E saranno importanti».

 

Lei ha ammesso di essere stato sfiorato dalla tentazione di lasciare: più dopo aver vinto l'Europeo o dopo aver mancato la qualificazione al Mondiale?

«Più la seconda volta: mi sono trovato in una situazione molto difficile. Un po' ci ho pensato dopo Wembley, ma c'era il Mondiale a poco più di un anno».

 

Ci doveva essere. E a posteriori ha meditato su un possibile errore, almeno uno: non aver chiamato Balotelli per le gare con Svizzera e Irlanda del Nord.

mario balotelli roberto mancini

«Prima di giocare con la Svizzera avevamo avuto dieci infortunati, fra cui Immobile: per una partita così, in un momento della stagione faticoso, chiamare Mario ci poteva stare. Ma gli errori si fanno sempre, anche quando le cose vanno bene».

 

Magari anche, quella sera all'Olimpico, non fermare Jorginho prima del rigore.

«Ero sicuro che segnasse: consideravo fuori da qualunque immaginazione che potesse sbagliare all'andata e al ritorno».

 

E dopo quelle due batoste con Argentina e Germania non ha avuto cattivi pensieri?

«No, avevo messo in preventivo che potesse capitare. Pensavo di perderne due-tre di fila».

 

Infatti, subito dopo il 5-2 con la Germania, ha detto: «Sono più fiducioso di prima, perché ho visto cose importanti». Ci spiega meglio cosa aveva visto?

mario balotelli roberto mancini

«Anche per stanchezza e poca concentrazione, una serie di errori madornali, soprattutto in fase difensiva, che di solito non facciamo. Ma contro una rivale così superiore, con tanta esperienza di Champions, una squadra giovane rischia di non tirare mai: noi abbiamo tirato 16 volte, loro 19. Poi eravamo sotto 5-0 e non me l'aspettavo: ma la botta può aver fatto anche bene».

 

A cosa?

«A capire che serve concentrazione non da quando sei in campo, ma nello spogliatoio: ormai, soprattutto per le nazionali, anche la partita più semplice può diventare la più difficile. Figuriamoci quelle molto difficili».

 

Abbiamo scritto: questa nuova Nazionale ha più di Klopp che di Guardiola. Ci sta?

mario balotelli roberto mancini

«Non siamo mai stati come il Barcellona: abbiamo gente brava tecnicamente, a cui piace giocare la palla, ma se c'era da verticalizzare, lo abbiamo sempre fatto. Bisogna trovare una via di mezzo, saper fare tutto: come già successo negli anni passati».

 

E come è successo al Real Madrid, che ha vinto la Champions giocando, però molto meno del Liverpool: come l'ha vissuta, un giochista come lei?

«In una finale così tesa ci sta che si riesca a vincere proponendo meno dell'avversaria. Ma il patrimonio che ha fatto vincere noi, resta il gioco: su quello non ci sono vie di mezzo».

 

L'ha detto senza giri di parole: il nostro problema è il gol. Come pensa di risolverlo?

mario balotelli roberto mancini

«Se servirà, non avremo problemi a cambiare tipo di gioco per favorire gli attaccanti: possiamo valutare anche di giocare con due punte invece che con una centrale e due esterni».

 

E anche con la difesa a tre, che ha già provato?

«Si può lavorare pure su quella: non si vince per forza con un solo sistema. Ma recuperando Chiesa, e con Berardi in più, si può continuare anche così...Quel che conta è avere gente che giochi ad alto livello e arrivare al gol con il gioco, come abbiamo sempre fatto».

 

Psg uguale livello sicuramente alto: Scamacca al Psg non è una brutta notizia per un c.t.?

«No, no, anzi: glielo consiglierei senz' altro. Giocare all'estero regala esperienza, fa conoscere un calcio diverso, situazioni differenti. Aiuta a crescere».

mario balotelli roberto mancini

 

Vieri ha detto: se Scamacca non fa almeno 20 gol, c'è qualcosa che non va.

«Ha tutto per essere un grande centravanti e lo sa. Però ci deve mettere qualcosa di più, anzitutto nel carattere: quando il livello si alza, qualità tecniche e fisico ti aiutano, ma non bastano».

 

A Gnonto pare non essere bastato debuttare in Nazionale per convincere un club italiano.

«Importante che i ragazzi giochino, molto più che dove. Spero di trovarne altri come lui».

 

Magari in B più che in A?

«Se ne ho chiamati diversi dalla B, è perché abbiamo seguito anche quel campionato con attenzione. Io la B la guardo di sicuro: quelli che giocano in A li conosciamo già bene».

 

Uno stage al mese, massimo ogni due mesi: ci crede davvero, per provare da vicino quelli che vedrà da lontano?

«Ci spero, più che altro: penso che si possa fare, soprattutto con i più giovani».

 

MARIO BALOTELLI CON ROBERTO MANCINI NEL 2018

Torniamo agli attaccanti: cosa ha deciso Immobile, lascia o continua con la Nazionale?

«Ci ho parlato a maggio, pensavo potesse essere convocato ma mi ha detto che non stava bene: credo sarebbe venuto, a me non ha mai detto che non verrà più.

Per me è l'attaccante che ha segnato di più negli ultimi anni».

 

Un rimpianto non aver potuto testare Pinamonti?

«Ero curioso di vederlo meglio, e per lui sarebbero state partite internazionali preziose, visto che non ne ha mai fatte».

 

Per Jorginho vale lo stesso discorso fatto per Immobile?

«Ha trent' anni, per noi è sempre stato un giocatore fondamentale: perché no?».

 

balotelli mancini

Anche perché non c'è molto altro, come "puristi" del ruolo.

«Cristante è adattato, Esposito e Ricci sono un po' diversi ma ci si può lavorare: il primo è molto tecnico e ha personalità, il secondo ha più fisico. Ma noi in mezzo e anche in difesa non abbiamo problemi: dobbiamo solo trovare la strada giusta per creare più occasioni davanti».

 

In difesa serve ricambio: Romagnoli alla Lazio può significare un difensore recuperato?

«In Nazionale viene chi fa bene: quelli che non ci sono mai stati e quelli che ci sono stati già».

 

Zaniolo può lasciare la Roma: una forzatura o sarebbe meglio per lui e per la Nazionale?

mancini scalvini

«Questo non lo so. So che deve capire la fortuna che l'ha accompagnato: in un lampo ha avuto Nazionale e Roma, non può perdere ancora tempo e occasioni. Disperdere le qualità che ha».

 

Il dualismo con Keylor Navas è finito: la certezza del posto farà bene a Donnarumma?

«Quando sei così giovane può essere normale sentirsi un po' più affaticato mentalmente e il giocare e non giocare di sicuro non lo ha aiutato».

 

Non gli dirà mai: «Gioca di meno con i piedi»?

giorgio scalvini

«No, ma gli dirò: "Stai un po' più attento". Ci sono volte che non si può: tanto più contro squadre forti come la Germania, in una squadra con compagni così giovani, che non hanno praticamente mai giocato insieme»,

 

Il più giovane quella sera era Scalvini: in prospettiva, anche lei come Gasperini lo vede più centrocampista che difensore?

«Devo dire la verità: io, per l'età che ha, lo vedo semplicemente fenomenale. In difesa e anche a centrocampo».

 

Il Mondiale lo vedrà da commentatore tv?

gigio donnarumma

«Al momento non ho preso nessuna decisione: l'unica certezza è che per me sarà un mese abbastanza doloroso. Purtroppo».

 

Però anche nei momenti più difficili ha continuato a dire: giochiamo per vincere il prossimo Mondiale.

«Da quando sono c.t. ho sempre avuto un obiettivo: vincere Europeo e Mondiale. Un anno fa, con la coppa in mano, mi ero detto: "Ne vinciamo uno dietro l'altro". Pensavo a questo Mondiale, evidentemente non era questo. Ma continuo a pensare che ne vinceremo uno, sì».

gli errori di donnarumma coi piedi 2gli errori di donnarumma coi piedi 6gli errori di donnarumma coi piedi 1gli errori di donnarumma coi piedi 5gli errori di donnarumma coi piedi 3donnarummagli errori di donnarumma coi piedi 4

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…