letta draghi salvini

LETTA-SALVINI, LO SCAZZO E’ DA ASILO MARIUCCIA - "BASTA COI TUOI GIOCHETTI", ATTACCA ENRICHETTO. "CALMATI, COSÌ VIVI MALE", RISPONDE SALVINI. E DRAGHI? NON SI INFILA NEGLI SCONTRI TRA PARTITI E NON LO FARÀ: LORO CONTINUANO A CONFRONTARSI E IL PRESIDENTE GOVERNA. IL PROSSIMO TERRENO DI SCONTRO SARA’ IL DDL ZAN…

Carlo Bertini per "la Stampa"

 

salvini

«Presidente solo tu puoi fermare il doppio gioco di Salvini di lotta e di governo»: suona più o meno così l'accorato appello (il secondo nel giro di due settimane) rivolto da Enrico Letta a Mario Draghi. Nessuna replica, il premier allarga le braccia e prende atto. Può fare ben poco e ben poco gli interessa fare qualcosa, non si mette in mezzo tra due leader che giocano la loro partita tutta politica.

 

Da Palazzo Chigi nulla filtra a riguardo: nessun commento alle proteste del leader dem sul «metodo di Salvini da correggere» e già questo è l'indizio che Draghi vuole restare ancorato all'agenda del governo.

 

«Bene il Recovery Plan, ora la fase due, sul turismo, lavoro e giovani», dice Letta. E su questo Draghi concorda. Ma sul resto non dice nulla.

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

I due stop del premier

Il presidente - filtra da ambienti di governo - non si infila negli scontri tra partiti e non lo farà: loro continuano a confrontarsi e il presidente governa. Semplice ma chiarissimo. Del resto, pur se con Letta non da oggi Mario Draghi abbia un ottimo rapporto, non può entrare nelle schermaglie con Salvini.

 

E c'è chi fa notare come nelle due occasioni concrete di scontro con la Lega, sia stato Draghi a respingere gli affondi e deciso diversamente: quando c'è stato da opporsi sulla vicenda del condono tombale delle cartelle esattoriali, il premier si è opposto, con un ritardo di tre ore del consiglio dei ministri; così come quando Salvini voleva eliminare il coprifuoco, è stato sempre Draghi a dire di no, senza ammettere obiezioni.

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

Il Capitano: non mollo, sto qui E Salvini sta al gioco. Facendo politica, rincorrendo la Meloni nei sondaggi, rincorso a sua volta da Letta. «Il metodo della Lega è la concretezza», gongola il leader leghista, soddisfatto della sua capacità manovriera. «Noi siamo qua e qui rimaniamo», conferma, tanto per sgombrare il campo da chi teme (o spera) che lui molli il governo. «Per l'abolizione del coprifuoco, se nei prossimi giorni le terapie intensive saranno a un livello tranquillo, tornare a lavorare di giorno e di notte sarà un risultato positivo», smorza i toni, nel continuo tira e molla. E per rendere la pariglia a Letta, annuncia che vedrà anche lui Draghi per parlare di migranti e del ddl Zan sull'omofobia.

 

enrico letta a in mezzora in piu 2

La trappola sulla legge Zan Ma ora l'arbitro comincia a spazientirsi. I duellanti se le danno ogni giorno e infiammano il clima surriscaldato in abbondanza dalla pandemia. Il primo vorrebbe una commissione d'inchiesta sulla sanità, il secondo respinge l'affondo: se si fa, si comincia dalla Lombardia. Il primo butta tra le gambe del Pd un ddl sull'omofobia simile alla versione originale del ddl Zan prima del varo della Camera, «bene inasprire le pene, ma togliere la questione dei bambini, della scuola e tutto ciò che comporta la censura e i reati di opinione». L'altro grida alla trappola e dispone le barricate per far approvare al Senato la legge così com' è, per non vedere spedire in soffitta la sua bandiera dei diritti. Certo, Draghi ascolta senza alcuna empatia le sparate del Capitano (come quella di ieri sul «coprifuoco dannoso per la salute»). Ma a Letta non può promettere nulla, tantomeno di prendere provvedimenti di sorta verso l'altro maggiorente del suo governo. «Letta vive male - provoca Salvini - non capisco la sua ossessione».

meme su Mario Draghi e il recovery plan

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)