schwazer donati

LA LUNGA MARCIA DI SCHWAZER VERSO TOKYO – LA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DI ATLETICA LEGGERA GELA IL MARCIATORE AZZURRO DOPO L’ARCHIVIAZIONE DEL PROCESSO PER DOPING: “NIENTE GARE FINO AL 2024. LA TEORIA DELLA MANIPOLAZIONE E’ INVEROSIMILE”- ANCHE LA WADA FA MURO. MALAGO’ E’ A FIANCO DI SCHWAZER E DONATI. CI SONO TRE STRADE PER CANCELLARE LA SQUALIFICA DI OTTO ANNI E PORTARE L’AZZURRO A TOKYO: ECCO QUALI - L’IDEA DI CHIEDERE LA GRAZIA AL CIO

Emiliano Bernardini per ilmessaggero.it

 

alex schwazer

 L’avversario da battere, per capire se Alex Schwazer potrà o no riaprire le porte delle Olimpiadi, adesso è il tempo. Sempre lui. Sulle strade di gara così come nelle aule dei tribunali. Il conto alla rovescia per cancellare la squalifica di otto anni infertagli nel 2016 è già iniziato. Un’altra lunga marcia e pochissimi mesi per tagliare il traguardo. Diciamolo francamente: servirà un’impresa. Non impossibile.

 

Soprattutto se il mondo dello sport sarà suo alleato. Il primo a farlo è stato il presidente del Coni, Giovanni Malagò giovedì, subito dopo il pronunciamento del Gip di Bolzano, ha chiamato Alex e il suo allenatore Sandro Donati.

 

alex schwazer

Un modo per esprimere felicità ma anche far capire che per Schwazer un posto per Tokyo c’è. «Il Coni ha sempre seguito con discrezione e serietà questa vicenda e continuerà a farlo con attenzione e interesse, monitorando e valutando possibili sviluppi a tutti i livelli perché è un dovere per tutti i protagonisti di questa storia avere chiarezza e fugare ogni dubbio al fine di non lasciare ombre e sospetti di cui sicuramente lo sport non ha bisogno».

 

TRE STRADE

alex schwazer

Schwazer, Donati e il legale Brandstaetter sono decisi ad andare avanti con la stessa fiducia che li ha accompagnati in questi 4 anni e mezzo. E ora anche con la forza di aver visto finalmente riconosciuta la verità: Alex non si è mai dopato nel 2016. Da ieri l’avvocato bolzanino è al lavoro per capire quale strada intraprendere. Al momento ce ne sarebbero tre con una possibile quarta via.

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 25

La prima porta al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna. D’altronde è l’unico che può ribaltare una sentenza emessa dallo stesso Tas. Per fare ricorso il marciatore di Vipiteno dovrà portare nuovi elementi. La sentenza arrivata da Bolzano è un buon punto di partenza. «E’ una assoluzione con formula piena di cui non si potrà non tenere conto» sottolinea l’avvocato Brandstaetter.

 

La seconda strada porta al Tribunale federale elvetico. In entrambe i casi il problema restano i tempi lunghi della giustizia. Una terza possibilità è quella che porta direttamente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. A novembre ci si è rivolta anche la Semenya ricorrendo contro la federazione di atletica mondiale che aveva introdotto delle norme ad hoc che subordinavano la sua partecipazione alle gare di mezzofondo all’assunzione di farmaci per abbassare il livello naturale di testosterone.

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 18

 

Infine c’è l’idea di chiedere la grazia al Cio, magari con l’aiuto del Coni. In questo caso bisognerebbe portare una istanza gerarchica al Comitato internazionale come organo supremo del governo sportivo. Via complicata da battere visto che il Cio dovrebbe ribaltare non una sua sentenza ma una del Tas.

 

IL MURO WADA

Come detto sarà un’altra battaglia durissima. E lo si è capito dal commento fatto dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping che si è detta «inorridita dalle numerose accuse spericolate e prive di fondamento», rimarcando come «resta ferma nelle prove che ha fornito e rigetta nei termini più decisi le critiche diffamatorie contenute nella sentenza. Una volta che tutto il provvedimento sarà stato analizzato, Wada valuterà tutte le opzioni disponibili inclusa l’azione legale che sarà possibile intraprendere». Il legale di Schwazer ha risposto con fermezza:

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 10

 

«È arrivata l’ora di collaborare di trovare delle soluzioni più che giuridiche, umane», e invita le federazioni competenti e la stessa Wada «a rivalutare il loro atteggiamento nei confronti di un atleta che è un talento straordinario per lo sport e che ha dimostrato in questi anni un carattere e una fiducia che ora sono stati ripagati». Il traguardo resta lontano, ma sempre meno di mesi fa. Anche se come ribascono tutti «Rio 2016 era la sua Olimpiade». Alex continua ad allenarsi. Sei volte a settimana. A breve intensificherà il programma. Road to Tokyo.

 

alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 17alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 16alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 06alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 09alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 02alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 01SCHWAZERSCHWAZER DONATIschwazer dopingALEX SCHWAZER E SANDRO DONATIalex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 03alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 04SCHWAZERalex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 14alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 12

 

SCHWAZER 1alex schwazer pechino 2008 foto mezzelani gmt 13

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?