mourinho pairetto

A MOU-SO DURO – IL CICLONE MOURINHO SI ABBATTE ANCORA UNA VOLTA SU PAIRETTO JR E NASCA SOSPESI DOPO IL DISASTRO IN SPEZIA-LAZIO - LUCA PAIRETTO, FIGLIO D'ARTE, È L'ARBITRO DI ROMA-VERONA, QUANDO IL PORTOGHESE MIMÒ IL GESTO DEL TELEFONO: “TI HANNO MANDATO APPOSTA, TI HA MANDATO LA JUVE”. NASCA È IL VAR CHE HA PORTATO ALL'ANNULLAMENTO DEL GOL DI ZANIOLO CONTRO IL GENOA ALL'OLIMPICO – IL DURO COMUNICATO DELLA LAZIO

https://m.dagospia.com/a-mouso-duro-mourinho-fa-il-gesto-della-telefonata-all-arbitro-pairetto-che-lo-caccia-via-300348

 

Gianluca Piacentini per Corriere della Sera - Roma

 

mourinho spezia lazio

Ancora una volta sulla classe arbitrale si è abbattuto il ciclone Mourinho. Lo Special One, domenica sera, al termine del pareggio casalingo contro il Bologna, ha rivolto pesanti critiche non tanto a Fabbri, arbitro della gara dei giallorossi, quanto a Luca Pairetto, artefice insieme al Var Nasca del disastro che ha portato alla vittoria della Lazio contro lo Spezia con un gol in fuorigioco di Acerbi.

 

Una decisione che porterà alla sospensione, probabilmente fino al termine della stagione, di entrambi da parte dell'Aia, che ha reputato un errore concatenato quello dei due arbitri: Pairetto non avrebbe aspettato la verifica al video, Nasca non lo ha fermato e tutto si è svolto molto rapidamente tra il gol del 4-3, l'esultanza e la ripresa del gioco.

 

«In 22 anni che alleno - le parole di Mourinho - due cose non sono cambiate: le domande su chi ha giocato e chi no e la possibilità di vincere con un gol in fuorigioco. Si poteva 22 anni fa e si può anche adesso. Cambia tutto nel calcio, ma queste due cose no.

pairetto gol acerbi

 

La stampa italiana è migliorata, mi rifiuto di dire che c'è ancora la prostituzione intellettuale, la stampa è seria, critica, analitica ma se volete nascondere che una squadra ha vinto con un gol in fuorigioco nel 2022 allora dovrete richiedermelo. Zaniolo? Sa di essere un bersaglio e il suo atteggiamento con gli arbitri è cambiato, ha educato se stesso. Quello degli arbitri con lui, invece, no».

 

Pairetto e Nasca, poi, sono due vecchie conoscenze del tecnico portoghese, che in questo campionato ha avuto già a che fare con entrambi.

 

mourinho

Nasca è il Var che ha portato all'annullamento del gol di Zaniolo contro il Genoa all'Olimpico, quando andò a pescare un fallo di Abraham a metà campo; Pairetto è l'arbitro di Roma-Verona, altra partita in cui Mourinho perse la calma. Il portoghese, espulso per proteste, entrò sul terreno di gioco e, trattenuto dai suoi collaboratori, mimò il gesto del telefono pronunciando le frasi «Ti hanno mandato apposta, ti ha mandato la Juve», che poi gli sono costate due giornate di squalifica. Le dichiarazioni di Mou hanno scatenato reazioni forti da parte della Lazio ma anche da parte dei tifosi giallorossi, che vedono in lui sempre di più il difensore della Roma, come un tempo lo era Francesco Totti, presente domenica sera in tribuna all'Olimpico, seduto in mezzo alla dirigenza romanista. Un ruolo che allo Special One è riconosciuto anche da Fabio Capello.

 

«La Conference League - le parole dell'ex tecnico romanista a La politica nel pallone- sarebbe un trofeo importante, portare a casa qualcosa per il calcio italiano sarebbe bello. Ho fiducia in Mourinho, mi sembra sia entrato pienamente nel ruolo di conduttore della romanità».

 

pairetto gol acerbi

 

«È OSSESSIONATO DA NOI, COPRE I RISULTATI MANCATI

MARCO CALABRESI per il Corriere della Sera

 

Domenica sera a Formello non c'era nessuno, ma è come se fossero saltati tutti dalla sedia. Le parole di José Mourinho, i dirigenti della Lazio le hanno ascoltate praticamente in tempo reale. Per questo, ieri sul sito del club, è comparso un comunicato fiume di risposta, che ha scatenato un altro putiferio, stavolta sui social, con protagonisti i tifosi.

 

«Il fatto che nel 2022 un allenatore di un'altra squadra, durante le sue conferenze stampa, faccia ripetutamente riferimento a presunti favori arbitrali a squadre concorrenti e che, allo stesso tempo, alcuni giornalisti sportivi nazionali, di dichiarata fede calcistica, si infervorino sullo stesso argomento, dimenticando il loro ruolo professionale e il dovere di imparzialità, dimostra alcune cose - si legge nella nota -.

 

MOURINHO PAIRETTO

Che la Lazio è ossessivamente nei loro pensieri più di altri ambìti obiettivi professionali; che, come spesso accade, si guarda in casa degli altri per distogliere l'attenzione da risultati mancati e da clamorosi episodi avvenuti in casa propria, a proprio favore, sotto gli occhi di tutti; che, nonostante la necessità di evolvere l'immagine del calcio in Italia, alcuni protagonisti sono fermi alla costante ripetizione delle accuse agli arbitri e al Var; che su questi atteggiamenti offensivi verso la categoria degli arbitri e sulla mancanza di obiettività giornalistica troppo spesso si sorvola».

 

MOURINHO PAIRETTO

Mourinho e la Lazio in questa stagione si erano già beccati. Dalla definizione di squadra «piccola» dopo il derby perso all'andata alla stoccata verso Sarri prima di quello di ritorno, che era stato preceduto dalla sfida di Conference contro il Vitesse: «Sono contento perché abbiamo passato il turno, meno contento perché abbiamo fatto giocare diversi giocatori che saranno in campo anche contro la Lazio che ora è a fumarsi le sigarette con Sarri». Su quest' ultima uscita, Sarri ci aveva scherzato su; stavolta, la società è stata più dura.

 

LUCA PAIRETTO

«La Lazio respinge ai mittenti le critiche e le insinuazioni, continua a credere che i valori si dimostrino in campo e non nei salotti televisivi - prosegue il comunicato -. La Lazio non si presterà mai a essere l'alibi o il capro espiatorio di nessuno e farà valere nelle sedi opportune le proprie ragioni.

 

La linea della società continua ad essere quella di non discutere le decisioni prese sul campo, anche quando si tratta di episodi lampanti avvenuti a sfavore della squadra biancoceleste, quale il fallo di Tonali su Acerbi in Lazio-Milan in occasione del gol (del 2-1; ndr) o la gomitata in area di Ibanez su Milinkovic nel derby di ritorno, solo per citarne due anche se ne abbiamo presenti molti altri, anche in Spezia-Lazio. Episodi decisivi sui quali abbiamo scelto il silenzio per rispetto degli arbitri in campo e del Var, rispetto che altri non hanno dimostrato e continuano a non dimostrare».

claudio lotito foto mezzelani gmt062ALBERTO PAIRETTOpierluigi pairettoluca pairettoPIERLUIGI PAIRETTO

Ultimi Dagoreport

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?