patty pravo coletta loredana berte'

LA MUSICA E’ FINITA – MOLENDINI: "DOPO SANREMO, IL TONFO DEGLI SHOW DEDICATI A LOREDANA BERTE’, PATTY PRAVO E RICCHI E POVERI HA CONTRIBUITO IN MODO DECISO AL FLOP DI RAI1 (750 MILA EURO A PUNTATA PER ASCOLTI UMILIANTI). MA LA MUSICA IN TV NON SEMPRE DELUDE, DIPENDE DA COME VIENE RACCONTATA. ANDREBBE IMPEGNATA GENTE CHE SAPPIA IMBASTIRE UNA TRAMA, COME SI FA NELLA FICTION" – IL CASO DE “LA BAMBINA CHE NON VOLEVA CANTARE” DEDICATA A NADA

 

 

Marco Molendini per Dagospia

 

patty pravo

Allora la musica non sempre delude in televisione. Dipende da come viene raccontata. Male con gli show, stando non solo agli ascolti della rete ammiraglia di quello che una volta veniva chiamato servizio pubblico, bene quando invece i personaggi musicali diventano storie scritte prodotte come fiction e capaci di attrarre non solo con le loro canzoni, ma anche attraverso gli intrecci della loro vite. Nell'ultimo mese, pensando di offrire conforto a questi tempi cupi, Rai 1 ha lanciato una serie di show musicali chiamandoli, con malposta presunzione, A grande richiesta.

 

loredana berte

La grande richiesta, invece, si è trasformata in un grande rifiuto che ha riguardato, con dati clamorosi, tutte e quattro le puntate andate in onda finora. Eppure si trattava di raccontare vicende popolari come quelle dei Ricchi e poveri, di Patty Pravo, di Loredana Bertè (la prima puntata, invece era tematica e dedicata all'amore, non un grande sforzo di fantasia accompagnato da un altro inesistente sforzo di elaborazione). Sarebbero state l’occasione per imbastire delle trame narrative avvincenti più che delle semplici carrellate messe insieme alla meno peggio, accontentandosi di puntare sull'appeal di canzoni conosciute da tutti.

 

 

ricchi e poveri

Anche le canzoni di Nada sono note, fanno parte della memoria collettiva nazionale, e non sarebbero bastate a trasformare La bambina che non voleva cantare in un successo di pubblico (l'altra sera con il 23,2 di share e cinque milioni e mezzo di share). Il film scritto da Monica Rametta e Costanza Quatriglio ha puntato sul personaggio più che sulle hit, seguendo un format che ha già trasformato un bel numero di biografie musicali in successi televisivi da Rino Gaetano a Fabrizio de Andrè, a Mia Martini, tanto per citare le più gettonate (e la fiction, come ha dimostrato anche ieri il 27,1 per cento di Che Dio ci aiuti, a tenere a galla la rete diretta da Coletta).

NADA

 

Sicuramente anche le vite di Loredana Bertè e Patty Pravo sarebbero spunto di vicende da raccontare. Invece hanno finito per essere occasioni perse (pur impegnando risorse notevoli, pare 750 mila euro a puntata), esponendo dei personaggi che non lo meritano alla miseria di ascolti umilianti, l'8,3 per cento di Minaccia bionda (e quella di Nicoletta avrebbe potuto essere il racconto anche dell'Italia degli anni 60 e 70), o il 13,8 di Non sono una signora (e la storia di Loredana è altrettanto forte) o i il 12,6 dei Ricchi e poveri (per la cronaca Parlami d’amore aveva raccolto il 10,2).

 

Insomma, la musica ha contribuito in modo deciso al flop ormai endemico della rete, che è riuscita a seminare pubblico anche con un Sanremo andato in onda in tempi di reclusione domiciliare per gli italiani (nella settimana del festival Rai 1 ha lasciato per strada un esercito complessivo, sommando il calo di tutte e cinque le serate), di 8 milioni di telespettatori).

 

la bambina che non voleva cantare

Ma la musica in tv non è che non funzioni, si tratta di saper farla funzionare. Da Sanremo agli show, nella cui scrittura andrebbe impegnata gente che sappia imbastire una trama, come si fa nella fiction, per non dare al piatto che si offre al pubblico il sapore rancido di una minestra riscaldata da un pugno di canzoni che conoscono tutti. 

 

STEFANO COLETTA 1

 

marco molendini foto di bacco

patty pravo 8bertèjimi hendrix patty pravo

 

la bambina che non voleva cantare 9patty pravo 6

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…