italia macedonia del nord

NIENTE SARÀ PIÙ COME PRIMA – LA MANCATA QUALIFICAZIONE  DELL'ITALIA AI MONDIALI DI CALCIO CAMBIA ANCHE LA CULTURA POPOLARE: I RAGAZZINI PREFERISCONO GIOCARE A FORTNITE CHE STARE 90 MINUTI A GUARDARE UNA PARTITA. VOGLIONO ESSERE JACOBS, E NON VERRATTI – GLI STADI SONO A PEZZI, I TIFOSI SEMPRE MENO – MORALE DELLA FAVOLA: IL PALLONE È STATO LO SPORT DI MASSA E HA RACCONTATO IL PAESE. OGGI NON CI RIESCE PIÙ

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Giulia Zonca per “La Stampa”

 

Questa sconfitta è destinata a cambiarci un po' anche geneticamente, a modificare le passioni italiane, a intaccare la nostra cultura.

 

Non è un eccesso, il pallone ha segnato la nostra storia, ha trainato i progressi, è stato usato dai fascisti e poi si è fatto centro di una ricostruzione.

 

italia macedonia del nord meme

Ha alleggerito, entusiasmato, spiegato pezzi di società, ha chiuso gli Anni di piombo proprio con un Mondiale da sogno, Spagna 1982 e i bambini di allora sono ancora i tifosi di oggi.

 

marcell jacobs oro nei 60 metri a belgrado 4

Non è detto che ci sia un ricambio generazionale perché in questo secolo il rapporto tra chi guarda e chi gioca si è deteriorato, la vittoria del 2006 ha avuto un'onda corta, sommerso dalla crisi economica che il calcio si è semplicemente rifiutato di considerare. Fino al punto di non ritorno.

Marcell Jacobs

 

Non è successo solo da noi, però qui l'abbiamo vissuta peggio proprio perché era materia prima, chiodo fisso, parte integrante di un sentimento popolare. Una relazione intima che uno dei due ha trascurato. Allo stadio Barbera di Palermo, un padre ha detto al figlio di fare pipì in un angolo perché c'è un singolo bagno per ogni lato dell'impianto e diventa subito impraticabile. Se tratti i tifosi da bestie c'è caso che poi lo diventino.

 

marco verratti italia vs macedonia del nord

Dopo questo rito di iniziazione, con 35 mila persone intorno, forse il ragazzino non avrebbe avuto un bel ricordo neanche con una vittoria, figuriamoci così. L'Italia non ha perso la partita per mancanza di cessi, ma un po' di fiducia sì. A nessuno piace non essere considerato.

 

Stavolta il mancato Mondiale fa meno rumore, quindi lascerà più strascichi. L'Europeo aveva riavvicinato pubblico e nazionale, ma era un amore fragile che andava alimentato e invece di nuovo si interrompe la corrente.

 

italia macedonia del nord 55

Gli interessi cambieranno, avranno altre declinazioni. Ci sono dei Mondiali in calendario e sono pieni di azzurro, un colore che non ha alcun interesse a farsi concorrenza però è più probabile che oggi un bambino voglia essere Jacobs piuttosto che Verratti.

 

Il nome non è casuale, lui è il più brillante e pure quello che fa più tenerezza: costretto a sciupare il suo evidente talento. È uno di quelli che avrebbe i numeri per fare colpo, ma non ha il palcoscenico, non quello dove davvero il calcio ha impatto sulle persone. Ieri è uscito un ranking in cui l'Italia del pallone ha guadagnato una posizione, è quello femminile.

 

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Le azzurre hanno superato la Danimarca e sono in crescita costante. A luglio giocano gli Europei in Inghilterra, nella nazione che oggi ci prende in giro per rifarsi della frustrazione di Wembley.

 

Quelle ragazze fanno la strada percorsa dai colleghi uomini nel XX secolo e intercetteranno pubblico orfano, come è già successo. Non si tratta di mettere un calcio contro l'altro o sport diversi in competizione, solo di prendere atto di quel che è successo, di capire perché altrove si sorride di più, di smettere di sentirsi superiori. Il pallone è diventato di massa perché ha saputo raccontare il Paese. Oggi non ci riesce, non perché ha perso, ma perché si è perso. E si è portato via un pezzo di noi.

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marcell jacobs oro nei 60 metri a belgrado 3

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