germania vaccini 3

NIENTE SOLDI SE NON TI VACCINI – IN GERMANIA TRE LÄNDER (BADEN-WÜRTTEMBERG, RENANIA PALATINATO E NORD RENO VESTFALIA) NON PAGHERANNO PIÙ LO STIPENDIO AI NON VACCINATI CHE FINISCONO IN QUARANTENA - CRITICHE DALLA’ESTREMA DESTRA DELL’AFD MA PER GLI ESPERTI DAL PUNTO DI VISTA LEGALE NON CI SONO DUBBI SULLA LEGITTIMITÀ DEL PROVVEDIMENTO - SOLO 62% TEDESCHI HA AVUTO 2 DOSI…

Andrea M. Jarach per ilfattoquotidiano.it

 

germania vaccini 3

Finora tutti i Länder tedeschi garantivano a chi veniva messo in quarantena il versamento di un indennizzo a copertura dello stipendio. In pratica il datore di lavoro pagava lo stipendio e veniva rimborsato dal Land. Si stima siano stati spesi così fino a 600 milioni di euro. Dal 15 settembre in Baden-Württemberg, dal primo ottobre in Renania Palatinato e dall’11 ottobre in Nord Reno Vestfalia chi sarà costretto a restare in quarantena senza essere vaccinato non riceverà più l’indennizzo a copertura dello stipendio da parte del Land per il periodo in cui è obbligato a non recarsi a lavoro.

 

Il provvedimento, che probabilmente verrà ripreso da altri Länder, è chiaramente mirato a spingere sempre più persone a vaccinarsi contro il Covid per poter sperare di togliere le restrizioni per tutti. Per i tedeschi c’è il vicino esempio della Danimarca, che ha tolto ogni misura dopo che ormai nel Paese scandinavo l’86% della popolazione ha avuto almeno una dose di vaccino, una percentuale che nella fascia degli over 50 sale addirittura al 96%. Un giro di vite che va letto sulla stessa lunghezza d’onda dell’opzione data alle attività commerciali e manifestazioni ricreative di aprire solo ai guariti o ai vaccinati (2G) lanciata dal Land Amburgo ed ormai accolta anche da una decina di altri Länder, tra cui Berlino.

germania vaccini 3

 

 

Non mancano però le proteste di coloro che vi leggono uno strumento di divisione della società e l’introduzione di un obbligo strisciante a vaccinarsi, che vorrebbero incompatibile con la Costituzione. Alice Weidel, il cui partito, la AfD, ha preannunciato di voler fare anche causa contro la regola 2G, in un dibattito televisivo ha suggerito che il mancato indennizzo dello stipendio in quarantena non resisterà se sottoposto al giudizio di un tribunale.

 

Dal punto di vista strettamente legale, invece, gli esperti non hanno dubbi sulla legittimità del provvedimento. L’articolo 3 della costituzione tedesca statuisce che “tutte le persone sono uguali di fronte alla legge”, ma non esclude affatto che lo Stato possa fare differenze dove esse siano giustificate sussistendo un traguardo legittimo, senza che ci sia una strada più facile per raggiungerlo. Lo scopo di tutelare la salute e la vita della popolazione è senz’altro legittimo e per il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn (Cdu), non c’è ragione perché lo Stato, che mette a disposizione di tutti ormai la possibilità di vaccinarsi gratis, debba pagare i costi di coloro che senza specifiche controindicazioni individuali non vogliono farlo. Allontanano la possibilità di una piena normalizzazione della vita quotidiana a tutti quanti invece si sono già fatti immunizzare.

 

 

germania vaccini 3

Un obbligo generalizzato di vaccinazione contro il Covid d’altronde potrebbe giustificarsi legalmente solo se fosse l’unico strumento in assoluto per tutelare la vita e la salute pubblica, e un andamento grave della malattia per la gran parte della popolazione non potesse essere indefettibilmente scongiurato altrimenti. Dal 2020 esiste peraltro in Germania l’obbligo di vaccinazione contro il morbillo per bambini e insegnanti per accedere agli asili nido e le scuole. Alcuni genitori hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale e Karlsruhe nel maggio 2020 ha rifiutato di intervenire in via d’urgenza. Non si sa quando prenderà una decisione nel merito, ma, pur con le differenze del caso con il Covid, essa potrebbe fare ulteriore chiarezza.

 

In Germania, secondo dati del Robert Koch Institut, a tutt’oggi solo il 66,6% della popolazione ha già ricevuto almeno una dose di vaccino, ed è integralmente vaccinato appena il 62,3%. Da qui, in parallelo alle misure di esclusione da benefici, anche il lancio di una campagna dal titolo “Impfaktionswoche” con la quale si vuole portare le possibilità di vaccinarsi direttamente lì dove c’è il pubblico, informando con franchezza le persone, convincendole che la vaccinazione è a loro vantaggio. Dovunque si muova molta gente, non importa se facendo la spesa, andando allo stadio, in biblioteca o in un luogo di culto, chi ha perso l’appuntamento per vaccinarsi o non ne ha avuto l’occasione, troverà la possibilità di farlo sulla sua strada, con tutte le spiegazioni, anche dei possibili effetti collaterali.

germania vaccini 5

 

 

Mentre a fine mese chiuderanno i grossi centri di vaccinazione che erano stati aperti in padiglioni fieristici o strutture analoghe, sono adesso previste oltre 700 stazioni diverse. Il senatore alla sanità di Berlino Dilek Kalayci (Spd) vuole, ad esempio, attirare i non vaccinati con una lunga notte delle vaccinazioni e distribuendo buoni per dei Döner. Già in passato nella capitale, d’altronde, si era fatta una lunga notte di musica e vaccinazioni che aveva riscosso successo tra i giovani. Non si può prevedere se l’iniziativa sarà efficace. Per la Fdp, mette a nudo le carenze del governo. I Verdi per parte loro hanno stigmatizzato come incongruente che si facciano i test nelle scuole, ma non nei luoghi di lavoro.

 

 

ultimo discorso di angela merkel al bundestag 2

La realtà è che gli scettici che non si sono ancora fatti vaccinare, coloro che non possono essere vaccinati ed i bambini sotto i dodici anni (per i quali BionTech ha annunciato un vaccino solo forse a metà ottobre), sono ancora il 38%. Tra loro si stima ci sia ancora il 15% degli over 65. Per appiattire la quarta ondata in inverno si deve però raggiungere almeno il 75% di immunizzati. I virologi insistono che è necessario individuare le fasce di popolazione dove ci sono più resistenze, quali donne che vogliono restare incinta, stranieri che hanno difficoltà linguistiche, persone con scarsa istruzione, o giovani che sottovalutano il rischio di un contagio, e dare loro un’informazione mirata. Il nocciolo duro dei contestatori veri e propri invece sono forse appena solo il 5% – per quanto costituiscano una minoranza anche vandalica, in Uckermark (Brandeburgo) ad esempio martedì un bus per le vaccinazioni ha dovuto essere protetto dalla polizia – per i sanitari non sono il vero problema: se restano una percentuale irrilevante, finiranno per immunizzarsi contraendo la malattia.

ultimo discorso di angela merkel al bundestag

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…