kean cutrone

NON E’ UN CAMPIONATO PER GIOVANI (BOMBER) - DOPO CUTRONE, VIA ANCHE KEAN: POTREBBERO ESSERE GLI ATTACCANTI TITOLARI DELL’ITALIA IN QATAR MA VENGONO SBOLOGNATI DAI NOSTRI CLUB -  PERCHÉ LA JUVE DEVE VENDERE KEAN PER INVESTIRE PIÙ DEL DOPPIO SU LUKAKU DOPO CHE HA GIÀ PRESO RONALDO? E PERCHÉ IL MILAN DEVE SVENDERE CUTRONE PER PORTARE LEÃO? L’INUTILE LEZIONE DEL CT MANCINI…

Alberto Dalla Palma per www.corrieredellosport.it

 

 

moise kean

Poco più di un anno fa, dopo le prime convocazioni, quasi tutti dettero del matto a Roberto Mancini, un ct troppo rivoluzionario per essere compreso dal nostro calcio, ancora ferito e umiliato dall’esito delle qualificazioni per i mondiali russi. Si era permesso di chiamare un giovane della Roma che Di Francesco ancora non aveva fatto debuttare in prima squadra e che l’Inter aveva regalato per garantire Nainggolan a Spalletti: Nicolò Zaniolo. Lo aveva visto giocare ed era riuscito a scoprire delle qualità che altri non avevano colto, poi il ct è andato avanti e ha continuato a chiamare tantissimi baby, nonostante la sua prima Italia non avesse incantato.

cutrone

 

Uno di loro, Moise Kean, è riuscito persino a debuttare e a segnare due gol diventando, potenzialmente, il centravanti del futuro. Appunto, il futuro: Mancini è partito con un progetto a lunga scadenza, quello di vincere i Mondiali del 2022, e per realizzarlo ha deciso di pagare magari un conto salato in avvio pur di avere un vantaggio più avanti, costruendo la Nazionale sui nostri millennials più forti e promettenti. Senza paura, anzi, con molto coraggio: Chiellini, il vecchio gladiatore, con Kean. Il gigante e il bambino, il vecchio e il nipotino, la mela matura e la pera acerba. E visti i risultati, pensiamo che Mancini abbia preso la strada giusta, resistendo alle prime critiche e alle pressioni di club anche di grande livello.

 

kean zaniolo

Il nostro calcio, invece, continua a essere quello vecchio, che non guarda avanti e a cui il futuro fa paura: è costretto a vincere, il prima possibile, meglio oggi che domani e allora chissenefrega dei giovani talenti, meglio andare a comprare attaccanti forti ed esperti, oppure giovani, sì, ma stranieri così magari qualche tifoso abbocca e si abbona. Pochi giorni e se ne sono andati dal nostro campionato due giovanissimi azzurri e un giovane già affermato, sulla carta potrebbero addirittura essere gli attaccanti titolari dell’Italia in Qatar: Kean, Cutrone ed El Shaarawy.

 

A chi non piacerebbe un attacco così forte e imprevedibile? Ai nostri club, di certo no: meglio mandarli via, fare soldi e creare plusvalenze. Pensate alla Juve, che sulla carta è davanti a tutti e ha appena assunto un maestro di calcio come Sarri: perché deve vendere Kean per investire più del doppio su Lukaku dopo che ha già preso Ronaldo? E perché il Milan deve svendere Cutrone per portare Leão in Italia a cifre molto vicine a quelle che aveva appena investito da poco su André Silva, il simbolo del flop rossonero?

cutrone

 

Per il solito motivo: la fretta di vincere senza costruire, programmare e investire sui giovani talenti, ormai diventati solo delle potenziali plusvalenze con cui salvare i bilanci di gestioni spesso catastrofi che. Eppure Mancini aveva già dato una lezione a tutti, si possono aspettare i giovani e arrivare primi con loro: una lezione inutile, speriamo non per sempre.

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