zatopek e il bacio con moglie diana

LE OLIMPIADI? UN GRAN PUTTANAIO – DIETRO AI GIOCHI OLIMPIONICI SI NASCONDONO INTRALLAZZI AMOROSI E “FUITINE”, COME QUELLA CONSUMATA NEL 1936 A BERLINO TRA L’AMERICANO GLENN MORRIS E LA “REGISTA DI HITLER” – IL BACIO ICONICO DELLE OLIMPIADI DEL 1952 A HELSINKI TRA EMIL ZÁTOPEK E DANA INGROVÀ, LUI VINSE I 5000 METRI E LEI, DOPO UN'ORA, IL LANCIO DEL GIAVELOTTO – L’AMORE, SOTTO L’OMBRA DEL DOPING, TRA AL JOYNER E FLORENCE GRIFFITH E ROLAND MATTHES E KORNELIA ENDER

Estratto dell'articolo di Lucio Luca per “Robinson - la Repubblica”

 

leni riefensthal

Glenn è un campione americano, bello come il sole e praticamente imbattibile nella specialità degli ironmen, il decathlon, dieci competizioni in due giorni, il top dell'atletica leggera. Viene da una famiglia povera, a casa non c'erano neppure i soldi per comprargli i vestiti per la scuola. Ma lui ce l'ha fatta, ha frequentato l'high school e poi s' è trasferito al college.

 

Adesso è diventato qualcuno: a 24 anni, infatti, è l'uomo copertina delle Olimpiadi di Berlino 1936 anche se, a volerla dire tutta, quella copertina la meriterebbe molto di più Jesse Owens, capace di vincere ben quattro medaglie d'oro nei 100 e 200 metri, staffetta e salto in lungo. Peccato che Jesse sia nero e i Giochi di Hitler non possono certo tollerare che «uno del genere» diventi l'uomo-immagine dell'evento più importante del mondo.

glenn morris

 

Leni di anni ne ha 34 ed è probabilmente la donna più famosa di Germania. Era una ragazzina cresciuta a Wedding, il quartiere operaio di Berlino, ma grazie alla danza si è trasformata ben presto nella regina dei palcoscenici. Dal teatro è passata al cinema, poi dietro la cinepresa. Leni si chiama di cognome Riefensthal e per tutti ormai è semplicemente "la regista di Hitler".

 

E a lei, ovviamente, il Führer ha affidato il progetto titanico di realizzare un film di quattro ore sulle Olimpiadi berlinesi che devono sancire il trionfo del Reich e della razza ariana. Ma persino una perfezionista come Leni può sbagliare: le immagini dei 1500 metri, l'ultima competizione del decathlon, quella che decreta il trionfo dell'americano Glenn Morris, sono sfuocate.

 

leni riefensthal 1

La Riefensthal è disperata, l'unico che può aiutarla è proprio Glenn, conosciuto a un cocktail durante i Giochi. Bisogna ricreare le scene perdute, richiamare gli atleti, costruire una grande farsa a uso e consumo del film di regime. Morris accetta e nasce un grande amore, forse sarebbe meglio parlare di passione, visto che qualche tempo dopo Glenn tornerà a casa dalla sua Charlotte mentre Leni si fionderà al fronte per documentare la follia del suo amico Führer. [...]

 

Come quello tra Emil Zátopek e Dana Ingrovà, cecoslovacchi, a Helsinki 1952. Lui vince i 5000 metri, lei il lancio del giavellotto un'ora dopo. Nei giorni successivi Emil si aggiudica anche diecimila e maratona e proprio all'arrivo della gara più massacrante Dana si scapicolla raggiante verso di lui e lo bacia appassionatamente. Sono già marito e moglie, la scintilla è scoccata quando hanno scoperto di essere nati lo stesso giorno, il 19 settembre del 1922. Stessa data di nascita, stesso destino di campioni dello sport. […]

Al Joyner e Florence Griffith si conoscono sui campi di allenamento, si innamorano, si sposano. L'anno dopo Flo si presenta ai blocchi di partenza dei 100 e 200 metri alle Olimpiadi di Seul. Vince, anzi stravince con tempi "da aliena".

 

roland matthes e kornelia ender

Fissa i cronometri a 10" 49 e 21" 34, il mondo è sbalordito, mai un'atleta si è migliorata così tanto in appena una stagione. Troppo forse. Si comincia a parlare di doping, Flo decide improvvisamente di lasciare lo sport. Per evitare controlli medici imbarazzanti, sussurra maliziosamente qualcuno. Dieci anni dopo Florence Griffith- Joyner muore nel sonno, ad appena 38 anni. [...]

Baci olimpionici, storie d amore e di medaglie d oro dietro le quinte dei Giochiglenn morris 1EMIL ZATOPEK E DANA INGROVAEMIL ZATOPEKEMIL ZATOPEK 1al joyner e florence griffith

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…