gravina dal pino agnelli marotta

PALLONE BUCATO - ECCO COSA C’E’ DIETRO LA GUERRA DI AGNELLI (E MAROTTA) A DAL PINO E A GRAVINA: IL NODO FONDI, L’INCONTRO CON FLORENTINO PEREZ E LA QUESTIONE SUPERLEGA – I CONGIURATI TEMONO RITORSIONI. LA COVISOC INDAGA SULLE PLUSVALENZE JUVE, L’INTER TEME CHE GRAVINA POSSA DAR MAN FORTE ALL’UEFA SUL CASO SPONSORIZZAZIONI, IL CASO TAMPONI AGITA LOTITO – INTANTO LO JUVENTINO DAL PINO AVREBBE CONFIDATO AGLI AMICI CHE...

DAGONEWS

 

gravina dal pino

Un extraterrestre a Via Rossellini. Urbano Cairo ha reso pubblico lo scambio di wa avuto con Paolo Dal Pino al momento della sua elezione. “Io non ti voto perché non condivido il metodo, ma vedrai che chi oggi ti propone, ti tradirà”. Il patron del Torino è un vecchio conoscitore dei giochi della Lega di Serie A, e in effetti la rottura è arrivata presto, quando Dal Pino, supportato in primis dai grandi team, Juve, Inter e Milan, ha provato a portare dentro dei private equity nella società di servizi della Lega, con l’obiettivo duplice di dare liquidità alle squadre e di provare con il supporto dei fondi a internazionalizzare il prodotto calcio italiano.

 

agnelli marotta

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, si è immediatamente opposto ai fondi, perché il loro ingresso avrebbe comportato anche un cambio di governance che gli avrebbe impedito di comandare in Lega, come sta facendo indisturbato da qualche lustro.

Dal Pino sembrava avere vinto su tutta la linea a inizio 2021, quando in assemblea il progetto fondi era passato con 20 voti su 20.

 

Ma il manager ex tim e Pirelli non aveva forse ben capito dove era capitato, e soprattutto si era fidato delle alleanze sbagliate. In questo caso l’amico del giaguaro è stato il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Il figlio di Umberto ha a lungo supportato Dal Pino e i fondi, salvo cambiare improvvisamente parere in due giorni. “La domenica mi ha chiesto per favore di restare per portare avanti i fondi e il mercoledì ha votato contro”, racconterebbe Dal Pino stupito a chi gli sta intorno. Ma cosa era successo nel frattempo?

 

cairo whatsapp a dal pino

Era successo che il patron del Real Madrid, Florentino Perez, aveva preso l’aereo ed era volato a Torino, per incontrare Agnelli. Ad Andrea l’amico madrilista ha spiegato in modo semplice: “Se voi votate l’ingresso dei fondi nella serie A, con la clausola che impedisce a voi, all’Inter e alla Juve per 10 anni di fare la Superlega europea”, il progetto muore. Per sicurezza Florentino ha poi proseguito per Milano, sponda Inter, dove ha barattato la mancata messa in mora per i soldi non pagati per l’acquisto di Hakimi con il voto contro i fondi. Più complicato convincere il Milan, perché il presidente Paolo Scaroni è anche presidente di Rotschild, l’advisor dei fondi nel progetto Lega. Ma non era necessario, bastava così.

 

lotito de laurentiis

Agnelli e Marotta si sono infatti alleati con i nemici del giorno prima, le cinque squadre capitanate da Lazio e Napoli, che si opponevano ai fondi. Per un astruso meccanismo di governance della Lega, che prevede la maggioranza di 14 o 15 su 20, i 7, ribattezzati le Sette Sorelle, hanno ottenuto un potere di veto. In pratica con 7 voti puoi bloccare qualsiasi attività. Così facendo sono riuscite a bloccare i fondi e a costringere tutte le squadre ad accettare l’offerta di Dazn in extremis.

 

dal pino

Le Sette Sorelle sono ora quindi in grado di fare il bello e il cattivo tempo, una situazione che ha preoccupato anche il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che ha chiesto alla Lega una revisione dello statuto per portare le decisioni a maggioranza semplice, 11 su 20.

 

La mossa ha fatto andare su tutte le furie i sette congiurati, e lo show down è avvenuto lunedì scorso, quando in consiglio federale Gravina ha detto a Marotta, vice presidente in quota Lega, che se non la finiscono di fare casino lui potrebbe arrivare anche a togliere alla Lega l’organizzazione della serie A, avocandola alla FIGC stessa.

GABRIELE GRAVINA FOTO MEZZELANI GMT96

 

La reazione è stata feroce: prima le indiscrezioni fatte uscire su Repubblica (ormai house organ della Juve) sulla richiesta di Gravina di uno stipendio congruo, e poi la lettera con cui le sette hanno chiesto le dimissioni di Dal Pino.

 

I prossimi giorni saranno cruciali.

 

florentino perez

Il nervosismo dei Sette è alle stelle, e ha motivazioni differenti: la Juve ha saputo che il Covisoc ha aperto un’indagine per capire come sia possibile che movimentando 1 milione cash abbia generato plusvalenze per 250 milioni; l’Inter teme che Gravina possa dar man forte all’uefa che sta iniziando a indagare sui 297 milioni di sponsorizzazioni, che potrebbero essere aumenti di capitale di Suning mascherati, avuti negli anni scorsi. Lotito il 30 dovrà tornare in aula per il caso tamponi: se verrà accettato l’aumento della squalifica dai 7 mesi del primo grado a 13 mesi, il presidente della Lazio sarà costretto a dimettersi dal consiglio federale.

 

Così siamo al redde rationem, e il povero Dal Pino che ingenuamente pensava di poter managerializzare e ripulire calcio italiano, rischia di venire travolto insieme a Gravina. Un risultato questo suo biennio in Lega l’ha già portato. Il manager era sempre stato juventino. Ora, dicono sempre i suoi amici, avrebbe confidato che dopo aver visto all’opera Agnelli “non riesco nemmeno più a tifare la Juve”.

PAOLO DAL PINO GABRIELE GRAVINA FOTO MEZZELANI GMT97GABRIELE GRAVINA FOTO MEZZELANI GMT99agnelli marottade laurentiis dal pino foto mezzelani gmt 2

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…