francesco farioli

PASTA E FARIOLI! - FRANCESCO FARIOLI, IL PRIMO ITALIANO AD ALLENARE L'AJAX, RACCONTA LA SUA VITA DA TECNICO GIRAMONDO: "IL MIO SOGNO ERA FONDARE UN PARTITO, MA AL MASSIMO MI PROPOSERO COMPROMESSI" - L'ESORDIO DA ALLENATORE IN TURCHIA: "IN ITALIA MANCAVA LO SPAZIO, SONO ANDATO A CERCARLO DOVE CE N’ERA" - LA LAUREA IN FILOSOFIA: "SONO MOLTO PRATICO: CITANDO PLATONE, DEVI PORTARE IL MONDO DELLE IDEE NEL MONDO DELLE COSE. PRIMA PARLAVO SOLO DI TATTICA MA ORA MI RENDO CONTO DI QUANTO SIA IMPORTANTE LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE"

https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2024/12/11/news/francesco_farioli_intervista_allenatore_ajax-423878754/

francesco farioli

 

Estratto dell'articolo di Emanuele Gamba per "la Repubblica"

 

[…]Francesco Farioli per la prima volta sfiderà un’italiana. La Lazio, domani: «Una volta tanto, capirò ciò che si dice sull’altra panchina». Lui sta seduto su quella che fu di Cruijff e Michels. […] Questa è la storia di un ragazzo che a 18 anni voleva fondare un partito e a 35 deve ricostruire un club devastato dalla crisi tecnica ed economica. […]

 

Com’è la storia del partito?

«Mi interessavano cosa pubblica e bene comune e non mi faceva dormire il pensiero che l’Italia non mostrasse il suo volto migliore. Fondare un partito di persone perbene era il mio sogno, forse la mia utopia, ma al massimo mi proposero dei compromessi».

 

francesco farioli

[…] Breve riassunto: giovane portiere dilettante, a 21 anni entra nello staff di De Zerbi, poi sceglie di mettersi in proprio partendo dalla Turchia. Perché da laggiù?

«In Italia mancava lo spazio, sono andato a cercarlo dove ce n’era. All’inizio fare il globetrotter è stata una necessità, adesso è una scelta. Ho lavorato in quattro nazioni con quattro culture e quattro lingue diverse: quando sarà il momento di tornare, porterò con me un tesoro».

 

[…] Si può fare politica dalla panchina?

francesco farioli

«Io ragiono come se in un posto stessi per sempre, anche se per sempre non sarà. Avrei fatto lo stesso in politica, diciamo che è un approccio poco populista.

 

Non vivo con l’incubo dell’esonero, ho fatto battaglie per ridipingere gli spogliatoi, far assumere un nutrizionista, che arricchirà il club anche quando non ci sarò più e non per avere l’ala che magari mi avrebbe fatto vincere l’ultima partita. L’obiettivo è lasciare il posto di lavoro migliore di come l’ho trovato. E so sistemare casini».

 

L’ha imparato laureandosi in filosofia?

«Volevo fare ingegneria aerospaziale, ma al liceo faticai nelle materie scientifiche mentre mi affascinò una professoressa che aveva un modo di insegnare unico, contagioso, come ne L’ora di lezione di Recalcati. Avrei voluto la sua stessa capacità di far maturare dentro le persone un’opportunità per pensare. A 18 anni non sapevo più cosa avrei fatto da grande, così scelsi studi che mi facessero crescere. Da Filosofia, gli sbocchi lavorativi erano due: o l’insegnamento o le risorse umane, da allenatore ho riunito le due cose».

francesco farioli

 

“Allenatore filosofo” è una presa in giro?

«Quello vuole fare il filosofo non è mai una frase simpatica, ma io sono solo uno a cui piace farsi domande sapendo che non tutte hanno una risposta. Sono molto pratico: citando Platone, devi portare il mondo delle idee nel mondo delle cose».

 

[…] L’Ajax è storia ed estetica.

«Nonostante i problemi, questa società è la mia scarpa perfetta, la sua cultura mi rappresenta molto e al tempo stesso c’è da metterci cose che non sono nel suo Dna, come trovare piacere nella sofferenza o accettare di non essere per forza i più belli».

francesco farioli

 

Serve un tocco di italianismo?

«Qui entriamo nel campo degli stereotipi. Sono malato di tattica? Sì. Speculatore? No. La definizione di italianista mi sfugge. E penso al ruolo con una visione un po’ più ampia».

 

Vale a dire?

«Prima andavo ai colloqui e per il 95% parlavo di tattica e metodologie di allenamento, oggi mi rendo conto di quanto importante sia la gestione delle risorse umane. L’allenatore è l’ingranaggio centrale, collega giocatori, personale, dirigenti e rappresenta il club davanti ai tifosi: è un facilitatore di processi, deve centralizzare le informazioni e delegare le competenze».

francesco farioli

 

Quando cominciò, dove riusciva a immaginarsi?

«Se mi avessero detto che avrei allenato l’Ajax avrei riso, ma che ne avrei allenato i portieri ci avrei creduto. Non potrò sempre bruciare le tappe, ci saranno passaggi a vuoto, so dov’è il mare, ma non quale mare sarà. Ho una certa simpatia per le situazioni incasinate». […]

francesco farioli francesco fariolifrancesco fariolifrancesco fariolifrancesco fariolifrancesco farioli

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...