PERCHE’ SI PARLA SOLO DEI PREDESTINATI MUSETTI&SINNER E NON DI BERRETTINI? IL TENNISTA ROMANO HA DIMOSTRATO DI POTER VINCERE OVUNQUE, PRIMO ITALIANO DI SEMPRE AD AVER RAGGIUNTO GLI OTTAVI IN OGNUNA DELLE QUATTRO PROVE SLAM, E AD AVER VINTO ALMENO UN TORNEO SU OGNI SUPERFICIE. NON SARÀ MAI UN TENNISTA DA HIGHLIGHTS, MATTEO. MA LE STATISTICHE DICONO CHE…

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Marco Imarisio per il “Corriere della Sera”

 

berrettini berrettini

Con questo breve articolo si vorrebbe fare l' elogio di Matteo Berrettini, a prescindere. Comunque vada il suo quarto di finale di oggi contro Novak Djokovic. Perché il suo secondo incrocio con il numero 1 del mondo è una delle tante occasioni che verranno. Il ragazzo romano del Nuovo Salario ha dimostrato di poter vincere ovunque, primo italiano di sempre ad aver raggiunto gli ottavi in ognuna delle quattro prove Slam, e ad aver vinto almeno un torneo su ogni superficie.

 

Matteo è stato il primo a dimostrare che si poteva fare.

 

Se Andreas Seppi e Fabio Fognini hanno aperto la via, lui rappresenta l' evoluzione della specie, il prototipo più riuscito di questa collaborazione tra circoli, famiglie e Federazione, insomma tra privato e pubblico, che è il segreto nascosto della fioritura del tennis italiano. L' esperimento è riuscito così bene che ormai ci stiamo facendo la bocca.

 

AJLA TOMLJANOVIC e BERRETTINI 8 AJLA TOMLJANOVIC e BERRETTINI 8

E così si parla molto di più dei predestinati Musetti & Sinner, dando quasi per scontata la presenza ormai triennale di Matteo nei primi dieci del mondo, dimenticando che con i suoi 25 anni anche lui è giovane. Esattamente vent' anni fa avevamo un solo giocatore nei primi cento, il bravo Davide Sanguinetti, classificato al settantaduesimo posto del ranking.

 

Invece Berrettini deve stare almeno con gli altri due nella considerazione generale.

Perché oltre ad essere fortissimo, è un ragazzo serio, che ha lavorato tanto. A partire dai 14 anni di età lo ha fatto con Vincenzo Santopadre, ex ottimo giocatore nonché coach di gran livello. Insieme, hanno sviluppato l' uno-due più micidiale del tennis di oggi.

AJLA TOMLJANOVIC e BERRETTINI 8 AJLA TOMLJANOVIC e BERRETTINI 8

 

Servizio e dritto, a martello. Non sarà mai un tennista da highlights, Matteo. Ma le statistiche dicono che oltre l' ottanta per cento dei punti si decide con i primi 4-5 colpi. Oggi la miglior prima palla del circuito si scontra contro la miglior risposta della storia del tennis. La prima volta, al Master dello scorso novembre, fu 6-2 6-1 per Djokovic.

 

Per tenere fede al pronostico favorevole, il campione serbo dovrà giocare al massimo. Se manda in campo una sua versione sbiadita, come avvenuto per due set contro Musetti, allora il bombardiere Berrettini ha una possibilità. E non sarà certo l' ultima.

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