petrachi

PETRACHI, CHE AUTOGOL! "FRIEDKIN? NON ARRIVA PAPERON DE’ PAPERONI E COMPRA CHISSA’ CHI" – IL DS GIALLOROSSO, DOPO 119 MILIONI SPESI PER NON RINFORZARE LA ROMA, SI SENTE FRANARE LA TERRA SOTTO I PIEDI E SPARA NEL MUCCHIO – BORDATE A MONCHI, BALDINI E SABATINI E ALLA STAMPA REA DI SCRIVERE “CAZZATE”, “CALUNNIE” DA “VIGLIACCHI” - LA ROMA PRENDE LE DISTANZE DALLE PAROLE DEL DS - L’EDITORIALE DI ZAZZARONI

Ivan Zazzaroni per corrieredellosport.it

 

petrachi

«Cazzate» «calunnie» «falsità» «inesattezze» «vigliacchi». Gianluca Petrachi ha un rapporto cordiale con la stampa, in particolare con quella scritta. Eppure afferma di non leggere i giornali. Il guaio è che i sensibilissimi addetti alla comunicazione della Roma gli consegnano ogni mattina la mazzetta sottolineando le cazzate, calunnie, falsità, inesattezze pubblicate da quei vigliacchi del Corriere dello Sport e della Gazzetta (i quotidiani che ha citato).

 

Conoscendo la suscettibilità e la scarsa perizia dialettica di Petrachi, mi permetto di suggerire a Paul Rogers & derivati, gli stessi che postarono il tweet in inglese per darci dei razzisti innescando una delle più disprezzabili e immotivate shit storm degli ultimi tempi (do you remember “Black Friday”?), di risparmiarsi la fatica per non fare ulteriormente incazzare il ds e quelli che - inconsapevolmente? - riesce a colpire: da Monchi, Baldini e Baldissoni («dissi che per la Roma era l’anno zero per recuperare dagli errori fatti negli anni precedenti») al miliardario e prossimo proprietario fresco di oscar per “Parasite”, Parassita, Dan Friedkin («non arriva Paperon de’ Paperoni»).

 

gianluca petrachi foto mezzelani gmt008

Chiarendo che sulla sua assoluzione facemmo un titolo, non una breve, ricordo a Petrachi, del quale per sua stessa ammissione sono amico, che adesso lavora alla Roma, rappresentando una società prestigiosa e seguita da sei quotidiani e un numero infinito di radio dedicate, e che pertanto un’attenzione speciale nelle uscite pubbliche dovrebbe averla. Gianluca, a casa nostra, così come a Milano, i vigliacchi non si nascondono: noi ci mettiamo sempre la faccia e la firma.

 

PETRACHI BARCOLLA

Alessandro Angeloni per il Messaggero

 

gianluca petrachi foto mezzelani gmt009

Gianluca Petrachi attacca, sbatte i pugni, ma si fa male. Spara nel mucchio (sui giornali, che controlla ma non legge) e sostiene in maniera non elegantissima di essere venuto a Roma per «riparare gli errori del recente passato» (Monchi, per la cronaca, ha raggiunto almeno una semifinale di Champions e un terzo posto). Gli errori li commettono tutti. Ma lui no, stando a ciò che dice.

 

Usa un linguaggio, diciamo così, da campo, non è il tipo che cita Dante o Kerouac, inciampa spesso nella parola «cazzata» e parla di «calunnie» e «falsità» sul suo conto. Di falso alla fine c'è poco. Ad esempio: scrivere che Petrachi avrebbe rischiato una squalifica, significa calunniare? No. Raccontare della sua irruzione nello spogliatoio è falsità? No. Lo hanno ammesso i Fonseca e poi lui stesso, rivendicando il diritto di poter entrare nello spogliatoio quando vuole, anche se Fonseca ha fatto capire di non gradire. 

 

pallotta baldini

RIVOLUZIONE

Petrachi difende il suo lavoro, quello del ds rivoluzionario e fa capire come non ci sia grande disponibilità economica. «La Roma ha fatto una vera e propria rivoluzione, molti dimenticano che abbiamo fatto uscire venti giocatori e ne abbiamo presi quattordici. Voglio ricordare che la Roma non compra gente da settanta milioni, ma con quelli ne abbiamo presi sette. Per un progetto del genere ho chiesto pazienza». Pazienza sì, ci mancherebbe. Ma i conti - sulla compravendita - a volte non tornano: Spinazzola (29,5 milioni), Diawara (21), Pau Lopez (23,5), Veretout (17+2 di bonus), Cetin (3), Mancini (15 +8 di bonus) sono costati - diluiti nel tempo - 119 milioni. Senza contare i bonus legati a Pau Lopez e i prestiti onerosi di Smalling e Kalinic.

 

paulo fonseca gianluca petrachi foto mezzelani gmt012

Petrachi, sempre a proposito di soldi, parla della futura società, riferendosi a un closing in atto. E qui scatta la gaffe. «Non arriva mica Paperon de Paperoni e compra chissà chi...». Il povero Fredkin ringrazia (ri)sentito, così come i tifosi, che possono serenamente perdere le speranze e buttare a mare i sogni di gloria. «Il progetto è partito sei mesi fa e non si modifica con il cambio societario. Il mercato di gennaio ha avuto delle criticità. Questa squadra deve solo ritrovare l'umiltà. Non siamo lontani anni luce dalla Champions». 

 

OMBRE

FRIEDKIN

Ne ha anche per Dzeko. «Ho letto che sono stato bacchettato da Edin perché vuole qualità. Lui fa il calciatore ed è intelligente, non si sarebbe mai permesso di farlo. Se deve fare qualcosa lo fa nello spogliatoio, con i ragazzini, visto che è anche il capitano e leader». 1) Dzeko è libero di dare un giudizio tecnico senza dover bacchettare qualcuno in particolare.

 

Dire che manchi qualità è una sua opinione, perché sentirsi così colpiti? 2) Per quanto ci riguarda abbiamo riferito come il ds abbia bacchettato Dzeko, come ha fatto in conferenza lui, ieri. Il dirigente della Roma si sente sotto osservazione, come normale che sia, le voci su Paratici infastidiscono.

 

gianluca petrachi foto mezzelani gmt010

A Trigoria si guardano intorno, sono tutti sotto osservazione, compreso il ds. I tre ragazzi vicino a lui, Perez, Villar e Ibanez («Sabatini è stato irrispettoso») sono figli del secondo mercato furbo, sperando sia più redditizio di quello estivo. Loro giovani di belle speranze, questo sì.

 

Ma uno di loro il giorno della presentazione viene bacchettato. «Ho detto a Perez, dopo Sassuolo, che il suo atteggiamento non mi era piaciuto, vorrei che ci mettesse l'anima: anche se sei mediocre, a Roma ti apprezzano per l'impegno. Oggi la Roma la sento mia, anche se qualcuno vuole già tagliarmi la testa sul patibolo». E non siamo noi. Non siamo noi che abbiamo pensato a Paratici. 

 

petrachi

PETRACHI

Da goal.com

 

Gianluca Petrachi ha voluto mettere ogni singolo puntino sulle 'i' durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti della Roma. Si è parlato poco di Villar, Perez e Ibanez. Ha parlato molto il direttore sportivo giallorosso.

 

Uno sfogo, un monologo che però, secondo 'La Gazzetta dello Sport', il resto della dirigenza non ha condiviso. La sua posizione non è la stessa del club che rispetta le idee di Petrachi, ma non appoggia.

MKHITARYAN petrachipetrachipetrachipetrachipetrachi

 

friedkinpetrachi

Ultimi Dagoreport

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...