pirlo milan juventus

DA PREDESTINATO A PRE-CESTINATO, IL TRISTE DECLINO DEL "MAESTRO" PIRLO - "LA STAMPA" DELLA FAMIGLIA AGNELLI LO HA GIA' ESONERATO: "IL SUO DESTINO È SEGNATO: NON SARÀ PIÙ L'ALLENATORE JUVENTINO DELLA PROSSIMA STAGIONE, ANCHE SE HA UN CONTRATTO FINO AL 30 GIUGNO 2022, E ADESSO RISCHIA ANCHE DI ESSERE ESONERATO NEL TENTATIVO DI SALVARE IL SALVABILE. NON DOVEVA SBAGLIARE NELLO SPAREGGIO CHAMPIONS ED INVECE SI TROVA A RACCOGLIERE I COCCI DI UNA JUVE FALLIMENTARE" - SCONCERTI: "LA SUA E' UNA SQUADRA MAI NATA E PIRLO LO SA: È ENTRATO NELLA JUVENTUS PIÙ SBANDATA DEGLI ULTIMI VENTI ANNI"

1 - C'ERA UNA VOLTA IL GENIO, TUDOR PRONTO A SOSTITUIRLO

Gianluca Oddenino per "la Stampa"

 

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Il regista che spostava gli scudetti ora è diventato l'allenatore del trasloco europeo. Era da dieci anni che la Juventus non si trovava fuori dalla zona Champions nel girone di ritorno: all' epoca Andrea Pirlo giocava ancora e si laureava campione d' Italia con il Milan, vivendo così l' ultimo successo di una lunga serie rossonera (prima di aprire il ciclo bianconero), mentre ora veste i panni del tecnico sconfitto e umiliato dalla sua ex squadra.

 

«Avevo visto bene la squadra in allenamento - ha provato a giustificarsi -, poi gli episodi hanno cambiato la partita. E' difficile spiegare, tante cose non hanno funzionato: devo rivedere la partita e parlare con i ragazzi... Il mio lavoro va avanti, da parte non mi metto: lavoro in una grande società e sapevo di avere delle difficoltà davanti, ma sono sicuro che ne uscirò con la squadra. Continuerò a fare il mio lavoro finché mi sarà consentito, ma pensavo di avere una squadra diversa a disposizione e mi sono dovuto adattare...».

 

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Non doveva sbagliare nello spareggio Champions ed invece si trova a raccogliere i cocci di una Juve tanto irriconoscibile quanto fallimentare. Se il campionato finisse oggi, infatti, i bianconeri sarebbero costretti a giocare in Europa League la prossima stagione (al netto delle sanzioni Uefa anti-Super Lega) perdendo per altro almeno 50 milioni di euro di ricavi. Inevitabilmente il destino di Pirlo è segnato: non sarà più l' allenatore juventino della prossima stagione, anche se ha un contratto fino al 30 giugno 2022, e adesso rischia anche di essere esonerato nel tentativo di salvare il salvabile. Già contro il Sassuolo, mercoledì a Reggio Emilia, potrebbe esserci Igor Tudor in panchina.

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Un' ipotesi che era già emersa lo scorso 21 marzo dopo la vittoria del Benevento allo Stadium ed era tornata ad affacciarsi dopo il pareggio di Firenze del 25 aprile. La situazione è precipitata dopo lo 0-3 casalingo contro i rossoneri: una sconfitta durissima e senza attenuanti, per altro sotto gli occhi di John Elkann, il presidente di Exor che detiene il club.

 

Per il futuro, invece, i bianconeri dovranno pensare a ricostruire. Il nome giusto potrebbe essere quello di Allegri, anche se negli ultimi giorni il Real Madrid l' ha contattato e bloccato in caso di addio di Zidane (che può finire alla Juve), mentre la pista che porta a Gian Piero Gasperini è concreta (ci sono già stati contatti nelle scorse settimane). Nomi graditi alla piazza e con un passato juventino a fare da garanzia nel momento in cui finisce un' era.

 

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2 - MILAN, QUALITÀ COLLETTIVA LA JUVE DECIDA COME RIPARTIRE

Mario Sconcerti per il "Corriere della Sera"

 

Il Milan, con il Napoli, è la squadra con qualità collettiva migliore del campionato. L'Inter ha questa e le altre, a partire dai suoi solisti. Ma il Milan gioca bene e gioca d' insieme. Non è una squadra perfetta, è migliorabile quasi dovunque per altri livelli, anche se personalmente vedo Calabria come il giocatore giovane più completo che ci sia, stesse caratteristiche alte e personali di Barella, con alcuni movimenti simili. Il futuro del Milan si è così avvicinato da diventare adesso.

 

Non si può più pensare a domani, la squadra esiste già. Qui arriva una domanda forte: se il futuro è oggi, conviene puntare ancora su Ibrahimovic? Conviene lasciarlo al centro del gioco? Ibrahimovic si porta dietro un pacchetto molto controverso. Tanta classe, ma anche la sua età, i suoi impegni extra e la sua fragilità. Forse deve rimanere al Milan, ma non esserne il punto qualificante, perché non è più in grado di farlo. Ibrahimovic ha dato molto a questo Milan, senza di lui non sarebbe mai nato. Ma quel tempo si è concluso.

 

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Ora è il Milan che serve a Ibrahimovic. Può fare il grande vecchio dello spogliatoio, può andare a caccia di una ventina di partite e una decina di gol, ma da uomo in più, non da ruolo fisso. Adesso è il tempo di prendere atto del ritorno complessivo della squadra, della sua crescita totale, di come abbia saputo dominare un avversario importante nel giorno più nervoso. Ci sono state due uscite lunghe e larghe di Donnarumma che hanno fatto capire come sotto la pelle di tutti ci fosse un cerino.

 

Il risultato di Torino ha forse chiuso anche questo argomento. La Juve non c' è mai stata, non poteva esserci. La sua differenza in stagione è sempre stata non la nuova gioventù ma i gol puntuali di Ronaldo. Non ha un centrocampo che sappia costruire né giocatori che sappiano inventare. Ronaldo segna perché capace di fare da solo. Chiesa anche, quando capita. In questo momento la Juve è fuori da tutto perché lo merita, non vale gli avversari.

 

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Rabiot è un interno d' inserimento bello da guardare ma inconcludente. Bentancur copre bene la parte semplice del gioco, nel resto è fuori compito. La Juve di oggi è una squadra mai nata, quasi impossibile nascere con queste idee. Pirlo lo sa, non fatelo più ingenuo del dovuto. Ha colto la Juve al volo, non aveva forza per dettare nessuna condizione. Ed è entrato nella Juve più sbandata degli ultimi venti anni. Ora, con dignità e responsabilità, è tempo di capire su cosa si possa ricominciare. Direi che la squadra è l' argomento più facile perché è solo sbagliata. Difficile è il resto. I nove anni hanno bruciato molto.

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