giorgio chinaglia

"GIORGIO CHINAGLIA E’ IL GRIDO DI BATTAGLIA!" I GOL, LE PISTOLE, I CALCI NEL SEDERE A D’AMICO, LE SCAZZOTTATE, IL VAFFA A VALCAREGGI (“E’ SOLO UN DISADATTATO IRRECUPERABILE”, COMMENTO' FRANCO CARRARO), GLI ECCESSI E GUAI GIUDIZIARI DI "LONG JOHN", SIMBOLO DELLA LAZIO DEL PRIMO SCUDETTO - "MI DICONO CHE SONO FASCISTA SOLO PERCHÉ VADO AL POLIGONO CON UNA 44 MAGNUM A ESERCITARMI. DI POLITICA NON CAPISCO NULLA MA MI PIACE GIORGIO ALMIRANTE" - VIDEO

 

Claudio De Carli per “il Giornale”

 

giorgio chinaglia

Tor di Quinto, 12 maggio 1974, Lazio campione d' Italia, interno. Tavolata di tutta la squadra, eccitazione adolescenziale, ognuno racconta qualcosa, Luigi Polentes si è comprato un orologio nuovo alla gioielleria di Gigi Bezzi, lo fa girare, bello, sì sì, proprio bello, complimenti. Long John dice: fa vedere... e se lo mette al polso, poi legge infrangibile, ride, tutti ridono, allora se lo toglie e lo appoggia sulla tovaglia, prende un coltello per la lama e batte forte il manico sul quadrante, il vetro va in frantumi. Di colpo silenzio: «T' hanno fregato, gli fa a Polentes, vedi, non è infrangibile» e scoppia a ridere.

 

Quanto ci manchi Giorgione, puro e vero, distruttore del falso in un mondo di quasi tutti ipocriti, se uno è scarso è scarso e bisogna dirlo, non è coraggio, è la verità, e la dicevi con quella testa incassata nel collo piegata da un lato.

 

Bullo per indole, grande e grosso per natura, emigrante innocente, Galles, serie B, quando torna da noi è uno di Carnaby Street, giacca di velluto, camicia colorata, pantaloni attillati a tubo, stivaletti, basettoni, capello lungo. Diciannove anni, bocciato, il presidente dello Swansea Glen Davis fa: quell' italiano... come si chiama...sì sì, Chinaglia. Bene, quello non diventerà mai un calciatore professionista, non è portato, troppo grosso, meglio per il rugby. E gli sbatte il cartellino in faccia.

 

giorgio chinaglia

Era partito a sei anni dalla casa di nonna Clelia a Montecimato quasi Carrara, solo, su un treno con un cartellino al collo come le bestie, nome, cognome e indirizzo della destinazione, 111 Richmond street, Cardiff, Wales. Lì c' è il resto della famiglia, di mattina gioca a rugby, seconda linea, al pomeriggio calcio, centravanti.

Torna quando la Massese lo tessera per 250 mila lire al mese, l' Internapoli picchia 100 milioni sul tavolo, la notizia gli arriva quando sotto leva è su un banco di marmo in punizione per aver messo le mani addosso a un sergente.

Ma all' Internapoli conosce Pino Wilson, mezzo inglese, un amicone, la Lazio li prende in un colpo solo. La sua storia inizia qui.

 

Lui e Wilson da una parte, Luciano Re Cecconi e Luigi Martini dall' altra, due bande armate, spogliatoi separati, se per caso sbagliavi porta ti arrivava una bottigliata in faccia, Felice Pulici la evita per un pelo, botte senza pietà durante le partite di allenamento, in gara una squadra di cemento a presa rapida, la Lazio. Chi tradiva aveva chiuso. E una volta si sono messi a sparare per davvero tutti assieme dalle finestre dell' Hotel Americana alla vigilia di un derby. I tifosi della Roma si erano messi a far casino per disturbarli durante la notte, è partito qualche colpo, tutti spariti.

 

giorgio chinaglia

Wilson è il padrino, Long John il supremo, la Lazio è mia, cosa mia, fa, e prende a calci nel sedere Vincenzo D' Amico a San Siro perché non ha fatto pressing su Alessandro Mazzola, fa a cazzotti con Martini, tenta di strozzare l' arbitro Menicucci, non ci riesce, lo rincorre per prenderlo a ombrellate, attacca al muro un dirigente perché ritarda gli stipendi, si sposa, divorzia, si risposa, indagato, processato, prosciolto, spacca difese, un bisonte che vuole sempre vincere, chi non gli passa la palla finisce sul taccuino. A Monaco manda a quel paese due volte Valcareggi (nella foto) perché lo sostituisce con Pietro Anastasi durante Italia-Haiti al mondiale, il braccio destro che accompagna il labiale. Bufera.

 

Chi pensa di essere? Mai sostituito nella Lazio? E allora? È solo un disadattato irrecuperabile, commenta Franco Carraro. Il gesto è da maleducato, in mondovisione e va su tutti i giornali, ma aveva ragione.

giorgio chinaglia

 

Il ct si era intestardito e aveva messo dentro contemporaneamente Sandro Mazzola, Luigi Riva, Gianni Rivera e lui. Non funziona, Long John gioca da schifo ma non è lui il peggiore, però paga lui. Tommaso Maestrelli vola in Germania, gli chiede di scusarsi pubblicamente, non esiste, gli risponde, e non devo farlo per la Lazio che qui non è rispettata, dovevamo esserci almeno in sette, invece due fanno panchina e io vengo sostituito. Il suo mondiale del '74 si chiude qui. Ma poi si prende una rivincita che entra nella storia, in un colpo solo sistema Italia e Inghilterra a Wembley davanti a quarantamila emigrati che gli inglesi chiamano camerieri. E lui l' ha fatto il cameriere al Mario' s Bamboo restaurant di suo padre. All' 88' va via sulla destra a modo suo, ingobbito, testa giù, quando arriva sul fondo la butta in mezzo, Peter Shilton va in presa bassa, gli sfugge, area piccola, c' è lì Fabio Capello a un metro, la mette, 1-0, prima vittoria dell' Italia contro l' Inghilterra.

giorgio chinaglia

 

Ma lo chiamano fascista. Un tifoso della Roma un sabato sera lo insulta. È al cinema Gregory con tutta la squadra, lui aspetta che si spengano le luci e poi gli si piazza dietro la poltroncina, gli batte due dita sulla spalla, il tifoso si gira e gli arrivano un destro e sinistro che lo sprofondano sulla mouquette della sala. Mi dicono che sono fascista solo perché vado al poligono con una 44 magnum a esercitarmi, tutta la Lazio la chiamano fascista, anche Martini e Re Cecconi girano armati e fanno paracadutismo con quelli della Folgore e allora? Io di politica non c' ho mai capito niente, destra, sinistra, centro, per me sono la stessa cosa, ma mi piace Giorgio Almirante, uno fuori dagli schemi, mi piace come parla, non so se è un tifoso della Lazio, ma mi sembra proprio come noi, forte, aggressivo, sfacciato, fuori dal Palazzo, e lo voto.

 

giorgio chinaglia

Ma in politica poi ci si butta, due volte, con la Democrazia Cristiana alle regionali e alle europee, niente da fare, ci riprova con i Popolari, bocciato.

 

Va in America, i Cosmos di Edson Arantes do Nascimento lo ricoprono di dollari, lì c' è il business, in nove anni di Nasl segna 231 gol in 234 partite ma quel cimitero di elefanti del soccer non decolla, adesso ha i soldi, è ricco, e ritorna in Italia per la seconda volta. Guai infiniti, casini a Foggia, presidente alla Lazio, paga tutti i debiti, la vuole la meglio squadra del mondo, le ha fatto vincere quasi da solo uno scudetto, la riduce con le pezze al sedere da dirigente, un amore viscerale, sbaglia ogni volta sempre di più, un' indole incapace di controllarsi che lo porta a strafare, generoso e inviso nelle stanze che contano con un progetto dissennato di grandezza. Paga e paga pesante la sua idea di libertà assoluta.

re cecconi chinaglia tommaso e massimo maestrelli

 

È scappato dalla Lazio con un piede in serie B ma i tifosi non smettono di amarlo: agisco con il cuore, fa, e questo non è sbagliato nel mondo del calcio, voglio troppo bene alla Lazio, per me questa è normalità. Unico, dinastia di uomini che non tornano, lo sguardo malinconico e gli occhi da buono, ha costretto i cronisti a raccontare cose che nel nostro calcio non erano mai successe, caudillo di una squadra trasgressiva che giocava contro tutto, scandalizzava e vinceva.

pele beckenbauer chinaglia

 

CHINAGLIA PADRE PIO

Di notte in giro per Roma sulla Jaguar e la giacca con le frange, I' m a football crazy, il primo aprile 2012 a Naples, piccola cittadina della Florida, la morte improvvisa per infarto cardiaco, quanto ci manchi Long John.

CHINAGLIA PELE' BECKENBAUERCHINAGLIA COSMOSgiorgio chinaglia e pele

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO