erling haaland pep guardiola

"HAALAND SPINGE IL GIOCO DEL CITY VERSO FRONTIERE DEL CALCIO DIGITALE, IN OPPOSIZIONE A QUELLO ANALOGICO DEGLI ALTRI" - PAOLO CONDÒ IN ELOGIO DEL GIGANTE NORVEGESE DEL CITY: "HAALAND SI STA IMPONENDO COME UN GAME-CHANGER: NON È TANTO QUESTIONE DI ESSERE IL MIGLIORE - L'ARMONIA DI MBAPPÉ RESTA DI LIVELLO SUPERIORE - 'FORTE COME UN ORSO E VELOCE COME UN CAVALLO' LO DESCRISSE UN GIORNALISTA NORVEGESE DOPO AVERLO VISTO NEL MOLDE. IL PUNTO È CHE..."

Paolo Condò per “la Repubblica”

 

erling haaland

Okay, è ora di dirlo. Scordatevi che l'assenza mondiale più rimpianta a livello globale sia quella dell'Italia. In Qatar mancherà molto di più Erling Braut Haaland, che in quanto norvegese dovrà scalare un Everest per riportare la sua nazionale a una Coppa del mondo, eppure nessuno dubita che prima o poi ce la farà.

 

L'ultima Norvegia l'abbiamo sbattuta fuori noi nel 1998, 1-0 a Marsiglia negli ottavi, gol di Bobo Vieri. L'avevamo incontrata anche quattro anni prima, in una delle partite iconiche di Arrigo Sacchi: New York, seconda gara del gruppo, Pagliuca espulso per tocco di mano fuori area e l'azzurro richiamato in panchina a beneficio di Marchegiani è nientepopodimeno che Baggino (Roberto).

 

«Ma è impazzito?» si chiedono tutti, labiale del nostro eroe compreso, invece l'Italia in dieci vince con gol di Baggione (Dino), e la contestazione finisce in gloria. Quel giorno fra i norvegesi sconfitti ci sono il difensore Alfie Haaland e il centravanti Jan Aage Fjortoft, amici per la pelle allora come oggi. Fjortoft, che lavora per una tv di Oslo, è quello che ai tempi delle prime triplette di Erling tra Salisburgo e Dortmund lasciò tutti basiti insinuando «cosa vi aspettavate da uno concepito in uno spogliatoio? ». Ehm, scusi?

 

erling haaland

Riscossa l'attenzione generale, Fjortoft fece capire che la data di nascita del pupo - 21 luglio 2000 - era compatibile con un momento di passione di mamma Gry Marita e papà Alfie in uno spogliatoio del centro di allenamento del Leeds. Siccome niente potrebbe essere più suggestivo di questa genesi, il dubbio che fosse marketing non è mai stato dissolto: all'epoca c'era ancora l'astuto Mino Raiola al timone di questa macchina da gol e da soldi, e una delle mosse attribuite al grande procuratore da poco scomparso è la cancellazione della piccola "o" sopra la "a" dell'alfabeto norvegese per evitare una confusione di grafie. Su maglie e altri gadget non troverete più Håland. Soltanto Haaland.

 

Non possono esserci più versioni di un cognome da stampare miliardi di volte.

erling haaland

Ora che Erling è diventato un fenomeno da 19 gol nelle prime 12 partite col Manchester City, uno ogni 50 minuti e mezzo (mercoledì si è fatto bastare un tempo per timbrarne due al Copenaghen), Fjortoft ci va più leggero con le confidenze: ieri ha raccontato che l'ultimo pasto prima della gara è sempre la lasagna magica di papà Alfie, rassicurante deviazione nazional-popolare. Chissà come l'avranno presa però i nutrizionisti- scienziati del City, quelli che fanno dire a Guardiola «la mensa del nostro centro sportivo è il miglior ristorante di Manchester».

 

erling haaland

Qualunque sia la sua dieta, comunque, Haaland si sta imponendo come un game-changer: non è tanto questione di essere il migliore - l'armonia di Mbappé resta di livello superiore - quanto di possedere una dote in misura così tracimante da rendere superflue le altre. Mike Tyson non era Muhammad Ali, eppure c'è stato un tempo nel quale si cronometravano i secondi impiegati per mandare a segno il primo gancio e tirare giù la serranda. Da un suo pugno, non si tornava.

 

Oppure Steph Curry e la gragnuola di canestri da tre punti con la quale imperversa, e se lo marcano stretto lui arretra e li infila lo stesso, annullando il concetto di distanza dall'anello che ovviamente dovrebbe essere uno dei capisaldi della pallacanestro. «Forte come un orso e veloce come un cavallo » lo descrisse un giornalista norvegese dopo averlo visto nel Molde. Il punto è che di solito sei forte come un orso oppure veloce come un cavallo: alle due cose insieme non siamo preparati.

erling haaland

 

Chi ama la fantascienza s' è già fatto mille fiabe con l'esperimento genetico sfuggito di mano o il cyborg risultante dall'innesto di protesi meccaniche - un ginocchio al titanio? - al posto di parti organiche.

 

Nei pochi istanti che gli bastano per prendere la sua infallibile mira, Haaland verosimilmente vede come Schwarzenegger in Terminator. Quando i compagni gli corrono incontro per abbracciarlo dopo un gol, scorgi sempre nei loro occhi un lampo di prudenza prima di appoggiare il capo su quel petto che è una portaerei, un dubbio estremo tipo «siamo sempre amici, vero?».

 

erling haaland 4

Tranquilli, non vi mangia. Non adesso, per lo meno. Prima deve vincere la Premier e la Champions, poi chissà: Raiola se n'è andato ma sono rimasti i suoi contratti, clausole e contro- clausole (ne ha una per liberarsi nel 2024, pare) disegnate su misura per sventolare innanzitutto la bandiera di se stesso. Pep Guardiola sorride dello sbigottimento generale per i numeri della sua nuova star, sentenzia correttamente che Messi andava in porta da solo mentre Erling ha bisogno della squadra, spinge il gioco del City verso frontiere che il Guardian ha definito calcio digitale, in opposizione a quello analogico delle altre formazioni.

 

Sinceramente: la qualità dell'esibizione nel derby di Manchester di domenica scorsa ha un solo precedente, la manita del suo Barça al Madrid nel 2010 (5-0 al Camp Nou). Certo, c'è un vizio di fondo: il budget fuori scala impiegato per costruire una rosa di tutti campioni. Ma l'ironia del destino è che Haaland sia costato molto meno rispetto alla somma incassata dalle cessioni di Gabriel Jesus e Sterling, due attaccanti ottimi ma analogici, che quando tirano possono sbagliare.

 

erling haaland 3

Il digitale Haaland non sbaglia (quasi) mai, e se fissaste i punti dai quali ha scoccato le sue 19 frecce vincenti scoprireste che sono quasi tutti all'interno di un rettangolo centrale fra dischetto del rigore e linea dell'area piccola. È il famoso "spazio". Guardiola non ha cambiato nulla della sua trama, sempre finalizzata ad arrivare al tiro pulito in quello "spazio": la differenza è che ci ha messo un pivot con percentuali di realizzazione irreali. È il favorito per la Champions ancor più degli anni scorsi, e se un po' lo conosciamo lo immaginiamo rassegnato: sa che i suoi detrattori, quelli che dicono che al Barça vinceva grazie a Messi, sono pronti a dare tutti i meriti a Haaland. È il destino dei grandi.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...