bruno pizzul

"QUALCHE LETTERA DI DONNE INNAMORATE DELLA MIA VOCE MI E' ARRIVATA...", UN BRUNO PIZZUL PEPERINO A RADIO 2: "MI E' MANCATO URLARE 'CAMPIONI DEL MONDO' MA NON CI HO PERSO IL SONNO. COMUNQUE CI SIAMO ANDATI PIU' VICINI A VINCERE NEL '90 CHE NEL '94" - I GIORNALISTI SPORTIVI (“MI STAVANO ANTIPATICI, FACEVO IL CALCIATORE E CON ME ERANO IMPIETOSI”), LA PRIMA TELECRONACA ("ARRIVAI IN RITARDO DI UN QUARTO D'ORA") E LE PARTITE A CARTE E BILIARDO CON FACCHETTI, RIVERA, ZOFF, CAUSIO, DONADONI” – E SULL’ITALIA DI MANCINI…

Da "i Lunatici - Radio 2"

 

Bruno Pizzul è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dalla mezzanotte alle sei del lunedì al venerdì notte e in diretta anche su Rai2 tra la mezzanotte e trenta e le due circa.

 

BRUNO PIZZUL

Lo storico commentatore Rai ha parlato un po' di se: "Gli europei? Il momento del calcio italiano è particolare, ma vale per tutta l'umanità. E' un momento difficile ma anche ricco di promesse. La Nazionale è bene indirizzata verso un comportamento accettabile, Mancini ha fatto un buon lavoro, la squadra gode di simpatia generale, Mancini dispone bene la squadra in campo, ha riaperto alle convocazioni per i giovani, i risultati da cui arriviamo sono buoni, ma arriviamo da partite con avversari di caratura inferiore. Ora che arrivano gli impegni importanti vedremo davvero quanto valiamo. Abbiamo il giusto timore e il giusto rispetto anche per la Turchia. Consideriamo i turchi con il giusto rispetto e la giusta considerazione. Il calcio turco ha fatto notevoli progressi".

 

bruno pizzul

Sulla pandemia e il calcio: "Il covid ha rischiato di allontanare i tifosi dal calcio. Un conto è verificare la propria passione andando allo stadio e incoraggiandola o fischiandola, un conto è guardare la tv. Il contatto diretto per i tifosi è importante. C'è qualche segnale che indica che soprattutto tra i giovani sta nascendo un po' di disinteresse".

 

bruno pizzul

Sulla sua passione per il calcio: "Io ho fatto il calciatore, ma è un periodo della mia vita che non ricordo con particolare orgoglio. La passione era inversamente proporzionale al talento. Ho vissuto il mondo del calcio all'interno, ma ho avuto una parabola analoga a tanti altri ragazzi della mia età. Prima di iniziare con le telecronache ho anche insegnato alle scuole medie. Giocando a calcio ero comunque riuscito a laurearmi, poi ho sostenuto l'esame per l'insegnamento e ho insegnato per tre anni alle scuole medie di Gorizia. Ho fatto il professore per tre anni prima di essere assunto alla Rai per aver partecipato a un concorso quasi controvoglia. Quando insegnavo a scuola avevo grandi soddisfazioni, avevo la sensazione di formare ragazzi in un periodo della loro vita fondamentale per la creazione del carattere. E' un periodo della mia vita che ricordo con tanta nostalgia. Facevo l'appello come se fosse la formazione della nazionale".

bruno pizzul

 

Sull'ingresso in Rai: "Feci un concorso, sia scritto che orale. Un membro della commissione era Paolo Valenti, che era venuto a sapere della mia predilezione di carattere sportivo e disse anche di avermi visto giocare in una partita tra Lazio e Catania allo stadio Flaminio. Mi aveva notato per l'altezza. Mi avvertì che c'era un concorso per radio-telecronisti. Feci un paio di colloqui e alla fine venni preso. Insieme a me c'era tra gli altri Bruno Vespa.

 

volpi pizzul bartoletti de laurentiis

Alla fine venni assunto, mi trovai a fare un tipo di lavoro per il quale non avevo mai avuto alcuna ambizione. Anzi avevo scarsa simpatia nei confronti dei giornalisti sportivi, perché quando scrivevano delle mie prestazioni sportive erano sempre molto duro. Il mio esordio in Rai non fu molto lusinghiero. Arrivai con un quarto d'ora di ritardo. La mia prima telecronaca fu caratterizzata da questo buco iniziale che fortunatamente ebbi modo di colmare perché le partite andavano in onda in differita".

 

Sul suo stile da telecronista: "E' sempre stato così, io sono assolutamente convinto che ciascuno deve mantenere la propria personalità, non può cercare di imitare qualcun altro, perché si capisce immediatamente. Naturalmente è implicito nel tipo di lavoro cercare di affinarsi un po' alla volta. Comunque ci fecero un mazzo tanto sulla dizione, sul linguaggio, sull'articolazione delle espressione. In tanti hanno provato ad imitarmi, ma quelli che mi hanno consultato hanno sempre ricevuto da me il consiglio di restare se stessi".

pizzul

 

Ancora Pizzul: "In passato si poteva diventare amici dei calciatori. Ho giocato a carte o a biliardo con Facchetti, Donadoni, Rivera, Zoff, Lentini, Causio. C'era un rapporto di amicizia e di frequentazione che si estendeva anche al di là del momento in cui ci si incontrava per lavoro. Erano frequentissime le cene insieme, le frequentazioni. Oggi invece ci si parla solo attraverso i social ed il modo di parlarsi così non è sempre edificante. Ormai il calcio è cadenzato sul denaro".

Bruno Pizzul

 

Sulle partite della Nazionale: "Quelle che ho raccontato e a cui sono emozionato? Tantissime! Anche quelle terminate in maniera amara. Tantissimi sono preoccupati perché non sono mai riuscito a urlare 'Campioni del mondo'. E' vero che mi è spiaciuto, ma non ci ho perso il sonno. Soprattutto a Italia 90 si sono verificate delle situazioni che mi hanno reso quella mancata vittoria situazioni difficili da digerire. Lì abbiamo mancato la vittoria per una serie di circostanze particolarmente sfortunate. Siamo andati più vicini a vincere nel 90 che nel 94 paradossalmente".

 

Sulle fans innamorate della sua voce: "Se mi è mai capitato? Sì vabè dai, stuzzica un pochino la vanagloria personale ma rientra nell'ordine naturale delle cose".

 

Sul prossimo campionato: "Sono cambiate molte panchine. Tornano in Italia Mourinho, Allegri, Sarri, tanti personaggi attesi al loro nuovo impegno e compito con grande curiosità".

Bruno Pizzul-zoffPIZZUL MARTELLINIBRUNO PIZZUL NELLO SPOT FIAT pizzul simeoni foto carbone gmtBRUNO PIZZUL E GIOVANNI TRAPATTONI NELLO SPOT FIAT pizzul2

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