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"QUESTO TORNEO È UN ORRORE. MIGLIAIA DI MORTI PER COSTRUIRE STADI CHE SARANNO UTILIZZATI SOLO UN MESE" - DOPO DUA LIPA E BRUNO FERNANDES, SI AGGIUNGONO ALTRE STAR A DENUNCIARE L'ORGANIZZAZIONE DEI MONDIALI IN QATAR - ERIC CANTONA HA ADERITO ALLA CAMPAGNA SOCIAL "BOYCOTT QATAR 2022" - ROD STEWART HA RINUNCIATO A UN COMPENSO DA UN MILIONE DI DOLLARI PER ESIBIRSI IN QATAR - CERTO, E' PIU' FACILE CRITICARE LA SCELTA ORA CHE IL TORNEO STA PER COMINCIARE, MA COME MAI NESSUNO HA FIATATO NEGLI ULTIMI ANNI?

FIORELLO QATAR ASPETTANDO VIVA RAI 2

Estratto dell'articolo di Stefano Boldrini per “il Messaggero”

 

[…] Fiorello si è scagliato ieri contro il torneo al via domenica […] «Il Qatar è un paese dove tutti gli abitanti sul loro zerbino hanno la scritta diritti umani. Li calpestano ogni giorno. Avete sentito che cosa hanno detto degli omosessuali?». […]

lahm

 

IL DIBATTITO

[…] Il quotidiano inglese Guardian ha condotto una serie accurata d'inchieste e nel marzo 2021 pubblicò un report secondo il quale sarebbero 6.500 le vittime per i lavori di preparazione. Ieri è apparso un articolo firmato dall'ex capitano della Germania, Philipp Lahm, uno dei primi a criticare la scelta del Qatar: «Il calcio deve espandersi, ma organizzare il mondiale in questa nazione è stato un errore enorme. Io non ci andrò».

Rod Stewart

 

Nei giorni scorsi, altre prese di posizione contrarie, soprattutto artisti. […]  Domenica il Sunday Times ha riportato il grande rifiuto di Rod Stewart […] : «Ho rinunciato ad un compenso da un milione di dollari per esibirmi in Qatar. Non è giusto andare lì e pure l'Iran dovrebbe essere escluso per la fornitura di armi alla Russia». […]

eric cantona

 

In Francia, lo scorso gennaio l'ex attaccante Eric Cantona, ora attore e produttore, si pronunciò in modo netto: «Questo torneo è un orrore. Migliaia di morti per costruire stadi che saranno utilizzati solo un mese per divertire il pubblico». Cantona ha aderito alla campagna social Boycott Qatar 2022, invitando il mondo a seguire il suo esempio. Parigi parteciperà in misura minore al boicottaggio: la capitale francese non trasmetterà le partite sui maxischermi per protesta contro le violazioni dei diritti umani e l'impatto ambientale del torneo.

BOYCOTT QATAR

 

I TIFOSI

In Germania in due gare di Bundesliga i tifosi hanno mostrato cartelli giganteschi con la scritta Boycott Qatar, mentre in Inghilterra i fans sono divisi. […] La Fifa teme gesti eclatanti durante il torneo e ha invitato allenatori e giocatori a non parlare di politica. Il presidente Gianni Infantino ha lanciato ieri un appello riguardante la questione Ucraina: «Invito a cessare il fuoco durante il torneo e a realizzare corridoi umanitari». Mossa ad effetto, ma a costo zero.

 

2. IL BOICOTTAGGIO TARDIVO DEI VIP IN QATAR È IPOCRISIA MONDIALE

Paolo Giordano per “il Giornale”

 

il post di dua lipa dove smentisce la sua presenza ai mondiali in qatar

Alla fine rischiano di diventare il Mondiale della smentita. L'ultima è stata ieri la popstar Dua Lipa che ha spento le voci sulla sua partecipazione alla cerimonia di apertura: «Visiterò il Qatar quando avrà adempiuto a tutti gli impegni presi in materia di diritti umani». E non è l'unica a tirarsi indietro di fronte alla possibilità di esibirsi in un paese che, com' è noto, non rispetta l'omosessualità, i diritti umani e neppure l'integrazione dei migranti.

 

Si dirà: ma ve ne accorgete solo adesso? E, soprattutto, cosa ne pensa chi - ad esempio i piloti di F1 o MotoGp - abitualmente gareggiano in paesi come il Qatar? In effetti fino a ora Qatar 2022 è stato il festival del non detto e pure dell'ipocrisia di chi, a casa propria, si indigna per la più piccola violazione politicamente scorretta ma poi accetta di esibirsi in una delle roccaforti mondiali dei diritti negati. È il solito strabismo.

 

robbie williams

Da una parte c'è chi ha escluso ogni possibilità di esibirsi in Qatar. Dall'altra c'è chi ha ceduto alla prospettiva di avere una platea di miliardi di persone e godersi in pochi minuti una visibilità che nessun altro evento garantisce. E così, da Robbie Williams fino a Shakira sarà una passerella di superstar. Tanto per fare qualche nome: Jung Kook dei coreani BTS, Black Eyed Peas, Fatboy Slim David Guetta, Afrojack (marito di Elettra Lamborghini), Calvin Harris, Tinie Tempah fino agli italiani Benny Benassi e Andrea Martini (trasferito da anni in Danimarca). Tutti risultano tuttora in cartellone nei giorni del Mondiale più contestato di sempre.

 

Rod Stewart 2

E non è mica la prima volta che accade, figurarsi, è dai Mondiali di calcio in Argentina del 1978 che ci sono polemiche sulla partecipazione e sul rispetto dei diritti umani. Ma oggi siamo nel 2022, basta un click per scoprire (quasi) ogni violazione. Certo, si dirà, gli italiani sono fuori dal Mondiale e quindi è più facile protestare.

 

Anche la Scozia non giocherà ai Mondiali eppure Rod Stewart, che è orgogliosamente scozzese, ha rifiutato «un sacco di soldi» (oltre un milione di euro) per cantare allo stadio Al Bayt. Se ci fosse andato - ha detto - avrebbe cantato The Killing of Georgie, un suo brano del 1976 sull'assassinio di un amico gay. Messaggio molto chiaro.

 

Insomma siamo alla resa dei conti e non è escluso che anche altri artisti all'ultimo momento rinuncino a esibirsi, magari anche a costo di penali milionarie. Se non altro perché, al ritorno dall'apparizione strapagata, sarebbe molto complicato aderire con credibilità a qualcuna delle tante iniziative di sensibilizzazione che coinvolgono il mondo della musica. E non è soltanto un problema legato alla musica pop. In realtà in questi anni tanti altri artisti hanno preso posizione.

 

FIORELLO QATAR ASPETTANDO VIVA RAI 2

Ma adesso gli interventi sono molto più frequenti. Fiorello ad esempio a «Aspettando Viva Rai2!» sul suo profilo Instagram e poi su RaiPlay ha detto con la sua tipica ironia: «Si dovrebbero ritirare tutti da questo Mondiale in Qatar, un Paese dove tutti gli abitanti sul loro zerbino hanno scritto Diritti umani. E loro li calpestano ogni giorno. Avete sentito cosa hanno detto degli omosessuali?

 

Tutti i tifosi e gli addetti ai lavori saranno chiusi in una Fan Zone, in uno spazio ristretto, e se poi escono da lì saranno arrestati. E noi chiudiamo il campionato per tutto questo? E la Rai ha speso 200 milioni per prendere i diritti di questi Mondiali?». Un attacco frontale, che fa seguito a quello dell'altro giorno di Pier Silvio Berlusconi («È servizio pubblico?»). E che, nelle prossime settimane, sarà seguito da tanti altri con il solito, prevedibile rischio: che poi alle parole non segua niente altro.

 

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