cristiano ronaldo cr7

"SOLO PENSARE DI INGAGGIARE CR7 SIGNIFICA MACCHIARE IL NOSTRO STEMMA"I TIFOSI DELL'ATLETICO MADRID PROTESTANO PER LE VOCI SU UN POSSIBILE ARRIVO DI CRISTIANO RONALDO, EX STELLA DEI RIVALI DEL REAL - SAREBBE STATO L'AGENTE MENDES A PROPORRE IL PORTOGHESE AI "COLCHONEROS", DOPO I RIFIUTI DI CHELSEA E BAYERN - IL "CHOLO" SIMEONE SAREBBE ENTUSIASTA DI UN SUO EVENTUALE ACQUISTO - I SUPPORTER DELL'ATLETICO MADRID AVREBBERO MINACCIATO DI RESTITUIRE IL LORO ABBONAMENTO

cristiano ronaldo

Raffaele Riverso per www.repubblica.it

 

"Not for sale". "Nessun problema tanto non lo vogliamo". Non c'è che dire, sul fronte Cristiano Ronaldo, il Manchester United sta trovando diversi alleati tra i top team del vecchio continente. Prova ne sia che Chelsea e Bayern Monaco hanno gentilmente declinato l'invito di Jorge Mendes che, da qualche settimana, sta cercando di piazzare CR7 in una squadra con vista Champions.

 

Dopo diversi tentativi andati a vuoto, l'onnipotente rappresentante portoghese era sicuro - e probabilmente ancora lo è - di aver trovato una sistemazione adeguata al cinque volte Pallone d'Oro che ha deciso arbitrariamente di non presentarsi in ritiro con i red devils. Qualche giorno fa, infatti, l'Atlético Madrid gli ha fatto capire che potrebbe esserci un piccolo spiraglio, legato alla capacità di Andrea Berta di liberarsi dei propri esuberi, per condurre in porto quello che passerebbe alla storia del calciomercato come uno dei colpi più importanti dell'estate 2022.

cristiano ronaldo manchester united

 

Diego Pablo Simeone ne sarebbe entusiasta. Qualche anno fa, il Cholo aveva avuto seri problemi con i tifosi argentini dopo la pubblicazione di un audio rubato nel quale il tecnico argentino assicurava di preferire "per una squadra normale" Cristiano a Messi: "È un animale del gol".

 

I suoi numeri, del resto, non possono non mettere d'accordo tutti. Anche quegli stessi tifosi dell'Atlético Madrid che hanno deciso di far sapere ai propri dirigenti che in caso d'ingaggio di Cristiano Ronaldo restituiranno il loro abbonamento. Lo ha assicurato anche Juan Luis Cano, noto umorista madrileno: "Se anche per caso CR7 dovesse arrivare all'Atleti, sappiano che avranno un socio in meno. Sì, abbandonerei il club del mio cuore per sempre. Che prendano in giro qualcun altro. Di questo passo meglio comprare Putin, che è devastante... La dignità sta al di sopra degli schifosi interessi personali, dell'ego e dei conti correnti. Se andrà a finire così, contattatemi pure per comprare la mia tessera".

cristiano ronaldo

 

 Una posizione durissima che ha trovato d'accordo anche il sindaco di Madrid, il rojiblanco dichiarato José Luis Martínez-Almeida che in maniera meno passionale, ma altrettanto chiara, ha fatto capire che l'idea non piace nemmeno a lui: "È escluso. Si tratta di una grande calciatore ma, per il suo passato, non per l'Atlético. Una parte della tifoseria - compreso lui, ndr - non lo accetterebbe mai".

 

E che il primo cittadino della capitale abbia il polso della situazione tra i propri sodali calcistici lo dimostra la campagna social condotta da una parte importante del popolo colchonero che a base di tweet ha trasformato l'hashtag "#ContraCR7" in uno dei trending topic di Spagna. Solo per citarne alcuni: "Se viene restituisco i miei due abbonamenti. Non siamo un ospizio che si dedica a raccogliere la scoria...".

 

cristiano ronaldo

Oppure: "Se vuoi che Cristiano giochi nell'Atleti è perché non sei dell'Atleti". Ma anche: "Non ti vogliamo e non ti vorremo mai. Preferisco perdere mille Champions piuttosto che averti nella mia squadra, Cristiano". E infine: "I gol non possono comprare la dignità. Solo pensare di ingaggiarlo significa macchiare il nostro stemma". Insomma, se Miguel Ángel Gil Marín era sincero quando ha assicurato di tenere più di tutto alla "pace sociale", necessaria per far crescere la squadra, sa già cosa potrebbe succedere se dovesse realmente decidere di portare il crack lusitano al Metropolitano. Di certo non potrà dire di non essere stato avvisato.

 

CRISTIANO RONALDO

E dire che Cristiano sarebbe pure disposto a guadagnare un 30% in meno pur di tornare a Madrid. La sua voglia di Champions è tanta e tale che è pronto a correre anche il rischio di perdere il suo status di idolo madridista. Ed è per questa ragione che l'aspetto economico è l'ultimo dei suoi problemi.

 

Nella sua lunga estate - cominciata in primavera, quando si è reso conto lo United non si sarebbe qualificato alla prossima edizione della massima competizione continentale - per il momento, però, c'è stato spazio soltanto per rifiuti eccellenti: "Nonostante consideri Cristiano uno dei più grandi, il suo ingaggio non sarebbe coerente con la nostra filosofia", ha assicurato con una buona dose di savoir faire - proprio quella che di solito gli manca - Oliver Kahn, presidente del Bayern. Julian Nagelsmann, invece, non gli ha usato questa cortesia e si è limitato a un semplice  "l'ho letto anche io, ma non è vero".

 

CRISTIANO RONALDO 4

Thomas Tuchel, dalla sua, ha fatto finta di dimenticarsi dell'addio di Lukaku e della sua avversione nei confronti di Werner: "Abbiamo perso uomini importanti in difesa e dobbiamo rimpiazzarli. È questa la nostra priorità, sebbene non possa escludere l'arrivo di un altro attaccante". Che, però, non sarà Cristiano Ronaldo. Joan Laporta, a sua volta, sta lavorando al possibile ritorno di Lionel Messi e, quando Jorge Mendes gli ha proposto CR7, si è limitato a un perentorio "no, grazie".

 

CRISTIANO RONALDO 3

L'unico a volerlo davvero è il Cholo che, dopo essersi servito della voglia di rivincita di Luis Suárez per vincere il suo secondo titolo di Liga, vorrebbe riprovarci con l'animale del gol, la storica bestia nera della sua squadra (25 gol in 37 incontri tra Real e Juve) che i suoi tifosi considerano, però, alla stregua di un vero e proprio nemico da evitare: dai gestacci di Lisbona a quelli di Torino, senza dimenticare le dichiarazioni nelle quali si vantava di avere cinque Champions League a differenza dell'Atleti che non ne aveva nemmeno una. Il comandante Simeone, di miracoli, da quando è arrivato sulla panchina colchonera, ne ha già fatti tanti, ma questa volta l'impresa è davvero ardua. Ma non impossibile...

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…