messi iniesta massimo fini

"IL TRISTE ADDIO DI MESSI NON VALE QUELLO DI INIESTA" - MASSIMO FINI: "IL CENTROCAMPISTA CATALANO SALUTÒ IL CALCIO IN UNA PARTITA AL CAMP NOU E ANNESSA INDIMENTICABILE STANDING OVATION. MAI SI SAREBBE SEPARATO DALLA SUA SQUADRA - SPIACE PER LA PULCE ARGENTINA: UN FINE CARRIERA COSÌ MESTO, A 34 ANNI, IN UN PSG ZEPPO DI MEZZI CAMPIONI SOPRAVVALUTATI E BORIOSI CHE NON HA MAI VINTO LA CHAMPIONS NONOSTANTE I SOLDI SPESI..."

Massimo Fini per “il Fatto Quotidiano

 

leo messi barcellona 1

Lionel Messi ha lasciato il Barcellona per andare a giocare al Paris Saint-Germain. Chi si è allontanato dal mondo del calcio, giustamente perché è ormai diventato un groviglio economico e tecnologico insopportabile, ha criticato Messi perché avrebbe lasciato il Barça, dove era dall'età di 14 anni, per brama di denaro.

 

Le cose non stanno così. Messi ha lasciato il Barça, dove ha percorso tutta la sua carriera e dove avrebbe voluto rimanere fino all'ultimo giorno, per una ragione che con il calcio giocato non ha nulla a che vedere e che si chiama "fair play economico". Secondo il quale in nome del pareggio di bilancio la società catalana non avrebbe potuto permettersi Messi.

 

leo messi in lacrime per l addio al barcellona

La politica del Barcellona in questi anni è stata disastrosa. Ha acquistato per cifre enormi, totalmente fuori mercato, mezzi campioni tipo Neymar (poi fortunatamente riciclato proprio al Paris Saint-Germain dov'è altrettanto inutile come lo era al Barça).

 

leo messi in lacrime per l addio al barcellona 1

Ma anche quando era al massimo non riuscì ad accaparrarsi nell'unico ruolo in cui non era forte, quello di terzino destro, un giocatore all'altezza, dovendo così adattare in quella posizione Sergi Roberto che è un centrocampista. Sarebbe bastato un onesto Danilo D'Ambrosio, terzino dell'Inter.

 

leo messi in lacrime per l addio al barcellona 3

La stessa squadra nerazzurra è incappata nel fair play economico e ha dovuto cedere Lukaku al Chelsea. Lukaku era un peso per la nazionale belga perché accentrava troppo su di sé il gioco in una squadra che con Kevin De Bruyne e gli altri che gli giravano attorno aveva bisogno di un respiro diverso, nell'Inter era invece importante avendo trovato un'ottima intesa con Lautaro Martinez. Ma la proprietà cinese della società nerazzurra ha deciso che Lukaku era di troppo.

 

lionel messi con pallone doro tra iniesta e xavi

Spiace per Lionel Messi un fine carriera così mesto (a 34 anni non credo che nella squadra francese, di cui è proprietario un emiro del Qatar, zeppa di mezzi campioni sopravvalutati e boriosi, tant'è che spendendo una valanga di soldi il Paris non è riuscito mai a vincere la Champions, Messi possa combinare molto).

 

leo messi champions league

Lionel Messi non è solo un grandissimo campione è, secondo la definizione di Fabio Capello, il mister di tutti i mister, la cui parola nel calcio fa Cassazione, un "genio" insieme a Maradona e Pelé. Meritava quindi un "addio alle armi" diverso.

 

messi e iniesta

Ma se andiamo a ben guardare Messi è stato grande soprattutto col Barcellona, avendo alle spalle Iniesta e Xavi. Col Barcellona ha vinto tutto, con l'Argentina pur potendo contare su un altro grande campione, Angel Di Maria, "El Fideo", si è dovuto accontentare di un secondo posto ai Campionati del mondo del 2014.

 

lionel messi e andres iniesta

Del tutto diversa, anche se in parallelo, è la storia di Andrés Iniesta, "don Andrés". Iniesta è stato un campione in campo e fuori. Quando era all'apice della carriera e tutti i più grandi club europei lo volevano, uscendo da un incontro con i dirigenti del Barça per il rinnovo del suo contratto disse: "Non devo essere molto bravo a trattare perché gli ho detto che, comunque vadano le cose, voglio finire la mia carriera al Barça".

 

leo messi e andres iniesta

Iniesta è un tipo molto strano, modesto, che ha l'aspetto di un impiegatuccio anche un poco sofferente. I giocatori del Barça quando volevano prendersi in giro dicevano: "Sei pallido come Iniesta". Ma in campo senza mai darsi arie da fenomeno lo era.

 

Era chiamato "l'illusionista" perché quando aveva la palla fra i piedi la faceva sparire. Ma non era questa la sua dote principale, è che era capace di trovare nel groviglio dei difensori avversari quei trenta centimetri di spazio che mettevano il compagno solo davanti alla porta.

 

iniesta

Ho assistito alla partita d'addio di Iniesta il 20 maggio 2018 contro la Real Sociedad. Mi trovavo per caso a Barcellona, il Camp Nou era zeppo all'inverosimile, non perché la partita con la Real Sociedad contasse qualcosa ma perché era l'ultima partita di don Andrés. Ho trovato due posti per miracolo grazie a mio figlio che nella città catalana è di casa.

 

iniesta

L'allenatore del Barça, Valverde, fece uscire Iniesta a dieci minuti dalla fine per concedergli la standing ovation che durò per tutto il tempo in cui Iniesta, lentamente, lasciò il campo di gioco.

 

Tempo che l'arbitro non pensò nemmeno di dover recuperare perché non era la partita che contava ma l'addio di Iniesta. La folla cantava "infinit Iniesta". Fu un momento di grande commozione. Le telecamere dello stadio inquadravano Iniesta seduto in panchina. Era pallido come al solito, più del solito. Si capiva chiaramente che stava pensando ai 22 anni in cui era stato al Barça dove era entrato, come Messi, a 14 anni.

 

ruud van nistelrooy 1

A proposito di addii mi piace ricordare quello di Ruud van Nistelrooy al Madrid. "Tutti i calciatori del Real, comprese le riserve, erano schierati a centrocampo in tenuta da gioco. Van Nistelrooy entrò in campo in abiti civili, si diresse verso quelli che erano diventati i suoi ex compagni. Tutti lo salutarono. Anche Cristiano Ronaldo, dimenticati gli antichi dissapori, alzò i pollici come per dire' good luck'. Ruud uscì senza tenere discorsi, non era il tipo. Ma alla fine della partita il pubblico del Bernabeu lo richiamò a gran voce. Non era ancora sazio. Voleva tributargli un'ultima standing ovation".

 

ruud van nistelrooy 2

Passi d'addio per grandi campioni che lasciano in modo definitivo la carriera sono stati organizzati molte volte (mi pare per Baggio e Del Piero, fra gli altri) ma non era questo il caso di Van Nistelrooy che passava all'Amburgo e quindi a una potenziale avversaria in Champions.

 

Oggi Van Nistelrooy, la mia passione di tutte le passioni dopo il Mullah Omar, è piuttosto dimenticato. Ma non si può dimenticare che Ruud è quarto in Champions per media fra partite giocate e gol segnati con lo 0,74, dopo Messi, Ronaldo e Robert Lewandowski che lo ha appena raggiunto.

 

fabio capello dito medio

Ed è in Champions che si misura il vero valore di un attaccante. Motivo per cui tipi come Higuain, "il Pipita", ma è solo un esempio, molto sopravvalutati hanno chiuso in modo assai modesto la loro carriera e la Juventus se n'è volentieri liberata.

 

Mi piacerebbe anche che Capello si ricordasse ogni tanto di Van Nistelrooy che gli ha fatto vincere un campionato spagnolo col peggior Madrid di tutti i tempi, dove c'erano appena tre grandi giocatori, Ruud appunto, Sergio Ramos e il portiere Iker Casillas, non a caso soprannominato "san Iker". Come centrocampista c'era Gago, figuriamoci.

 

ruud van nistelrooy 3

Oggi il centravanti che più somiglia a Van Nistelrooy è Robert Lewandowski, non solo perché è un grande cannoniere, 553 reti in 822 partite, media 0,67, ma perché, come Ruud, apre il gioco agli altri e ha la generosità di servire il compagno meglio piazzato (in antiquo Cristiano Ronaldo) anche quando potrebbe tirar lui.

 

Comunque, tornando all'addio di Van Nistelrooy, ci piace ricordare ciò che scrisse il corrispondente da Madrid della Gazzetta dello Sport Filippo Maria Ricci: "Gli ultras hanno inneggiato a lungo Van Nistelrooy che aveva salutato il Bernabeu prima dell'inizio e che torna fuori alla fine per rispondere alla chiamata dei tifosi. Per i nuovi eroi ci sarà tempo".

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”