re cecconi maestrelli jr

RE CECCONI, IL MISTERO CONTINUA - I DUBBI DEL FIGLIO DI MAESTRELLI: “MAI CREDUTO ALLO SCHERZO DELLA RAPINA. SONO SICURO CHE ‘CECCO’ NON DISSE NULLA, NÉ TANTOMENO "QUESTA È UNA RAPINA!" NON ERA NELLE SUE CORDE. ENTRÒ NELLA GIOIELLERIA CON LE MANI IN TASCA E IL BAVERO ALZATO PER IL FREDDO. GHEDIN FECE A TEMPO AD ALZARE LE MANI, VEDENDO LA PISTOLA, CECCO NO: IL SUO TENTATIVO DI SCANSARE IL COLPO FU FATALE, PERCHÉ…

re cecconi

Fabrizio Peronaci per il “Corriere della sera - Edizione Roma”

 

«Io c' ero, fuori da quella gioielleria. Era buio, faceva freddo. Babbo ci aveva lasciato da poco più di un mese e in quegli istanti, steso su un marciapiede vicino casa, in attesa dell' ambulanza, se ne stava andando anche Cecco».

Bella e terribile, la vita.

«Vero. Ci aveva riservato la gioia più grande e ora ci presentava un duro conto...»

 

Lui era a terra e «Cecco era stato portato fuori dal negozio e qualcuno gli sosteneva la testa» Maestrelli, Re Cecconi. Il mister dello scudetto e la mezzala più amata. Trionfi e tragedie. Radiocronache sportive e fattacci di nera. Era appena iniziato un anno cruciale della storia italiana, spartiacque tra la fantasia al potere e il crepitio delle armi, quando la traiettoria tragicamente perfetta di un colpo di pistola Walther 7.65 consegnò alla storia cittadina una delle pagine più sconvolgenti.

 

re cecconi

Era il 18 gennaio 1977, ore 19.30. Il calciatore della Lazio Luciano Re Cecconi, 28 anni, sposato, due figli, entrando con il collega (terzino) Pietro Ghedin nella gioielleria di un amico in via Nitti, a Collina Fleming, pensò di fare uno scherzo, stando alla versione accreditata. Si tirò su il bavero ed esclamò: «Fermi tutti, questa è una rapina!» L' orefice, Bruno Tabocchini, fu una saetta: impugnò la pistola e sparò. Un unico colpo.

Al cuore. Re Cecconi ebbe solo il tempo di dire, stramazzando, «ma io scherzavo» Titoli di scatola sui giornali.

 

Lo sport in lutto. L' Italia sconvolta. Due famiglie si ritrovarono legate per sempre. Due cognomi-idolo della curva Nord, gli artefici, assieme a "Giorgione" Chinaglia, del tricolore del 1974. Papà Tommaso, l' allenatore, era morto il 2 dicembre 1976 per un tumore.

Massimo Maestrelli, broker, ex procuratore di calcio, oggi ha 56 anni ed è l' unico che può ricordare. Anche Maurizio, il fratello gemello, è mancato. Anche la sorella Patrizia. Sempre lo stesso male.

 

re cecconi

La memoria selettiva l' aiuta a scartare i brutti ricordi?

«Macché, mi sembra ieri. Avevo 14 anni. Quella sera io e Maurizio tornavamo dalle ripetizioni di latino da casa di nostra cugina Bina. Man mano che ci avvicinavamo, il brusio cresceva. Arrivati davanti al negozio, infilandoci nella folla, capimmo: Cecco era stato portato fuori. Facemmo in tempo a guardarlo in viso e a chiedergli cosa fosse successo. Lui ricambiò con lo sguardo dolce. Ma non parlò, era stordito».

 

L' Angelo biondo, così lo chiamavate.

«Ci legava un affetto fortissimo. Babbo non voleva che i suoi calciatori avessero contatti con noi figli, soprattutto per evitare storie con le mie due sorelle, ma con lui aveva fatto eccezione. Già dai tempi di Foggia, Cecco una volta a settimana ci portava al cinema, a mangiare una pizza, il gelato. Avrò avuto 7 anni... Nel film "Ninì Tirabusciò" Monica Vitti s' era alzata la gonna, facendo "la mossa", e io e Maurizio restammo colpiti, emozionati.

Lui era lì con noi. Restò il nostro segreto con Cecco».

 

re cecconi

Quella sera, in via Nitti «Tutti ci guardavano come i fratellini minori. L' ambulanza non arrivava e Cecco fu caricato su un' auto. Tornammo di corsa a casa, tra le braccia di mamma, a raccontarle cos' era successo, ma l' aveva già saputo da un' edizione speciale del tg. Poi tutti noi Maestrelli andammo al San Giacomo, ma Cecco era volato via».

 

Muore giovane chi al cielo è caro.

«Ci ho pensato. Io e Maurizio ci siamo detti tante volte "se fossimo arrivati 5 minuti prima, Cecco si sarebbe fermato a parlare con noi e sarebbe vivo" . Sembrerà strano, ma da quel doppio terribile lutto la mia famiglia ha tratto valori positivi. Ci ha insegnato ad affrontare gli altri dolori e a capire che c' è qualcosa, oltre la vita su questa terra».

Maestrelli - Re Cecconi, sodalizio unico.

«Emozioni da riempire una vita. Cecco con babbo a Foggia, babbo alla Lazio che chiede Cecco e Bigon, Lenzini che ne concede uno solo e lui sceglie Cecco. Lo scudetto vinto, purtroppo, contro il "loro" Foggia. Entrambi campioni e volati troppo presto. Babbo portato al funerale dai ragazzi, e Cecco davanti, impermeabile bianco e occhi gonfi: un' immagine che ancora mi commuove».

 

La ricostruzione è stata posta in dubbio. Tanti ipotizzano che Luciano quella frase scherzosa non l' abbia pronunciata. Stefano, il figlio, è amareggiato perché suo padre «è stato fatto passare per cretino». Cosa ne pensa?

re cecconi

«Ci fece male la superficialità di chi volle liquidare il tutto parlando del solito gesto stupido di un calciatore. L' opinione pubblica era innocentista, l' orefice fu assolto. Noi non eravamo nella gioielleria, ma sono sicuro che Cecco non disse nulla, né tantomeno "questa è una rapina!" Non era nelle sue corde. Entrò con le mani in tasca e il bavero alzato per il freddo. Ghedin fece a tempo ad alzare le mani, vedendo la pistola, Cecco no: il suo tentativo di scansare il colpo fu fatale, perché espose il petto al proiettile. Se fosse stato fermo»

 

L' unico a poter dire una parola definitiva, forse, è Ghedin, in quanto presente.

«Pietro lo vedo spesso, ma non abbiamo mai affrontato cos' è accaduto quella sera. Io non ho chiesto e lui non me ne ha parlato. Peccato»

pulici e maestrelli 8

E ora quel furetto biondo è nella memoria collettiva.

«Quanto accaduto a Luciano ha influito sulla vita della città. Oggi chiunque sa chi è stato Cecco: un uomo sano, pulito, di grandi valori. L' unico di quella Lazio che dopo gli allenamenti faceva qualche giro di campo in più per assaporare l' odore dell' erba, sentire il tono dei muscoli, il respiro dei propri polmoni».

 

Sente ancora la moglie Cesarina, che tornò subito, vedova giovanissima, a Nerviano, vicino Milano?

«L' ho vista al matrimonio di Stefano, meno di due anni fa. La nostra famiglia, soprattutto mamma, le è stata vicina. Ma da certe tragedie la vera forza va trovata in noi stessi. Lei è stata un leone. Con Stefano c' è forte empatia. Ci sentiamo e vediamo, sempre col sorriso sulle labbra. I nostri occhi si illuminano come di rado ci accade, consapevoli di aver vissuto parallelamente la storia di due grandi uomini, che si sono conosciuti, si sono piaciuti e hanno condiviso grandi gioie, sino alla fine assieme. I nostri papà».

re cecconi chinaglia tommaso e massimo maestrelli

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"