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LA ROMA FA GOL SUI SOCIAL: RITROVATI 7 RAGAZZI SCOMPARSI GRAZIE AI VIDEO DEL CALCIOMERCATO – L’ULTIMA E’ STATA UNA RAGAZZA ITALIANA DI 17 ANNI TORNATA IN FAMIGLIA GRAZIE ALLA PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO ACQUISTO, CHRIS SMALLING – L’INGLESE IN LACRIME -  ANCHE L’EX PRESIDENTE PALLOTTA SI COMPLIMENTA PER L’INIZIATIVA DI “ROMA CARES” - VIDEO

 

 

Luca Valdiserri per corriere.it

 

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In principio erano i cartoni del latte. Poi è arrivato il video su MTV della rockband Soul Asylum (la canzone si intitola «Runaway Train»). E ora, sui social che si sono moltiplicati, l’iniziativa della Roma che ha dato del calcio, spesso criticato per la sua dorata indifferenza, un’immagine diversa. Identico l’obiettivo: ritrovare i ragazzi scomparsi e ridarli alle loro famiglie, mantenendo vivo il loro ricordo attraverso la pubblicazione di fotografie e nomi.

 

Il calciomercato, per la seconda volta, è stato il palcoscenico per l’iniziativa «Missing Kids» di Roma Cares, la Onlus solidale che opera nel settore dello sport, della beneficenza, dell’assistenza sociale, dell’istruzione, della promozione della cultura e dell’arte.

 

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L’ultimo risultato è stato il ritrovamento di una ragazza italiana di 17 anni, scomparsa dal 7 agosto, inserita nel video che annunciava il ritorno in giallorosso di Chris Smalling. 

 

I video (quello del difensore inglese e degli altri nuovi arrivi: Pedro, Kumbulla e Borja Mayoral) hanno avuto più di 2 milioni di visualizzazioni, tra Twitter, Facebook e Instagram. Le generalità della ragazza non possono più essere mostrate per motivi di privacy e sicurezza. È il settimo ritrovamento tra i minori scomparsi inclusi nella campagna lanciata dalla Roma sui social nell’estate del 2019.

 

Dietro all’iniziativa c’è il lavoro di Paul Rogers, Chief Strategy Officer del club: «Abbiamo utilizzato la natura virale degli annunci di calciomercato sui social per aumentare la consapevolezza sui bambini scomparsi. Il calcio ha un enorme seguito sui social e gli annunci sono particolarmente seguiti durante la presentazione dei nuovi acquisti. Anziché auto-promuoverci abbiamo usato questi spazi per aiutare a ritrovare i bambini scomparsi.

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Non avevamo il know how per mettere in pratica questa nostra idea e così abbiamo collaborato con esperti del settore come Telefono Azzurro per l’Italia e altre importanti associazioni internazionali per la tutela dei minori (Missing People, Icmec, Missing Child, ChildFocus...). Restiamo un club calcistico, ma sappiamo che quando usiamo i social media è più funzionale essere influenzati da Kanye West, da Netflix o da Tik Tok rispetto al mondo del calcio in cui operiamo».

 

La Roma ha fatto da apripista per un’iniziativa ancora più ampia in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi — il 25 maggio scorso — quando più di 200 club di 61 nazioni e 6 continenti si sono impegnati a supportare l’iniziativa di Football Cares, con il supporto dell’Eca (l’Associazione dei club europei, che ha come presidente Andrea Agnelli) e della Fifa: attraverso una semplice segnalazione sugli account Twitter è stata data visibilità a decine di bambini separati dalle rispettive famiglie. «Per un giorno — ricorda Rogers — abbiamo messo da parte tutte le rivalità».

 

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Real Madrid e Barcellona, Manchester United e Liverpool, Celtic e Rangers Glasgow, Galatasaray e Fenerbahce, Flamengo e Corinthians, naturalmente Roma e Lazio. «La reazione della comunità dei social è stata incredibile, abbiamo raggiunto oltre 100 milioni di persone».

 

Esperto in salvataggi sul campo, da grande difensore, Smalling lo è diventato anche con Missing Kids. Al suo filmato dell’estate scorsa, quando arrivò alla Roma in prestito dal Manchester United, era legato anche un altro ritrovamento.

 

«Penso che ogni giocatore che è apparso in un nostro video — conclude Rogers — abbia compreso e abbracciato il concetto. Se dovessi scegliere due giocatori che sono andati oltre la semplice comparsa nei video, però, direi Chris Smalling e Henrikh Mkhitaryan, che hanno offerto il loro tempo per pubblicizzare ulteriormente la campagna. Chris è incredibilmente emozionato per quello che è successo, così come lo è sua madre. Non avevano mai visto niente di simile prima e l’aver svolto anche un piccolo ruolo nell’aiutare un bambino a essere ritrovato lo ha toccato profondamente come padre».

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