como calcio

SAPETE QUAL È LA SQUADRA DI CALCIO ITALIANA CON IL PRESIDENTE PIÙ RICCO? NON È UNA DELLE BIG DI SERIE A, MA IL COMO – NESSUNO HA MAI CAPITO COME MAI LA FAMIGLIA INDONESIANA HARTONO ABBIA COMPRATO IL CLUB, CHE ORA MILITA IN SERIE B - MICHAEL BAMBANG E ROBERT BUDI, I DUE FRATELLI CHE HANNO RILEVATO IL CLUB NEL 2019, HANNO UN PATRIMONIO PERSONALE DI 45,4 MILIARDI DI DOLLARI - NONOSTANTE QUESTO, CI VANNO ANCORA PIANO: INVESTIMENTI MIRATI E SPESE BILANCIATE PER NON AMMAZZARE LA SERIE B....

Estratto dell’articolo di Franco Vanni per “La Repubblica”

 

michael bambang e robert budi hartono

Alla domanda “perché proprio Como?”, negli anni la proprietà indonesiana del club ha dato risposte diverse. Perché è una città meravigliosa. Perché ha una grande storia calcistica. Perché è vicina a Milano, che a sua volta, come cantava Lucio Dalla, è vicina all’Europa. E perché un altro stadio così, affacciato sul lago e sui monti, non esiste nel mondo.

 

Tutte ragioni valide, nessuna sufficiente da sola a spiegare come mai la famiglia Hartono – la proprietà più ricca dell’intero mondo del calcio italiano – nell’aprile del 2019 abbia acquistato una squadra che al tempo vivacchiava in Serie D, con i conti in rosso e con poco altro da offrire se non il legame con il brand mondiale “Lake Como”, che prende il nome da una città sì appassionata della propria squadra, ma abitata da appena 83mila abitanti, 599mila con la provincia.

 

lo stadio sinigaglia di como 6

Pochi per creare quella massa critica di abbonati paganti che nell’era del calcio in tv può sostenere le spese di un club di vertice di Serie A. Perché ovviamente è lì - dopo quattro anni di prove generali - che la famiglia vuole portare il club. Da allora, le cose sono cambiate. Il progetto del Como è fra i più ambiziosi del nostro sistema calcistico.

 

Finora il colosso indonesiano Djarum, controllato dalla famiglia proprietaria del Como, ha scelto un approccio soft: investimenti mirati, spesa commisurata alle entrate, e la volontà espressa di non ammazzare il campionato di Serie B riversando nel club una valanga di soldi, cosa che avrebbe serenamente potuto fare. Ha preferito invece entrare in punta di piedi nell’ecosistema del calcio italiano.

 

cesc fabregas al como 1

“Vogliamo che tutto ciò in cui investiamo abbia un futuro sostenibile. Stiamo ancora imparando a conoscere il mondo del calcio. Man mano che la nostra conoscenza cresce, crescono anche gli investimenti”, dice il manager Mirwan Suwarso, che in Italia rappresenta gli interessi dei fratelli Hartono, Michael Bambang e Robert Budi. Insieme, i due hanno un patrimonio personale di 45,4 miliardi di dollari. Occupano rispettivamente la posizione 64 e 69 nella classifica di Forbes degli uomini più ricchi del pianeta. Anche presi singolarmente, sarebbero di gran lunga i più ricchi fra i proprietari di club calcistici in Italia.

 

 Il secondo per patrimonio, alle loro spalle, è Rocco Commisso, patron della Fiorentina, che di miliardi di ne ha 8,9. Centrata la promozione dalla C alla B nel secondo anno di proprietà, gli Hartono hanno finora seguito la strada dei piccoli passi. I risultati sportivi vanno di conseguenza: la squadra si è classificata tredicesima sia nel 2021/22, sia nella stagione conclusa lo scorso giugno.

 

como calcio

Ma a Como la convinzione generale è che prima o poi il vulcano erutterà e che una valanga di milioni si riverserà sul club. Intanto, come spesso succede ai milionari nelle piccole città, anche attorno ai fratelli Hartono a Como nascono leggende. Eccone una: un dirigente del club, andando ogni giorno in ufficio, vedeva che il marciapiede era sempre pulito in modo impeccabile e che lì vicino dormiva un senzatetto. Quando ha scoperto che era proprio il senzatetto a spazzare ogni mattina l’asfalto, lo ha assunto. Le cose non stanno proprio così. Non ci sono contratti né impegni, resta una storia di mance e sorrisi. […]

 

FABREGAS A COMO

Quando il Como vince, può capitare ai frequentatori dei bar cittadini che birre e piadine ordinate durante la partita siano offerte dal club, in una sorta di lotteria pensata per motivare i tifosi a guardare le partite insieme. Fin quando non ti presenti in cassa, non hai la certezza che capiterà a te di non pagare, ma sai che può succedere. L’idea l’ha avuta il plenipotenziario Mirwan Suwarso, che ha anche aperto una casella di posta elettronica per raccogliere consigli e critiche dei comaschi: mirwan@comofootball.com Funziona davvero. Il dirigente legge e risponde.  […]

 

La figurina invece è quella del centrocampista catalano Cesc Fabregas, stella di Arsenal, Barcellona e Chelsea, che il grande allenatore Arsène Wenger nei suoi anni londinesi paragonò a Michel Platini. Il 1 agosto dell’anno scorso, Fabregas ha annunciato ufficialmente che avrebbe giocato nel Como in Serie B.

 

Non è andata male: diciassette partite, tanti applausi, qualche comprensibile acciacco, visti i suoi 35 anni di allora, nel frattempo diventati 36. A fine stagione si è ritirato dal calcio giocato, passando ad allenare i giovani dell’Under 19. E ha comprato quote del club. Quante, non è dato sapere. Così come non si conoscono al momento i suoi progetti futuri. “Per noi Cesc è una figura importante.

michael bambang e robert budi hartono

 

È un campione del mondo, e vestendo la nostra maglia ha inserito il Como nella mappa del calcio globale. Siamo felici di vederlo crescere come allenatore e come membro della nostra famiglia”, dice Suwarso. È probabile che Fabregas punti a fare l’uomo bandiera e il frontman del club, sul modello di Karl Heinz Rummenigge, per decenni uomo forte del Bayern Monaco. Ma il quadro sarà chiaro quando la proprietà indonesiana finalmente dispiegherà la sua forza economica, facendo fare alla società il salto che Como attende. La vulgata in città, dall’arrivo di Fabregas, è stata: “Se ha fatto questa scelta, evidentemente sa qualcosa che non sappiamo”. Poi, lo scorso 3 luglio, è arrivato il tweet di Robert Hartono a chiarire il quadro. […]

 

lo stadio sinigaglia di como 4

Ad allenare la squadra è Moreno Longo, specialista in missioni complicate. Nel 2018 ha conquistato la Serie A con il Frosinone e nel 2022 ha riportato l’Alessandria in Serie B dopo 46 anni. Gli si chiede di ripetere l’impresa. Per farlo, gli è stato messo a disposizione tutto quel di cui ha bisogno, a partire dal nuovo centro sportivo di Mozzate, a trenta chilometri dallo stadio, acquistato dal club nel novembre 2021. L

 

a prima squadra si allena lì dallo scorso autunno. Sono ancora da completare la club-house, gli spogliatoi per gli ospiti e la foresteria, che affaccerà sui due campi a undici, uno in erba e uno in sintetico, sul campo a sette e sull’are dedicata alla preparazione dei portieri. Ovunque campeggia il motto di Stefano Borgonovo, attaccante cresciuto nelle giovanili comasche, simbolo della ricerca per combattere la Sla, malattia di cui è morto nel 2013: “Non c’è paura nel cuore di chi lotta”.

cesc fabregas al como 2

 

La stagione è cominciata col freno a mano tirato. Alla prima di campionato, il Como ha perso a Venezia. Alla seconda, ha pareggiato con la Reggiana. Ma in città la convinzione è che il potenziale della squadra sia ancora inespresso, e che salire in Serie A sia un obiettivo possibile. Anche in caso di promozione, il Como ha intenzione di consentire ai propri tifosi di assistere ad almeno un paio di allenamenti l’anno, come ha sempre fatto nelle ultime stagioni.  […]

 

lo stadio sinigaglia di como 1

La famiglia Hartono fa parte del gotha dell’economia asiatica, e in Indonesia è legata Erick Thohir, presidente dell’Inter dal 2013 al 2016, oggi ministro delle imprese statali, oltre che capo della federcalcio del più grande Paese islamico al mondo. Racconta Swarso: “Prima di decidere di investire nel calcio italiano, abbiamo parlato molto con Thohir.  […]

lo stadio sinigaglia di como 7

lo stadio sinigaglia di como 3como calcio 3lo stadio sinigaglia di como 2como calcio 2lo stadio sinigaglia di como 5

 

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)