stadio coronavirus

SCONCERTI PROPRIO NON VUOLE CHE IL CAMPIONATO RIPARTA - L'EDITORIALISTA DEL ''CORRIERE'' DESCRIVE I DUE MESI CHE I GIOCATORI DOVREBBERO VIVERE SEPARATI DAL RESTO DEL MONDO COME ''UNA PRATICA BARBARA E MEDIEVALE. SI CHIEDE DI GIOCARE SENZA PUBBLICO, DI FINIRE LA PARTITA, ANDARE AD ALLENARSI E POI RICOMINCIARE AD ASPETTARE LA PARTITA. SEMPRE DA SOLI''. DICIAMO CHE C'È DI PEGGIO, SOPRATTUTTO CON QUEGLI STIPENDI E SAPENDO IL DANNO MILIARDARIO CHE SI FAREBBE A UN INTERO SETTORE…

 

Da www.ilnapolista.it

 

Non c’è niente di sbagliato nel calcio che vuole ricominciare. Sono sbagliate le condizioni in cui si mette il calcio per farlo. Lo scrive Mario Sconcerti sul Corriere della Sera.

 

Ai giocatori, alle squadre e al personale che ruota attorno ad esse si chiede troppo.

 

 

stadio coronavirus

“Di rimanere reclusi in alberghi per due mesi, da giugno a settembre se si fanno le Coppe. Di lasciare i ritiri solo per entrare negli stadi e gli stadi per entrare nei ritiri, sempre gli stessi. Senza vedere nessun familiare né qualunque tipo di congiunto, rimanendo lontani uno dall’altro anche nella stessa squadra, anche quando si mangia, si dorme o si cerca di distrarsi. Si chiede di giocare senza pubblico, di finire la partita, andare ad allenarsi e poi ricominciare ad aspettare la partita. Sempre da soli”.

 

Una richiesta poco dignitosa, scrive.

 

“Anche se non ci fosse esposizione al virus, che invece naturalmente c’è, sarebbe una cosa poco dignitosa, abbastanza barbara, molto più che medioevale”.

 

Si tratta di recludere degli individui per mesi e di farli uscire solo due o tre volte a settimana dal ritiro

 

mario sconcerti foto di bacco

“per andare a divertire un pubblico che non li ha chiesti. Clown tristi, gladiatori a cottimo, giullari involontari soltanto per una questione di soldi pretesi da una decina di presidenti che hanno appena finito di tagliare loro gli stipendi”.

 

Rinchiudere mille persone affinché lo spettacolo continui, perché conviene portarlo avanti,

 

“è capitalismo pessimo. Non ricordo nessuno che abbia mai recluso i propri dipendenti, nemmeno nelle più dure rivoluzioni industriali”.

 

Non c’entra niente il campionato, le squadre in testa o la retrocessione, continua Sconcerti.

 

stadio coronavirus

“Qui si tratta di civiltà, dignità, rispetto per se stessi e per chi lavora per te. Chi si può divertire a vedere un calcio obbligato, dove le carte sono truccate, affaticate da questo stesso obbligo di esistere contro natura?”.

 

Si chiede come sia possibile che

 

“si sia tutti d’accordo adesso nel tenere recluse centinaia di persone per mesi solo per far fare cassa ai presidenti? Tutto il Paese ha mostrato la sua stanchezza dopo due mesi di lockdown. Sappiamo quello che costa senza essere eroi. Adesso dovremmo divertirci senza vergogna facendo raddoppiare la pena ad altri solo perché qualcuno deve riprendere soldi che ha speso da solo? Davvero bastano poche settimane di virus per portarci all’involuzione tecnica e morale di questa colossale marchetta?”

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…