pippo simone inzaghi

NEL SEGNO DEGLI INZAGHI BROS – LA LAZIO DI SIMONE ESPUGNA CAGLIARI (LA SCARPA D'ORO IMMOBILE TIMBRA IL CARTELLINO), IL BENEVENTO DI PIPPO FA L’IMPRESA E RIBALTA LA SAMP: "PAPA' PIANGEVA AL TELEFONO" – GASP, CHE ATALANTA! LA DEA RIPARTE CON UN POKER DA APPLAUSI, GASPERINI: “SIAMO PIU’ FORTI DELL’ANNO SCORSO. LO SCUDETTO? NON E’ UN NOSTRO OBIETTIVO INIZIALE” – COSA FARA’ CAIRO CON GIAMPAOLO A ZERO PUNTI DOPO DUE GARE? - VIDEO

 

pippo simone inzaghi

SIMONE "Faccio i complimenti a Pippo - attacca Simone - se lo merita per la dedizione che mette nel lavoro, poi era più difficile la sua partita della nostra. Ora lo vedremo in serie A per tanti anni, sta facendo un grande percorso dopo l'esperienza negativa al Bologna. Sul 2-0 per noi mi hanno detto quello che stava succedendo a Genova"
 
FILIPPO"Sono contento per Simone - commenta Filippo - è un esempio per chiunque faccia il nostro mestiere. Ho provato a chiamare mamma e papà, ma papà piangeva e non sono neanche riuscito a parlargli, lo saluto qui in tv. La partita? Al di là dei gol mi è piaciuto come abbiamo giocato, la mentalità.
 
Se hai questa testa puoi fare anche rimonte così. Mi hanno fatto molto piacere i complimenti di Ranieri. Le premesse ottime, ma abbiamo davanti un percorso lungo, perché la serie non ti perdona, sbagli un disimpegno e ti fanno subito gol. Allenare mi piace , a prescindere dalla categoria. Lega Pro e A sono la stessa cosa, anche se poi in serie A giochi in grandissimi stadi."

 

 

ATALANTA-TORINO

Andrea Elefante per gazzetta.it

 

L'Atalanta è ancora una macchina da gol, il Torino non è ancora la macchina che Giampaolo sta assestando, secondo i suoi principi di calcio. La squadra di Gasperini debutta in campionato vincendo serenamente in rimonta - un'abitudine mantenuta - dopo il gol-illusione di Belotti, concedendosi momenti di grande calcio e ancora qualche errore difensivo di troppo.

TORINO ATALANTA

 

Il Toro non ha ancora la forza per approfittarne: sta in partita per un tempo, aggrappata a un Belotti sempre più leader, ma nella ripresa denuncia ancora un calo atletico e di convinzione, proprio di una squadra ancora in cantiere. I nuovi - Giampaolo ne ha schierati tre - sono ancora da inserire, le idee di gioco nascono imperfette rispetto al credo del tecnico.

 

 

LE SCELTE

gasperini

Giampaolo lancia da titolari i nuovi laterali di difesa, Vojvoda e Murru, da cui non avrà il contributo sperato. Conferma Berenguer trequartista (preferendolo a Verdi) con la coppia Zaza-Belotti. Doppio centravanti (colombiano) anche per Gasperini, con Muriel e Zapata: trio offensivo completato da Gomez, il centrocampo è quello della scorsa stagione, mentre in difesa, con Romero e Djimsiti squalificati e Palomino in ritardo di condizione, fiducia al croato Sutalo, assieme a Toloi e Caldara.

 

 

PRIMO TEMPO

gasperini

 Due gol nei primi 13', preceduti da una traversa piena di Zaza che si beve Sutalo, ma poi sceglie il tiro di potenza invece che incrociato: il segnale della partita divertente e ricca di errori che sarà. Apre la partita Belotti: Rincon salta secco Gomez, che non lo insegue, Toloi per uscire su di lui molla il Gallo, che taglia come un coltello e infila Sportiello. Il Papu capisce che deve rimediare e ci mette meno di 2', anche perché Rincon lo imita, lasciandolo libero di scegliere e mirare un destro disegnato.

 

È il momento in cui l'Atalanta prende saldamente in mano il governo della partita, tormentando il Torino sulla fascia sinistra - Vojvoda molto in difficoltà sul martello di Gosens - e con i cambi di gioco già sofferti a Firenze dai granata. Che cadono ancora al minuto 21' - cross di Gomez e fantastico destro incrociato di Muriel, scivolato alle spalle del fragile Murru - e rischiano di crollare al 42', quando il secondo assist di Gomez trova, ancora a destra, il rimorchio di Hateboer, senza che Murru (o Nkoulou in aiuto) riescano a intervenire.

 

Gian Piero Gasperini fiorentina atalanta coppa italia 1

Ma il Toro, che aveva "visto" il possibile 2-2 al 28' (incursione di Berenguer che inspiegabilmente perde il tempo e non tira), ha se non altro carattere. Quello di Belotti, che tiene a galla la sua squadra appena un minuto dopo: Vojvoda dà il primo segnale di vita mettendo una palla in mezzo, Caldara viene scavalcato da un tentativo di intervento di Zaza, in agguato c'è ancora il Gallo che lascia sul posto Toloi e segna il 3-2 di testa.

 

SECONDO TEMPO

Chi si aspetta un Toro che completi la rimonta nella ripresa, trova quasi solo Atalanta, che gioca con consapevolezza sempre crescente.

 

gasperini percassi

L'anteprima del 4-2 è un colpo di testa schiacciato fuori da Hateboer dopo solito cambio di fascia con Gosens, ma passa meno di un minuto prima che la squadra di Gasperini metta in frigo la vittoria: Muriel ha tutto lo spazio che vuole per leggere l'incursione centrale di De Roon, che completa con il gol sicurezza una gara da dominatore del centrocampo.

 

E lì la squadra di Giampaolo si arrende, nonostante in cambi del tecnico, che si gioca le carte Lukic, Verdi e poi Millico, per disegnare un 4-3-3. Gasperini ha la panchina lunga e la usa, regalando il debutto anche a Mojica e Lammers, appena arrivati. Ma quello che conta di più è poter gestire le energie, governando in serenità la partita: mercoledì l'Atalanta va di nuovo in campo, a Roma contro la Lazio. Una promessa di grande calcio.

 

SAMP-BENEVENTO

Filippo Grimaldi per gazzetta.it

 

pippo simone inzaghi

Da 0-2 a 3-2: chapeau, Benevento. Concordiamo: non è la stessa squadra di tre anni fa, su questo punto Filippo Inzaghi ha ragione e non lo certifica solo questo rocambolesco successo per tre a due al Ferraris con cui gli ospiti hanno ribaltato il doppio svantaggio iniziale, certificando la prima crisi della Samp. Certo, gli ospiti devono ritrovare un po’ di cinismo in più, mancato nelle fasi iniziali, in un campionato che si annuncia maledettamente divertente per Moncini e compagni, se queste sono le premesse. La Samp, invece, fa e disfa, illude e si spegne.

 

Perché i blucerchiati (con il deb Candreva che ha impiegato poco ad inserirsi nei meccanismi della squadra servendo l’assist perfetto per il due a zero) sembrano chiudere la pratica dopo diciotto minuti – uno-due di Quagliarella e Colley e vittoria all’apparenza in cassaforte -, a conferma di un atteggiamento in avvio degli ospiti troppo rinunciatario, che costringe poi il Benevento a un lungo inseguimento.

pippo simone inzaghi

 

Ma non è così: la squadra di Ranieri, viceversa, doveva dimostrare come il modo in cui era maturata la sconfitta di Torino con la Juve, che tanto aveva irritato Ranieri, andava archiviato alla voce incidenti di percorso, ma su questo punto restano aperti molti dubbi. Il Benevento, invece, certifica che questa squadra dopo avere spadroneggiato in B può crescere anche in A, ma a patto di evitare disattenzioni come quella di Montipò costata la rete del primo vantaggio blucerchiato.

 

Ne è venuta fuori una gara gestita in larga parte sino all’intervallo da Quagliarella e compagni, anche se il Benevento avrebbe potuto riaprire la partita al 25’, quando Audero ha risposto con una respinta-capolavoro ad un colpo di testa di Moncini e poi si è ripetuto sette minuti dopo su Dabo.

 

pippo simone inzaghi

Alla squadra di Inzaghi va pure riconosciuto il merito di non essersi mai arresa, approfittando anche di un gioco blucerchiato alla distanza meno efficace. Così (33’) Caldirola ha firmato il suo primo gol in A, ridando fiato alle speranze del Benevento. Il primo tempo si è chiuso con la Samp avanti per due a uno e la ripresa ha confermato la difficoltà dei padroni di casa ad attaccare con efficacia la profondità. Blucerchiati meno propositivi del primo tempo, dunque, che hanno rischiato dopo ottanta secondi di subire il pari ospite, per un retropassaggio avventato di Colley intercettato senza fortuna da Insigne. Inzaghi ha provato a sfruttare di più gli esterni e il gioco ha funzionato: al 27’ angolo dell’ex Caprari e stacco vincente del capitano Caldirola. Due a due e gara che si riaccende nel finale: dopo venticinque secondi dal suo ingresso in campo Gabbiadini ha colpito il palo alla destra di Montipò e poi Jankto è andato a segno, ma in posizione irregolare. Mancava il tiro velenoso dalla distanza di Letizia che al 43’ ha portato il Benevento in paradiso. La Samp, però, deve fare un mea culpa grande così.

 

CAGLIARI-LAZIO

Da sport.sky.it

 

pippo simone inzaghi

La Lazio riparte sulla scia dello scorso anno. Stessa formazione, stesso gioco brillante (almeno per un tempo) e una vittoria per inaugurare la stagione dopo il rinvio della prima giornata contro l’Atalanta. Alla Sardegna Arena i ragazzi di Simone Inzaghi vincono 2-0, grazie al gol lampo di Lazzari – il primo in A con la maglia biancoceleste – e al centro del solito Immobile, mettendo in cassaforte i primi tre punti pesanti del campionato e dando un segnale alle concorrenti per la Champions. Il Cagliari, invece, resta a secco di successi dopo due partite e mostra ancora evidenti problemi da risolvere: lacune nella costruzione del gioco offensivo e troppo spazio lasciato al dominio degli avversari in difesa.
 
Per Di Francesco, che recrimina per la clamorosa chance del pari avuta da Simeone a inizio secondo tempo, c’è ancora tanto da lavorare. Marusic devastante, Lazzari e Immobile trascinano la Lazio L’allenatore dei sardi non rischia Godin, con appena un allenamento nella sua nuova squadra, e gli preferisce Klavan con Walukiewicz al suo fianco. In avanti c’è Sottil a completare il tridente insieme a Simeone e Joao Pedro, mentre Nandez scala a centrocampo.

pippo e simone inzaghi

 
Nessun volto nuovo, invece, nell’11 di Inzaghi. In difesa Patric forma il terzetto con Acerbi e Radu, in attacco Correa fa coppia con Immobile. Passano meno di quattro minuti dal fischio d’inizio e la Lazio trova subito il vantaggio grazie al lavoro dei suoi esterni. Marusic scatta in posizione regolare, evita il ritorno di Faragò e dal fondo appoggia in mezzo per il tocco a porta vuota di Lazzari.
 
I biancocelesti non si accontentano e continuano ad attaccare, andando vicini al raddoppio su una mischia in area da azione d’angolo, prima del tentativo in rovesciata di Immobile che termina oltre la traversa. Il primo squillo del Cagliari arriva prima della mezz’ora, quando Patric regala un pallone in uscita e Rog prova ad approfittarne con un destro, debole ma angolato, che chiama Strakosha all’intervento.

PIPPO E SIMONE INZAGHI

 
La squadra di Inzaghi continua, però, ad essere pericolosa in ripartenza e sfiora il bis con Milinkovic-Savic. Il serbo, lanciato in profondità, vince in qualche modo il duello con Lykogiannis ma viene murato da Cragno in uscita. Nel finale di primo tempo altra chance per Immobile, il cui piazzato col destro viene respinto da un altro ottimo intervento del portiere rossoblù. Il Cagliari parte forte nella ripresa e va subito a un passo dal pareggio. Strakosha respinge il tiro da fuori di Joao Pedro, poi sulla ribattuta Simeone, tutto solo, spara alto e si divora l’1-1.
 
La Lazio cala alla distanza e non riesce più a gestire come nei primi 45 minuti, trovando comunque l’opportunità con Milinkovic-Savic di segnare il raddoppio. Il serbo calcia a giro dalla lunetta, ma Cragno vola e gli nega il gol. Dall’altra parte la buona volontà dei sardi non porta a grandi occasioni, se si fa eccezione per quella che capita sui piedi di Walukiewicz che sbuca alle spalle di tutti su un cross tagliato, senza tuttavia inquadrare lo specchio sul tocco da posizione ravvicinata. Inzaghi vede i suoi stanchi ed effettua qualche cambio, ma a trascinare i biancocelesti ci pensa ancora Marusic.
 
L’esterno vola via in ripartenza con una grande giocata e appoggia al centro per Immobile che mira l’angolo e firma il 2-0. Per la Scarpa d’Oro in carica è il 7° centro negli ultimi 8 esordi stagionali. Ed è la rete che cala il sipario sul match, con gli ultimi sussulti del Cagliari che non creano nessun pericolo in area avversaria: dopo quattro minuti di recupero arriva il triplice fischio che consegna definitivamente i tre punti ai biancocelesti.

 

 

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