mediapro ibarra sky diritti tv

SERIE A NEL PALLONE – LA PROSSIMA ASTA PER I DIRITTI TV DEL TRIENNIO 2021-2024 È ALLE PORTE, MA È IMPOSSIBILE PENSARE DI CHIEDERE PIÙ SOLDI ALLE TELEVISIONI – LA PAY TV HA PERSO OLTRE UN MILIONE DI ABBONATI. IL CANALE DELLA LEGA È UN’INCOGNITA – PER GLI ANALISTI INGLESI DI 'ENDERS' L’IPOTESI MEDIAPRO È “UN BLUFF": ECCO PERCHE' - INTANTO I QATARIOTI DI 'BEIN' MINACCIANO DI STRALCIARE L’ACCORDO DA 500 MLN DI DOLLARI PER LA TRASMISSIONE DEI DIRITTI TV DELLA LEGA SERIE A

Giuliano Balestreri per it.businessinsider.com

mediapro

 

 

Improvvisamente, la Serie A si trova in cima a un burrone. E il precipizio è ripido: nel 2018 la contrazione del mercato pay tv è proseguita. Lo scorso anno, solo in Italia, si sono persi per strada 1,15 milioni di abbonati. Un numero monstre che fa il paio con il calcolo di Enders Analys secondo cui tra il 2009 e il 2019 i ricavi da pay tv lungo la penisola sono scesi dell’8%, mentre il costo dei diritti per la Serie A è cresciuto del 78%.

 

La prossima asta per il triennio 2021-2024 è alle porte, ma secondo gli analisti inglesi, è semplicemente impossibile pensare di chiedere più soldi alle televisioni. Ma, peggio, per Enders l’ipotesi Mediapro è “un bluff perché i club pesantemente indebitati non sono in grado di sopportare le inevitabili perdite iniziali di un canale di Lega”.

 

Insomma la Serie A rischia di trovarsi nel pieno della tempesta perfetta in uno dei momenti peggiori della sua storia: solo pochi giorni fa Gaetano Miccichè si è dimesso dalla presidenza in seguito all’inchiesta della procura federale sulla sua elezione. 

Mediapro

 

Dall’indagine non solo sono emerse gravi irregolarità (delle quali Miccichè non è responsabile, in quanto non presente all’assemblea), ma anche una Lega completamente spaccata al suo interno: incapace di darsi regole e obiettivi comuni. Motivo per cui, senza un’intesa su un nuovo presidente entro la prossima settimana, la Figc procederà al commissariamento della Serie A.

 

Il nuovo presidente (o commissario) camminerà su un pericoloso crinale. Basti pensare alla bomba lanciata dai qatarioti di BeIn che minacciano di stralciare l’accordo da 500 milioni di dollari per la trasmissione dei diritti tv della Lega Serie A, acquistati dall’agenzia Img, alla luce della decisione di disputare la Supercoppa italiana fra Juventus e Lazio in Arabia Saudita, Paese che il Qatar accusa di ‘piratare‘ da oltre due anni i diritti tv del campionato.

Jaume Roures Taxto Benet mediapro

 

“E’ stupefacente che la Serie A abbia deciso di andare avanti nonostante l’evidenza del danno che è stato causato agli interessi della Lega da parte di beoutQ, l’operazione di pirateria saudita. E’ eccezionale – spiega un portavoce della società – quello che la Serie A apparentemente è disposta a mettere in pericolo, non solo i ricavi finanziari da uno dei principali broadcaster suoi partner, ma anche l’esposizione che BeIn garantisce al campionato sui mercati in diverse parti del mondo, dall’Europa all’Asia, in Medio Oriente e Nord Africa”.

maximo ibarra 1

La Serie A, per voce dell’ad Luigi De Siervo, ha sottolineato che il contratto in essere con Img, che ha ceduto a sua volta nel mondo i diritti di trasmissione della Serie A per il triennio 2018/2021, non prevedeva limiti su partite giocate in altri Paesi: “Quando sono stato eletto ho trovato un accordo pluriennale per disputare le prossime finali di Supercoppa in Arabia Saudita. La Lega Serie A non poteva non onorare il contratto già sottoscritto. Inoltre sul territorio attualmente l’attività di pirateria di BoutQ dei nostri contenuti è cessata, sia su satellite che sulla piattaforma Iptv”.

 

Al di là di quello che accadrà nelle prossime settimane, BeIn sottolineando “l’esposizione che garantisce alla Serie A in diverse parti del mondo” ha sollevato un problema fondamentale: con i ricavi domestici destinati a calare, è ancora più importante spingere sugli incassi internazionali. Fronte sui cui la Serie A è lontana anni luce dalla concorrenza.

diritti tv serie a

 

Secondo Enders, il picco dei ricavi dalla vendita dei diritti tv si è raggiunto con l’asta per la Champions League nel 2017. In Italia – in particolare – sottolineano come l’aumento sia legato all’impegno di Sky e Dazn a pagare “bonus fino a 150 milioni di euro”, tuttavia gli esperti sono convinti che “ne pagheranno solo la metà”. Inoltre con il fatto che l’80% dei clienti Dazn è già abbonato a Sky, per gli analisti è difficile immaginare una guerra all’ultimo sangue sul fronte dei diritti tv. Tradotto: non sarà certo la concorrenza tra due piattaforme di fatto alleate e complementari a spingere la corsa dei ricavi.

 

 “Sky – si legge nel report – ha conti solidi, ma è probabile che abbia sempre meno concorrenza per questi diritti. E le aste ne risentiranno”. Anche perché la piattaforma di Comcast è sempre più legata ai risultati di Now Tv, il servizio online che garantisce ai clienti tariffe più basse. Di certo, la Serie A non potrà fare affidamento sull’ingresso nel mercato delle Telco: l’esperienza di Bt in Inghilterra ha convinto Vodafone ha far marcia indietro in Spagna (e quindi in Italia), mentre Telecom Italia ha altri problemi da affrontare prima di mettere la testa nel pallone.

diritti tv

Sulla stessa lunghezza si muovono i big della tecnologia: i diritti sportivi sono troppo locali per essere centrali nel loro business, di conseguenza investiranno dove servirà ad aprire il mercato. Facebook ha ridotto il numero di partite della Major League, ma ha puntato forte – senza successo – sul cricket in India: l’obiettivo non era, ovviamente, il cricket, ma l’intero mercato del sub continente. Non va meglio ai verticali. Dazn puntava a diventare la Netflix dello sport, ma sia in Germania, sia in Italia è complementare a Sky: difficilmente proverà ad azzannare Comcast alla prossima asta.

 

diritti tv

Sul tavolo della Serie A resta dunque l’ipotesi del canale di proprietà, ma anche in questo caso le incognite sono parecchie. Gli analisti di Enders si chiedono come si possa massimizzare il prodotto senza venderlo in esclusiva, ma rendendolo disponibile per tutti gli operatori. Inoltre dubitano che sia la strada giusta per aumentare la base abbonati.

 

de siervo

Tutto riporta alla crescente influenza dei diritti internazionali e al peso delle parole di BeIn. A differenza delle principali leghe europee che sono presenti in giro per il mondo, dalla Cina a Singapore, passando per New York; l’Italia è ancora indietro. E per questo ha bisogno di aumentare la propria esposizione, non certo di ridurla. Di più ha un campionato sempre meno competitivo dove le squadre che partecipano alla Champions League incassano 5,8 volte i ricavi di un team medio: in Inghilterra, il rapporto è 1,7 volte. Un dato che rende il nostro campionato sempre meno interessante. E meno soldi dalla tv potrebbero innescare una pericolosa spirale negativa. Gli analisti non hanno dubbi, il futuro non sarà brillante. E di fronte a nubi minacciose, la Serie A è senza capitano.

de siervo miccichèMEDIAPRO

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”