binotto wolff

SPROFONDO ROSSA – UNA CRISI LUNGA UN ANNO. GLI EFFETTI DELL’INCHIESTA SUI MOTORI 2019, GLI SVILUPPI TECNICI CONGELATI, GLI ASSETTI SBAGLIATI. LO HANNO CAPITO TUTTI, ANCHE IN MERCEDES, CHE TOTO WOLFF NON VEDE L'ORA DI APPRODARE IN FERRARI. LO SI LASCI DOV' È. SAREBBE UN ERRORE RIMUOVERE MATTIA BINOTTO. OCCORRE ASSISTERLO, SOSTENERLO, E RIPORTARE I MIGLIORI TECNICI A MARANELLO…

RIPORTARE I NUMERI 1 E ZITTIRE I FICCANASO

Daniele Dallera per il ''Corriere della Sera''

 

wolff binotto

Bisognerebbe zittire Toto Wolff, grande capo della Mercedes, che ha invaso il box Ferrari con le sue maliziose riflessioni (la più fastidiosa: «Nessuno dei tifosi del Cavallino merita questo genere di risultati.

 

Non si capiscono le priorità dello staff Ferrari»). Il miglior modo per silenziarlo sarebbe vincere, ma è più facile ingaggiare Messi: impensabile che questa Rossa, svergognata a Spa, possa dare fastidio in pista alla Mercedes. Basterebbe non accontentarlo nei suoi desideri, perché lo hanno capito tutti, anche in Mercedes, che Wolff non vede l' ora di sbarcare a Maranello e vendicarsi di Mattia Binotto: come?

 

wolff binotto

Sostituendolo. Lo si lasci dov' è, fin dai tempi di Enzo Ferrari e poi quelli di Montezemolo i nemici venivano pesati come tali e lasciati lontani, per sempre, dalla squadra più sognata al mondo. Le cose non vanno bene, Vettel 13° e Leclerc 14° in Belgio, fanno disperare i tifosi della Rossa, che si attendono una svolta che non ci sarà. Almeno a breve termine. Ma qualche idea bisogna farsela venire. Per esempio sistemare la squadra tecnica che pensa e progetta la futura macchina, con tutti i limiti, regole e regolette di una F1 che vieta rivoluzioni per il 2021.

 

Mattia Binotto, team manager della Ferrari, è nel mirino, un po' se lo merita, perché è evidente che abbia commesso degli errori, lui stesso li ammette assumendone con coraggio peso e responsabilità. Ma sarebbe un errore rimuoverlo. Occorre assisterlo, sostenerlo, dargli mezzi e soldi per riportare l' eccellenza tecnica a Maranello. In F1 chi gestisce e progetta deve avere un profilo altissimo e internazionale.

ferrari leclerc vettel

 

Buttiamo un occhio al passato: alle spalle e sopra Michael Schumacher c' erano Luca di Montezemolo-Jean Todt-Ross Brawn-Stefano Domenicali: hanno passato periodi brutti anche loro, ma per competenza e qualità del lavoro erano dei numeri 1.

E a Maranello vivevano i migliori tecnici al mondo.

 

Quella Ferrari aveva teste e un' anima: solo così si può infastidire la Mercedes e far tacere i suoi ficcanaso.

 

2. BUIO FERRARI

Stefano Mancini per ''la Stampa''

 

wolff binotto

Non c' è pace dopo la tempesta. La Ferrari si interroga sul presente e sul futuro, e non vede una grossa differenza: in Belgio è arrivato uno schiaffone e a Monza ne è previsto un altro, perché i due circuiti hanno caratteristiche simili. Entrambi richiedono motore potente e aerodinamica efficiente, «e noi non abbiamo né l' una né l' altra» ha ammesso Mattia Binotto nel dopo-gara.

 

A Spa-Francorchamps i tecnici hanno passato il tempo ad aumentare carico aerodinamico, perdendo velocità, e a diminuirlo, rendendo inguidabile la macchina. La coperta è corta come una sciarpetta. Nelle curve di Pouhon, dove anche i più scarsi passavano con l' acceleratore a fondo o quasi, Leclerc e Vettel erano costretti a rallentare, altrimenti sarebbero finiti a muro. Risultato: il peggior Gp delle Rosse dal 2009 ad Abu Dhabi, la peggior gara in assoluto in Belgio.

binotto wolff

 

Ma come fa un team prestigioso e iconico come la Ferrari, con le sue risorse e le sue eccellenze, a scivolare in meno di dodici mesi dalla sfida per il Mondiale alla lotta nelle ultime posizioni? La storia comincia proprio a Spa-Francorchamps un anno fa. Leclerc e Vettel occupano la prima fila in qualifica e finiscono primo e quarto (domenica scorsa, per la cronaca, hanno concluso 13º e 14º).

 

ferrari del 1996 guidata da michael schumacher

La macchina in rettilineo tocca punte di velocità che la Mercedes se le sogna. A Monza una settimana dopo arriva il bis. È evidente che dopo la pausa estiva la Ferrari è cresciuta. Il sospetto è che riesca a bruciare più benzina di quanto sia consentito, e così ad aumentare i cavalli. I rivali si insospettiscono, allertano la Fia e ottengono il risultato: dopo una serie di controlli in cui non trovano nulla di illegale, i tecnici della federazione decidono di applicare un doppio flussometro per il controllo del consumo istantaneo. Le prestazioni diminuiscono, ma il Cavallino conclude comunque la stagione con un podio.

 

leclerc vettel 3

In fabbrica, però, scatta l' allarme. Gli ingegneri del telaio hanno progettato una macchina con molto carico aerodinamico per aumentare la velocità in curva, confidando in un motore potente per andare forte anche in rettilineo. Risultato: le prestazioni crollano. I test invernali confermano quanto a Maranello è già noto. Ma la situazione è destinata a peggiorare.

 

Tra febbraio e marzo scoppia la pandemia. Il Gp di Australia viene cancellato a poche ore dalle prove libere e le gare successive vengono via via annullate. In questa situazione nelle casse delle squadre non entrano soldi e i team minori minacciano il fallimento.

 

Soluzione: gli sviluppi tecnici sono congelati, nel 2021 ai correrà con le monoposto attuali e la rivoluzione tecnica viene rinviata al 2022. La Ferrari accetta per salvare le squadre in difficoltà, ma ne subisce le conseguenze: la SF1000 solcherà i circuiti ancora per un anno e mezzo senza possibilità di miglioramento.

ferrari vettel leclerc 1

 

A Monza sarà abolito il cosiddetto «party mode» di Mercedes e Honda, una mappatura del motore che per pochi giri regala una manciata di cavalli in più. La Ferrari potrebbe recuperare un paio di decimi in qualifica che le consentirebbero di entrare nei primi dieci: niente di esaltante. Intanto gli avversari corrono.

 

Mercedes si è alleata politicamente con la Renault, che di colpo ha recuperato. potenza e prestazioni. In cambio la casa francese ha ritirato l' appello contro Racing Point, accusata di aver copiato la Freccia d' argento del 2019. Rimane aperto il ricorso della Ferrari.

Che rischia di tramutarsi in un' altra sconfitta.

vettel leclercmontezemolo todt

 

MONTEZEMOLO SCHUMACHER TODTmontezemolo todt schumi barrichello

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