massimiliano allegri

STAY HUNGRY, STAY ALLEGRI - "NON PARLO BENE L'INGLESE MA STO IMPARANDO" – IL DESTINO DI SOLSKJAER È APPESO A UN FILO, MAX SEMPRE PIU’ VICINO ALLO UNITED: “IBRA ERA SEMPRE INCAZZATO. MANDZUKIC PER ME È SPECIALE”

Da “la Stampa”

 

massimiliano allegri foto mezzelani gmt9

Massimiliano Allegri si rifugia in una battuta per dribblare, durante la convention della Football Coaches Association a Varsavia, la domanda su un futuro al Manchester United: «Non parlo bene l' inglese, ma sto imparando».

 

Al sito polacco Prezeglad Sportowy racconta invece alcuni aneddoti («Ibra era sempre incazzato. Mandzukic per me è speciale»)

 

 

ALLEGRI

Simona Marchetti per gazzetta.it

 

allegri e il 'corto muso'

Sono settimane che Oltremanica il nome di Massimiliano Allegri viene associato alla panchina del Manchester United, complice il peggior inizio di stagione di sempre dei Red Devils in Premier League. “Non parlo inglese ancora abbastanza bene, ma sto imparando”, ha detto l’ex allenatore della Juventus nel corso del simposio della Football Coaches Association.

 

allegri e il 'corto muso'

Ma per quanto abbia provato a schivare la spinosa domanda con una battuta (da buon livornese), Allegri sa bene che il destino di Ole Gunnar Solskjaer è davvero appeso a un filo sempre più tenue, quindi meglio che si affretti a imparare l’idioma di Sua Maestà. Intervistato poi dal sito polacco Przeglad Sportowy, il 52enne tecnico si è definito “uno che ascolta più di quanto parli”, strategia che - a suo dire - si è rivelata vincente nelle sue cinque stagioni in bianconero.

 

giovanni galeone massimiliano allegri

 “Quando sono arrivato a Torino dopo Antonio Conte, molti hanno pensato che fossi fregato - ha spiegato Allegri - e che il ciclo vincente della Juventus fosse finito, perché la squadra era satura. Vero, la situazione non era perfetta, perché ho trovato una squadra che aveva bisogno di essere ricostruita, il che era eccitante, ma anche rischioso, perché potevi fallire e alla Juve il fallimento non è contemplato.

 

Ecco perché ho dovuto cercare dei modi diversi per stimolare il gruppo, ho ascoltato e ho cambiato. Esistono due modi per essere un buon allenatore: autoritario e aperto. Io preferisco quest’ultimo, quindi ascolto più che parlare: in questo modo ricevo più informazioni dall’esterno, che cambiano positivamente il mio mondo, perché mi spingono a mettere in dubbio le mie idee. Se penso che qualcosa vada bene al cento per cento, ne sono preoccupato e mi consulto su questa opinione con chi mi sta attorno”.

giovanni galeone massimiliano allegri

 

IBRA E MANDZU—   Fra i tanti calciatori che ha allenato, il tecnico ne ricorda due in particolare, ovvero Zlatan Ibrahimovic e Mario Mandzukic che ha avuto, rispettivamente, al Milan e alla Juve e che, guarda caso, vengono indicati come possibili obiettivi del Manchester United che verrà (in realtà per lo svedese si tratterebbe eventualmente di un ritorno). “Al Milan Ibra era sempre inc.... perché gli altri non riuscivano a stare al passo con lui - ha raccontato ancora Allegri - e per due anni gli ho spiegato che gli altri non giocavano come lui e Ibra ha dovuto capire questa cosa. Un allenatore deve saper usare un giocatore per quanto può offrire ed è per questo che Mandzukic è così speciale per me, è un grande calciatore e mi ha dato un incredibile spazio di manovra. In passato ha spesso cambiato squadra, ma adesso è alla sua quinta stagione alla Juventus e questo è uno dei miei più grandi successi”.

ibrahimovicallegri e il 'corto muso'ALLEGRIallegricristiano ronaldo massimiliano allegrimassimiliano allegri foto mezzelani gmt5massimiliano allegri foto mezzelani gmt8MAX ALLEGRI ANDREA AGNELLIallegri e il 'corto muso'

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