agnelli molinari intervista titolo repubblica

I TITOLI DEI GIORNALI, COME I SOGNI DI SUPERLEGA, MUOIONO ALL’ALBA – “REPUBBLICA” APPARECCHIA UN’INTERVISTA (SUPERATA DAI FATTI) A ANDREA AGNELLI CHE SI TRASFORMA IN UN AUTOGOL E SI TROVA COSTRETTA A CAMBIARE IL TITOLO: DA "PATTO DI SANGUE, LA SUPERLEGA ANDRA' AVANTI" A UN PIU' PRUDENTE "TRATTIAMO CON L'EUFA" - ORA IL DESTINO DEL PRESIDENTE BIANCONERO, CRITICATO SULLA “STAMPA” E’ NELLE MANI DI JOHN ELKANN CHE, COME GIÀ DAGO-RIVELATO, NON VEDE L'ORA DI SOSTITUIRLO CON L'ALTRO CUGINO, ALESSANDRO NASI...

Ettore Boffano per il "Fatto quotidiano"

 

ANDREA AGNELLI E LA SUPER LEGA - MEME

Che brutti scherzi può giocare un titolo di giornale. Soprattutto se riguarda un' intervista firmata dal direttore e, soprattutto, se fatta a un cugino del suo editore che presiede la squadra di calcio di famiglia.

 

Un pasticcio finito nel tritacarne della Superlega del calcio, proprio a due giorni dal primo anniversario del passaggio di Repubblica alla galassia Agnelli, il 23 aprile 2020, allorché Maurizio Molinari si insediò come direttore, scalzando Carlo Verdelli: defenestrato senza neppure poter firmare l' editoriale d' addio e mentre subiva le minacce dei nemici-social del giornale.

 

REPUBBLICA CAMBIA IL TITOLO DELL INTERVISTA DI MOLINARI AD ANDREA AGNELLI

È accaduto tutto nella serata di martedì scorso, quando Molinari ha deciso di intestarsi il colloquio con Andrea Agnelli, figlio di Umberto e cugino di secondo grado dell' editore di Gedi, John Jaki Elkann (nipote di Gianni), e anche "cattivo ragazzo" del peggiore oltraggio alla storia sociale del nostro Calcio. La prima edizione del quotidiano è così uscita con un richiamo in prima pagina, riportando la rivendicazione del presidente della Juventus: "Patto di sangue, la Superlega va avanti". Una situazione inedita per il quotidiano che fu di Eugenio Scalfari e di Ezio Mauro, secondo una vecchia "etichetta giornalistica" che non aveva ma visto impegnata la firma del direttore per interviste non strategiche.

 

andrea agnelli su repubblica

Poco più tardi però - quasi a conferma del vecchio detto "il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi" - , lo stesso Agnelli è stato costretto ad ammettere che il progetto era tramontato, dopo le notizie serali sulla rinuncia delle squadre inglesi: una novità già ampiamente rilanciata da tutti i siti d' informazione. In quel momento, di fronte all' impossibilità di ritirare le copie già stampate, nella seconda edizione il titolo è diventato: "La Superlega andrà avanti, trattiamo con l' Uefa".

 

Un infortunio giornalistico che, purtroppo, può capitare a tutti, ma che diventa ancora più dannoso per l' immagine di Repubblica perché legato agli interessi e agli affari della proprietà. Un problema che Molinari ha provato a esorcizzare, nella riunione di ieri mattina, con una valutazione un po' ardita: "Siamo davanti ai rivali sugli argomenti del 'caso Grillo' e della Superlega.

andrea agnelli

 

Su quest' ultima, ottima corrispondenza da Londra di Francesco Guerrera". Dunque, la débâcle sul calcio fa del male agli eredi Agnelli e anche a uno dei più prestigiosi giornali italiani, da 12 mesi nel recinto degli ex padroni di Fiat-Fca, ora nelle mani di Peugeot in Stellantis. Qualcosa che, per quanto riguarda il quotidiano, da tempo ha attirato a proprietà e direzione critiche per nulla velate: su una mutazione genetica di quel suo dna che veniva definito con la formula gobettiana e orgogliosa di "Una certa idea dell' Italia".

 

lapo elkann john elkann alessandro nasi andrea agnelli al matrimonio di john

Ma il cortocircuito di Molinari apre adesso anche altri interrogativi e proprio sugli effetti del pasticcio-Superlega. Quelli sulla permanenza di Agnelli alla guida della Juve, reduce sì da nove scudetti consecutivi e due finali di Champions (perse, però), ma anche da due stagioni deludenti e oggi, con lo scudetto quasi vinto dall' Inter, un forte dissesto di bilancio (oltre 400 milioni di euro) e infine l' avanspettacolo della Superlega. Interrogativi accentuati per paradosso dalla linea non fiancheggiatrice, in questi giorni, del quotidiano storico degli Agnelli, La Stampa di Torino, diretta da Massimo Giannini che ha fatto intervistare Evelina Christillin, amica e beniamina dell' Avvocato e membra dell' Uefa.

 

john elkann andrea agnelli

La supertifosa juventina non si è tirata indietro: "Che cosa avrebbe detto Gianni Agnelli? Si sarebbe sentito male, come quando Giraudo e Moggi gli vendettero Bobo Vieri a sua insaputa". In prima, invece, un fondo dell' ex campione bianconero (e campione del mondo in Spagna) Marco Tardelli, intitolato "Ma l' Avvocato avrebbe detto no".

 

elkann Molinari

Che farà ora Elkann: confermerà il cugino mantenendo gli equilibri tra i discendenti di Gianni Agnelli e quelli del fratello Umberto? O farà tabula rasa, per porre rimedio a una situazione finanziaria che Exor non vuole più ripianare? Una scelta non facile, visto che Andrea Agnelli e sua madre Allegra detengono l' 11,32%nella "Giovanni Agnelli BV ", la cassaforte di famiglia, e lo stesso Andrea è nel cda di Stellantis: ruolo e pacchetti azionari sempre lealmente gestiti nei momenti più difficili di Fiat-Fca e durante lo scontro ereditario tra Margherita Agnelli, i suoi figli e la madre Marella.

 

alessandro nasi john elkann alena seredova alessandro nasi

Non semplice, dunque, per Jaki, congedare Andrea, ma ancora di più per quest' ultimo restare in sella e risanare il bilancio della squadra. E adesso, per di più, azzoppato dalla figuraccia su quella Superlega che poteva essere il mezzo per recuperare milioni, trasformando la Juve in una sorta di Harlem Globetrotters per un calcio capitalistico e disneyano o, come sostengono alcuni, per realizzare il suo antico sogno di rilevare la Juventus dalla Famiglia, magari con i capitali di un "re del petrolio" extraeuropeo. Ma, come avrebbe detto Indro Montanelli, "i sogni (e anche i titoli di un giornale) muoiono all' alba".

alessandro nasi alena seredovaandrea agnellialena seredova alessandro nasi maurizio molinari a doglianiFLORENTINO PEREZ ANDREA AGNELLI 1

Ultimi Dagoreport

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...