italdonne 11

TUTTI PAZZI PER LE SORELLE D’ITALIA – NUOVO RECORD DI ASCOLTI: 6,1 MILIONI E 44,3% PER ITALIA-OLANDA. IL PRESIDENTE FIGC GRAVINA ASSICURA: "UN ANNO PER IL PROFESSIONISMO DELLE DONNE" – LA CACCIA AGLI SPONSOR, I PROGETTI PER AUMENTARE LE PRATICANTI, LA CT BERTOLINI: “L’OLANDA HA 100MILA TESSERATE PIÙ DI NOI. ECCO COME SI SPIEGA IL GAP TRA LE DUE NAZIONALI” E SUI "PREGIUDIZI DELL'ITALIANO MEDIO"... - VIDEO

 

 

Da sport.sky.it

 

italdonne 77

Il numero uno della Figc Gabriele Gravina ha parlato del futuro del calcio femminile dopo l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale: "Dovremo difenderlo e valorizzarlo. Dobbiamo gettare le basi perché a queste ragazze sia consentito il salto di qualità che meritano. È un impegno concreto che si è preso la Figc: dal 1° luglio 2020 lo status delle calciatrici cambierà. Le ragazze invocano il professionismo? E certamente ci arriveranno. Ma pensare di introdurlo oggi, consentitemelo, significa non avere idea dei rischi che questa scelta comporterebbe. Sarebbe un salto triplo, dai costi per molti ancora insostenibili.

 

italdonne 59

Noi ora abbiamo il dovere di creare i presupposti per espandere il movimento femminile, ma dobbiamo innanzitutto valutare l’impatto che un cambio di status provocherebbe sul sistema. Non possiamo esporlo al rischio di perdere partecipanti". Sulle prospettive immediate per il movimento: "Dobbiamo recuperare un gap ventennale, ciò nonostante le nostre ragazze sono riuscite ad entrare tra le prime otto del mondo. Un’impresa incredibile.

 

Nell’ultimo Consiglio federale abbiamo approvato il nuovo regolamento della Divisione calcio femminile, con un Direttivo eletto dal Consiglio federale e dall’assemblea dei club. Adesso è il momento di accantonare gli slogan e progettare il futuro con senso di responsabilità: dobbiamo darci una prospettiva dove tutele e status non prescindano dalla sostenibilità. Ripeto, oggi aumentare il carico fiscale sulle società potrebbe indurre a dolorose rinunce. Dobbiamo scongiurarlo".

 

AZZURRE OLTRE IL FILM

italdonne 17

Giulia Zonca per “la Stampa”

 

Adesso il poster da appendere in camera c' è: Gama la capitana, Bonansea che prova a dribblarsi pure l' anima, Galli e i suoi tiri da fuori area, Giuliani tra i pali, Guagni che corre sulla fascia. Forse trovare un nome, avere una faccia, non era il risultato cercato dalle azzurre, nemmeno quello sperato, ma è l' eredità più evidente di un Mondiale uscito dai radar.

 

italdonne 55

La generazione andata in campo in Francia non ha avuto punti di riferimento, esempi sì, svariate pioniere, donne in anticipo sui tempi che hanno praticato uno sport considerato proibito. Una ce l' hanno pure in casa, Elide Martini, dirigente accompagnatrice oggi, con tanto di campana per suonare la carica, e solidissima giocatrice della Lazio dei tempi arrembanti. Quando il pallone era avventura per tutti e il calcio femminile pensava di esistere per diritto. Invece no. Rare coraggiose come Morace e Panico, che nonostante le vagonate di gol hanno faticato parecchio a farsi vedere e quindi non potevano certo scatenare l' emulazione. No, la maggioranza delle azzurre ha avuto al massimo «Sognando Beckham» come spinta. Un film.

ITALDONNE

 

Naif, superficiale, tutto quel che si può dire di una commedia per adolescenti arrivata pure in Italia con un titolo al ribasso. Non si poteva «tirare come Beckham», solo immaginarlo e la nostra locandina non ha nemmeno il pallone in bella vista, eppure per le aspiranti calciatrici quello c' era. Anno di uscita 2002, Gama aveva 13 anni, l' attaccante Giacinti 8. Almeno un' idea da rincorrere. Un concetto molto vago e assai lontano dalla realtà.

I premi della Federazione Le ragazzine adesso avranno molto di più, molto meglio.

Persone reali che si sono giocate un Mondiale al di sopra dei loro mezzi, dilettanti che hanno sfiorato una qualificazione olimpica proibitiva: tre posti per l' intera Europa che ha piazzato sette squadre ai quarti. Gente che ha sfidato anche rivali ben più organizzati, come l' Australia e ha perso «contro chi ci ha superato anche perché aveva altri mezzi rispetto a noi».

 

ITALDONNE

La ct Bertolini torna sulla sconfitta: «L' aspetto emotivo è stato il nostro punto di forza, ci ha permesso di superarci e ci ha anche prosciugato». Rimaste senza benzina perché troppo coinvolte, un bel modo per farsi ricordare. Pure il mancato accesso alle semifinali è stato visto da più di sei milioni di persone in un sabato pomeriggio estivo. I tifosi, anche se improvvisati, erano tanti, ci tenevano davvero e questo è forse l' unico errore di valutazione della nostra allenatrice: «Credevo che l' italiano medio ritenesse le donne incapaci di giocare a calcio, forse il pregiudizio era meno radicato di quanto pensassi. Ho letto intellettuali che facevano marcia indietro, ho ascoltato molti uomini chiedere scusa perché avevano pensato male, vedremo».

barbara bonansea

 

A Mondiale spento bisogna creare un movimento che ora non produce abbastanza per l' alto livello. Il campionato perde squadre ancora amatoriali come il Chievo Verona Valpo e saluta l' ingresso dell' Inter, va ritarato e magari costruito su date più evidenti, «bisognerebbe occupare spazi di visibilità, trovare incastri felici come era successo allo Stadium per Juve-Fiorentina».

 

Si riparte dai quarti raggiunti con orgoglio, da premi che la federazione definisce «generosi e importanti», tutto è relativo le giocatrici possono guadagnano 30 mila euro lordi a stagione e vicino a questa cifra l' extra è di certo abbondante. Pure il contributo Fifa è raddoppiato, ma i 30 milioni di dollari continuano a impallidire vicino ai 400 degli uomini.

Si riparte dalla necessità di un professionismo che non può più essere aspettato a vuoto e dall' unico dato certo in mezzo a queste incognite: modelli da appendere al posto dei sogni. Numeri e magliette. Giocatrici vere, da guardare, seguire e imitare.

bertolini

 

MILENA BERTOLINI

Da gazzetta.it

 

Mi sento di chiedere al sistema calcio nella sua interezza di lavorare insieme per favorire l’aumento del numero delle tesserate. Se pensiamo che l’Olanda che è molto più piccola dell’Italia ha 120mila tesserate contro le nostre 20mila, ecco spiegato il gap dei quarti di finale…

italdonne barbara bonanseabarbara bonanseabonanseabonanseabonanseabonanseabonanseabonanseabonansea cr7ITALDONNE

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)