verstappen hamilton

VERSTAPPEN VS HAMILTON: SIAMO TORNATI AI TEMPI DI SENNA-PROST – IL DUELLO TRA L’OLANDESE VOLANTE DELLA RED BULL E RE LEWIS DA’ UNA SCARICA DI ADRENALINA AL MORTORIO DEL CIRCUS DELLA FORMULA 1 – L’AGGRESSIVITA’ IN PISTA DI HAMILTON, BERSAGLIATO DA INSULTI RAZZISTI, NASCONDE UNA DEBOLEZZA. NON HA UNA MACCHINA ALL'ALTEZZA DELLA RED BULL CHE AVEVA VINTO 5 GP DI FILA PRIMA DI SILVERSTONE – VIDEO

 

Daniele Sparisci per il "Corriere della Sera"

verstappen

 

La curva 9 di Silverstone ha aperto un altro Mondiale, l'attesa per l'Ungheria è bollente. La guerra a bassa intensità, combattuta da Mercedes e Red Bull a colpi di chiarimenti tecnici, dichiarazioni, insinuazioni, è diventata totale. Sottotraccia la tensione era enorme, a tutti i livelli: piloti, dirigenti, e persino meccanici.

 

Ora il rischio è una escalation come in antiche rivalità: Senna e Prost, Mansell e Piquet, Schumacher contro Villeneuve. Quando scoppia l'incendio è difficile domarlo, soprattutto se uno dei due non ha niente da perdere. Ed è Lewis Hamilton: il ricorso alle maniere forti - dell'incidente a 300 all'ora è il principale responsabile - nasconde un'ammissione di debolezza.

 

Hamilton e Verstappen

Non ha una macchina all'altezza della Red Bull che aveva vinto 5 Gp di fila prima di Silverstone. Forse Max, anziché buttarsi sul ring del primo giro, avrebbe potuto accontentarsi di un secondo posto. Guidare da calcolatore, alla Lauda, e non come se fosse stata l'ultima gara del Mondiale. Ma nella testa di un pilota ci sono equilibri complessi e sottili, alzare il piede sarebbe stato letto dall'avversario, come un gesto di arrendevolezza. C'è una lezione che Lewis non ha dimenticato, il titolo perso contro Rosberg nel 2016. L'ex compagno è stato l'unico in grado di batterlo a parità di mezzo, in quella stagione Nico andò allo scontro frontale.

Tweet razzisti contro Hamilton

 

Lewis Hamilton

Incidente allo start a Barcellona, e poi ancora in Austria. Dopo quei corpo a corpo è seguito un periodo di profonda serenità agonistica, di supremazia schiacciante: sulla Ferrari di Vettel, su Bottas. Max però ha un'altra stoffa e uno spirito guerriero. Dice di sentirsi bene dopo lo spavento, chi gli è stato accanto lo ha descritto come ansioso di prendersi la rivincita.

 

Ma dopo un colpo del genere solo il suo corpo può fornire risposte esaustive sul recupero, le avremo a Budapest quando tornerà in macchina. Su di una nuova, la vecchia è irrecuperabile e i costi dei nuovi pezzi - in un contesto di spese limitate - sono un altro motivo di preoccupazione per la Red Bull, che, a differenza degli altri team proiettati sul 2022, ha continuato a investire su questo campionato. Per vincerlo.

hamilton verstappen

 

Lewis Hamilton 2

A far infuriare l'olandese è stato poi l'atteggiamento di Hamilton nel post-gara. Niente scuse, e neanche «un mi dispiace per il contatto...» che altre volte aveva sempre detto dopo episodi simili. È la conferma di quanto sia grande la distanza fra i due. Quanto alla penalità di 10'' ha fatto discutere, ma la linea dei commissari s' ispira a principi condivisi con squadre e team principal. Si valuta la dinamica dell'incidente e non le conseguenze. Il caso Verstappen-Hamilton è stato trattato con lo stesso metro di giudizio del contatto fra Russell e Sainz durante la partenza della gara sprint.

 

L'inglese della Williams era stato punito con -3 posizioni al via, Hamilton è riuscito a vincere nonostante l'handicap cronometrico scatenando l'ira della Red Bull. Ma ieri tutte le rivalità sono saltate di fronte agli insulti razzisti sui social nei confronti del campione della Mercedes. Solidarietà da tutta la F1, la scuderia blu ha scritto: «Rivali in pista, uniti contro la discriminazione». Comincia un altro campionato, i più difficili da battere restano gli imbecilli.

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