beeple

CHRISTIE'S DEBUTTA NEL MONDO DELLA CRYPTO ART! RIELLO: LA CASA D'ASTE HA MESSO IN VENDITA UN'OPERA DIGITALE CREATA DAL "NET ARTIST" BEEPLE (VERO NOME MIKE WINKELMANN), UN GRAPHIC DESIGNER DELLA SOUTH CAROLINA - IN DATA 6 MARZO, CON RIALZI DI 100 DOLLARI ALLA VOLTA, SI PARLA DELLA POSSIBILITÀ CHE L'OPERA SUPERI AMPIAMENTE I 6.000.000 DI DOLLARI.... - VIDEO - UPDATE: L'ASTA HA CHIUSO A 63 MILIONI!

 

Antonio Riello per Dagospia

 

BEEPLE

Ore 10 del mattino del 25 Febbraio 2021, sede di Christie's a New York. Inizia l'asta (che si protrarrà fino all' 11 Marzo) dell'opera "Everydays: The First 5,000 Days". Un super patchwork digitale piuttosto pesante: 319,168,313 bytes. Non ha nè formato nè dimensioni. Non è legato un proprio supporto fisico.

 

Si tratta di una vasta raccolta di immagini digitali che copre, una per ogni giorno, gli ultimi 14 anni (ricorda curiosamente la storia, nel film" Smoke", di Auggie - Harvey Keitel - che quotidianamente fotografa, per anni, lo stesso angolo di strada). Il suo "possesso", alla fine, avverrà  attraverso un complesso algoritmo di verifica e trascrizione, molto simile a quello delle criptovalute. Solo nel primo giorno di contrattazioni ha già superato il milione di dollari.

 

BEEPLE

L'autore è conosciuto come BEEPLE (al secolo Mike Winkelmann, un graphic designer di Charleston, nella South Carolina). A prima vista un ordinarissimo nerd che produce immagini al computer, come tanti altri. In una recente intervista dice di essere cresciuto a forza di videogames e dichiara candidamente che, prima che l'intervistatore puntualizzasse che era morto nel 1892, pensava che il Signor Louis Vuitton fosse ancora vivo e vegeto.

BEEPLE

 

Ma è anche una figura di indubbio talento: sa rimescolare cronaca, cultura popolare, immaginario digitale, Techno-Kitsch, visioni post-apocalittiche di stampo New-Age.

 

Uno specchio terribilmente fedele di una parte importante della cultura Americana di questi ultimi anni, con le sue (piccole) glorie e le sue (grandi) contraddizioni. Non certo quella accademica delle elite di New York o di Los Angeles, piuttosto invece quella ingenuotta, goffa e maleducata (e anche un po' digital-fascista) propria di un ceto medio in piena crisi di identità.

 

Sorprendentemente perfino Sean Lennon (figlio di John Lennon e dell'artista Yoko Ono) sembra aver ingrossato le fila dei suoi numerosi accoliti. Nel Dicembre 2020 una immagine appartenente ad un altro lavoro di Beeple, "The Complete MF Collection" (fatto di 20 illustrazioni) ha raggiunto la bellezza di 777.777 dollari, sempre comunque in Bitcoin su Nifty Gateway's. Parliamo di un individuo che il mondo paludato della Arti Visive considerava una sfigatissima creatura aliena.

 

Lo staff di Christie's ha iniziato a pensarci su. Quando si inizia a parlare di un bel po' di soldi, l'artista "carino ma marginale" improvvisamente diventa (sempre) "brillante e decisamente interessante".

sean lennon

 

A volte per essere promossi parte del sistema bisogna percorrere strade contorte (anche se non totalmente imprevedibili). Un successo clamoroso ottenuto in qualche nicchia - in genere snobbata, come in questo caso -  permette di sdoganare tranquillamente l'artista anche in ambiti molto più impegnati.

 

Quest'asta sottolinea, che piaccia o meno, un'importante novità: l'ingresso nel mercato "alto" dell'Arte di qualcosa che non solo usa la tecnologia digitale (roba che c'è in giro da parecchi anni) ma che è tout court tecnologia digitale, costruita per funzionare su canali dedicati e per investitori di un certo tipo.

 

Da quando Internet è diventata una realtà consolidata (quindi almeno da una ventina d'anni) il secondo e il terzo mercato dell'Arte Contemporanea si è manifestato prevalentemente attraverso una multitudine di aste online, gestite da innumerevoli realtà piccole/medio piccole.

 

BEEPLE 1

Questo ha avuto, progressivamente, un effetto devastante sulle strategie classiche di controllo del mercato dell'Arte operato dal tradizionale triangolo che teneva felicemente banco almeno fin dagli anni '50 del secolo scorso: poche gallerie finanziariamente robuste (per lo più Americane, Tedesche, Inglesi e Svizzere), un paio di case d'aste internazionali, diversi musei sparsi nel mondo.

 

Il collaudato modus operandi, che  permetteva operazioni di lancio e mantenimento dei prezzi per un certo numero di artisti accuratamente selezionati, ha conosciuto in effetti una crisi. I prezzi hanno iniziato paurosamente ad oscillare, come può facilmente verificare sui siti ArtPrice e ArtNet chiunque oggi si accinga ad acquistare un'opera d'arte. Chi aveva comperato a molto poco (magari tanto tempo fa) o semplicemente chi ha bisogno di liquidità veloce, può avere la tentazione di mettere in asta rapidamente opere a prezzi talvolta ridicoli. E naturalmente questo succede sempre più spesso. Difficilissimo e onerosissimo rimediare alle basse quotazioni, soprattutto quando avvengono a raffica.

 

ANTONIO RIELLO

Da una parte, ovviamente, questo nuova situazione può essere letta come il segno positivo di un mercato più trasparente e "democratico". Intendiamoci, non che ci fosse niente di illegale o particolarmente discutibile: come in tanti altri contesti economici non regolati da legislatore, c'era semplicemente una certa naturale tendenza, come si dice in gergo, a fare "cartello".

 

Dall'altra, comunque, chi ha comperato in passato a cifre molto importanti opere d'arte inevitabilmente vede in oggettivo pericolo il futuro del proprio investimento. Questo rende, in termini generali, molto meno allettante mettere i propri soldi sul mercato dell'arte. Il rifugio distinto, sicuro e spesso opaco (basta pensare alle favolose fortune stoccate silenziosamente nel misterioso Free-Port di Zurigo) rischia di diventare un possibile "bagno-di-sangue". Forse il cartello, alla fine, non era poi tanto male....

 

riellogoodluck

Insomma, prima che una nuova inquietante obliqua minaccia - la misteriosa giungla tentatrice delle criptovalute - possa indebolire ancora di più il mercato costituito dell'Arte Contemporaneamente c'è appunto chi, con una certa dose di intraprendenza, sta provando a trasformare un potenziale concorrente in un interessato complice.

 

PS In data 6 Marzo, con rialzi di 100 dollari alla volta, si parla della possibilità che l'opera superi ampiamente i 6.000.000 di dollari....

 

 

 

 

beeplebeeplebeeplebeeple

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?