charlie hebdo

LIBERTÀ È ANCHE IRRESPONSABILITÀ? IL DILEMMA DEGLI INTELLETTUALI DOPO LA STRAGE DI CHARLIE HEBDO - IL FILOSOFO BODEI: “CI SONO VOLUTI SECOLI PER SOTTRARRE L’ARTE AL POTERE DELLA RELIGIONE. NON SI PUÒ TORNARE INDIETRO”

Stefania Parmeggiani per “la Repubblica

 

GIPIGIPI

Liberi, ovviamente. Ma anche irresponsabili? Dopo la strage di Charlie Hebdo due milioni di persone sono scese in strada per difendere la libertà di espressione. Poi sono cominciate le domande. Gli scrittori, gli artisti e gli intellettuali devono pensare alle conseguenze delle loro opere? O, come sostiene Michel Houellebecq, hanno il diritto di essere irresponsabili? Lui ha pubblicato Sottomissione senza curarsi delle reazioni, né di eventuali censure né dei fondamentalisti islamici. Charlie Hebdo è tornato in edicola con lo stesso slogan di sempre: «Giornale irresponsabile». Ma questa è veramente l’unica condizione possibile?

 

Lo abbiamo chiesto a filosofi, scrittori e artisti. «Credo che lo scrittore, in quanto scrittore, non possa fare altro che obbedire alla forma che l’opera sta assumendo nel suo cervello e nel suo corpo». Walter Siti riconosce a se stesso e ai suoi colleghi un solo dovere: «Capire quando una frase o un episodio sono dettati da una bassa voglia di notorietà, o quando invece sono necessari alla compiutezza della forma. In quel caso la frase o l’episodio deve scriverli, anche se possono apparire provocatori o politicamente scorretti». Irresponsabile quando crea, ma non come cittadino che «deve affrontare le reazioni che la sua opera suscita nella società intorno a lui, senza lamentarsi troppo. Giuste o ingiuste che siano».

 

BODEIBODEI

In fondo può sempre sperare nei tempi lunghi: «I parenti di Brunetto Latini non possono più querelare Dante per l’outing proditorio sul loro congiunto, né Dante poteva prevedere che l’aver messo all’Inferno Maometto e il genero Alì avrebbe potuto fruttargli un rogo della Commedia a Sana’a o a Mossul».

 

Anche il filosofo Remo Bodei non vuole sentire parlare di limiti: «Ci sono voluti secoli per sottrarre l’arte al potere della religione e della politica e adesso non si può tornare indietro». Non si può negoziare un diritto acquisito. «Capisco che sia un rischio andare a toccare la fede delle persone, come dice Papa Francesco, ma il problema non è nella libertà degli artisti, ma nella suscetti- bilità dei credenti». In Occidente la tolleranza non è stata una conquista facile: «Ci sono volute le guerre di religione e tanto sangue da fare girare le ruote dei mulini, ma oggi ognuno può dire ciò che vuole purché non imponga la propria opinione con la violenza o con l’astuzia».

copertina charlie hebdocopertina charlie hebdo

 

I limiti della decenza come ha detto Steve Bell, vignettista del Guardian, non possono essere codificati. E poi il buon gusto è un concetto ambiguo. Non piace a Rodrigo Garcia, il regista teatrale che come Romeo Castellucci si è scontrato con i fondamentalisti cristiani e ha portato i suoi spettacoli in teatri blindati dalla polizia.

 

Lui pensa alla pressione sociale come «a un batterio invisibile che lavora in profondità nella psiche di un artista» e, interrogato da Le Monde, si è spinto a paragonare la responsabilità «a una cellula cancerogena capace di distruggere la libertà».

 

Meglio la solitudine, quella che Gipi, illustratore e fumettista, estremizza fino al paradosso: «Secondo me gli artisti devono essere abbandonati a se stessi, non protetti, non garantiti... Non devono neanche porsi il problema della libertà perché se l’arte ha un senso è quella di aprire finestre, anche se quello che c’è al di là è scomodo. Se poi parliamo di religioni, per me è anche peggio: capisco il riguardo o la sensibilità nei confronti delle persone, ma non quello per delle creature invisibili o per delle ideologie».

Michel Houellebecq Michel Houellebecq

 

E in teatro? Dietro la maschera dell’arte ci si può prendere gioco di tutto? «Sì, su un palcoscenico tutto è lecito», ha spiegato ai lettori francesi Shermin Langhoff, direttrice del Maxim Gorki Theater di Berlino. «Penso che nessun artista o scrittore debba esitare a produrre la sua arte perché teme o pensa o immagina che possa offendere qualcuno o provocare reazioni negative», ci spiega Alan Bennett, autore inglese che nei suoi libri come nei suoi spettacoli ha messo in luce le contraddizioni della cultura britannica.

Moni OvadiaMoni Ovadia

 

«Ogni scrittore deve scrivere quello che gli detta la sua coscienza, senza cautele o autocensure». Perché come sostiene Moni Ovadia, «rappresenta solo se stesso e i lettori sono liberi o no di sceglierlo». Lui si dichiara agnostico e disinteressato al tipo di satira pubblicata da Charlie Hebdo , ma contrario a ogni forma di censura. «E poi si è già responsabili di ciò che si scrive. Lo si è nel momento in cui il tuo testo viene pubblicato o portato in un teatro, sottoposto al giudizio di chi è libero di apprezzarlo, di contestarlo, di ignorarti o di sentirsi offeso e quindi di querelarti».

 

In base alle leggi e non alla morale, come precisa Maurizio Cattelan, il provocatore dell’arte, l’uomo che in una sua celebre opera raffigurò il Papa abbattuto da meteorite: «Un giudice può condannarti per aver infranto la legge, ma solo un fondamentalista può arrogarsi il diritto di condannare a morte chi ha infranto una legge morale, perché questa è soggettiva e variabile. Gli artisti, come gli scienziati, hanno la capacità di guardare oltre i limiti imposti dalla legge morale del tempo in cui vivono. È un raggio d’azione privilegiato, che comporta da sempre dei rischi. Basta pensare a Copernico o a Galileo per rendersi conto che non c’è niente di nuovo, anzi; la storia si ripete, pur con leggere variazioni. Ieri era la scienza, oggi sono gli artisti, ma la caccia alle streghe è la stessa».

maurizio Cattelanmaurizio Cattelan

 

Di opposta opinione Michelangelo Pistoletto, artista che da sempre lavora sui concetti di libertà e responsabilità. «Due termini fondamentali legati alla creatività. La libertà totale di per sé sfugge alla realtà e ha bisogno di un contrappeso che è la responsabilità. Solo così, attraverso una libertà responsabile, l’arte può tracciare una via, una prospettiva nella società. Abbiamo acquisito un’autonomia straordinaria sul piano artistico, ma non basta. Ci vuole responsabilità perché questa libertà possa essere bene applicata. La libertà è illimitata. La responsabilità scandisce questa libertà nelle opportunità del reale. Viviamo un tempo in cui i contrasti tornano a esplodere. Dobbiamo trovare la capacità di mettere gli opposti in equilibrio. L’arte deve assumersi una responsabilità civile. Non deve approfittare della libertà per mancare di rispetto».

 

INSTALLAZIONE DI MAURIZIO CATTELAN IL PAPA COLPITO DAL METEORITE INSTALLAZIONE DI MAURIZIO CATTELAN IL PAPA COLPITO DAL METEORITE

Ancora più radicale Will Self, autore noto per i suoi racconti satirici, grotteschi e spesso provocatori. «Io difendo la libertà di espressione, ma questa non può esistere senza la responsabilità ». La sua riflessione, consegnata a un dibattito su Channel Four , è stata una presa di posizione netta nei confronti della linea editoriale di Charlie Hebdo . «Una buona satira deve colpire i potenti, e questo non è il caso dei musulmani». Per lui il settimanale francese appartiene a quella tradizione post ’68 «che provoca e poi sta a vedere cosa accade ». Irresponsabile, dunque. Come rivendica Houellebecq, ma questa volta senza orgoglio.

 

Ultimi Dagoreport

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…