you maurizio cattelan

MAURIZIO CATTELAN HA ROTTO IL CAZZO – LE SOLITE POLEMICHE PER LA SOLITA IMPICCAGIONE: SBADIGLI E GRATTATINA INGUINALE PER L’ENNESIMA ULTIMA OPERA DI CATTELAN CHE HA IMPICCATO UN MANICHINO CON IL SUO VOLTO NEL BAGNO DELLA SEDE MILANESE DI CASA CORBELLINI-WASSERMANN – AHO', SONO VENT'ANNI CHE IMPICCA LA QUALSIASI, MAGARI DEVE ESORCIZZARE LA SUA PRIMA ATTIVITA' LAVORATIVA: IL BECCHINO...

Emanuela Minucci per www.lastampa.it

 

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Usa sempre il cappio. E lo stordimento che provoca un cadavere penzolante – o un cavallo  (ricordate l’opera Novecento? Sono già passati 25 anni) –  dal soffitto. E, solleticato dall’effetto choc, rincara la dose.

 

Stavolta Cattelan ci ha messo la faccia. Ha scelto di immortalarsi nel vero senso della parola, diventando il soggetto della sua ultima opera d’arte: lui, l’artista, o meglio il suo manichino se ne sta vestito di tutto punto e con un mazzo di fiori in mano, nel bagno nella sede milanese di Casa Corbellini-Wassermann.

 

E c’è chi ancora si dice choccato. Un po’ come meravigliarsi di riemergere da mare con il costume bagnato. YOU è l’eterno ritorno cattelaniano dell’uguale. Fin rassicurante. Cade a 23 anni di distanza dall’ultima esposizione in quegli stessi spazi. In particolare questa installazione ricorda molto quella del 2004 con i tre bambini-fantoccio impiccati a un albero nel pieno centro in Piazza XXIV Maggio, che fu realizzata per la Fondazione Trussardi. Spiegano in galleria: «Questo nuovo intervento di Cattelan afferma la morte dei grandi poteri, mentre infonde una nuova energia nella forza dell'individuo. Nonostante si cerchi di creare una distanza tra l'opera e lo spettatore, YOU di Maurizio Cattelan è sicuramente tutto su di noi».

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Da Wojtyla colpito dal meteorite a Hitler in ginocchio

L’artista  ha realizzato molti manichini provocatori nella sua carriera: da quello di Wojtyla colpito dal meteorite al piccolo Hitler in ginocchio, fino a quello di un Cattelan versione mignon seduto al banco di una scuola con le mani inchiodate. Per non parlare di A perfect day (1999), un’opera vivente in cui il gallerista milanese Massimo De Carlo, fu costretto a stare per un’intera giornata appeso alla parete della propria galleria con il nastro adesivo. Al finire del vernissage, l’uomo fu ricoverato privo di sensi. L’opera voleva evidenziare come ci fosse per Cattelan un bisogno recondito di intrappolare gli stessi galleristi che ostacolavano, con le loro richieste e le loro politiche, gli artisti e la loro espressione spontanea.

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A metà tra l’allucinazione e un gesto che è di benvenuto e addio insieme, YOU sarà in mostra fino al 25 giugno 2022 e ha suscitato moltissime polemiche non appena è apparsa. Eppure secondo il critico Nicolas Ballario «si tratta di una resa gentile di chi non se la sente di toccare terra a piedi nudi. La soluzione è drastica, definitiva. È il paradosso di una violenza delicata. Maurizio continua a essere il migliore».

 

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Dopo la grande retrospettiva di Maurizio Cattelan all'Hangar Bicocca, YOU è l'ultima mostra dell'artista di Padova. L'opera è stata realizzata nel 2021 per la Galleria Massimo De Carlo in silicone platino, fibra di vetro, acciaio inossidabile, capelli veri, vestiti, corda di canapa e fiori. «YOU è un'allucinazione, un'immagine simultanea di controllo e fallimento. Un generoso gesto di benvenuto o un triste e inevitabile addio che esplora il ruolo dell'individuo nell'ambito collettivo: un'ammissione di resa, o forse un'affermazione di gentilezza», si legge nel comunicato stampa della Galleria Massimo De Carlo.

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