simbolo croce

IL MIGLIOR BRAND DEL MONDO: LA CROCE - ACHILLE BONITO OLIVA: “CON QUESTO SEGNO LA CHIESA HA INTRODOTTO L'USO PUBBLICITARIO, CAPACE DI PARLARE ALLE FOLLE - LA FALCE E IL MARTELLO? LA SPERANZA DI UNA TRASFORMAZIONE DEL MONDO A LIVELLO ECONOMICO. LA COCA-COLA, SIMBOLO DEL CONSUMISMO AMERICANO - PICASSO È IL GRANDE CANNIBALE DEL XX SECOLO, HA SINTETIZZATO, UTILIZZANDO TUTTI GLI STIMOLI: GUERNICA E’ IL PRIMO MANIFESTO DI PROPAGANDA POLITICA - L'ICONA DELLE AVANGUARDIE? DE CHIRICO - L'ESPRIT DE GÉOMETRIE NELL'ARTE EUROPEA? MONDRIAN. L'ESPRIT DE FINESSE, MATISSE"

Achille Bonito Oliva per “la Repubblica – Robinson”

 

achille bonito oliva

Ritengo che rimanga come codice, anche nel XXI secolo, la croce, quella croce che apparve in sogno a Costantino con la scritta: « In hoc signo vinces » , quella croce che viene ribadita dalla durata e dalla persistenza dell'unica grande monarchia che ha sfidato duemila anni di storia, che è la Chiesa cattolica con la sua sede in Vaticano e con il suo re assoluto che è il Papa.

 

Con questo segno della croce «In hoc signo vinces», credo che la Chiesa abbia introdotto, proprio attraverso questo simbolo, l'uso pubblicitario, penetrante capace di parlare alle grandi folle: infatti con la croce Costantino non è che si armò di una protesi militare, ma di una fede che sconfisse i nemici.

 

croce fiamme 2

Oltre alla croce, abbiamo come codice contrapposto nella prima metà del secolo scorso, la falce e il martello, che designa simbolicamente la speranza di una trasformazione del mondo a livello strutturale cioè economico, a livello sovrastrutturale, per quanto riguarda i concetti di uguaglianza e parità sociale.

 

Questo codice ha dominato anche indirettamente il lavoro di ricerca dell'arte delle avanguardie storiche, in quanto ha dato ad alcuni l'illusione che si potesse fiancheggiare la rivoluzione politica attraverso la rivoluzione linguistica.

Crocefissione di Gesu

 

Un altro è sicuramente rappresentato dalla Coca-Cola, che a mio avviso assume, proprio come era stato per la croce nel sogno di Costantino, il posto di un sogno universale che parte dal consumismo americano e si diffonde attraverso il potere militare ed economico dell'America nel resto del mondo. La Coca- Cola non è più una bevanda dissetante ma è lo status symbol di un popolo che, attraverso di essa, non solo si disseta, ma si nutre; dunque la Coca- Cola come icona di una strategia di diffusione mondiale.

 

Nel momento in cui un prodotto acquista una sua diffusione mondiale e designa anche il potere che la sostiene alle spalle, automaticamente non è più pubblicità di un segno ma è rappresentazione di un universo.

falce e martello

 

Ovviamente mi pare che in termini artistici, il movimento che meglio abbia saputo raccogliere la presenza di questi segni sia la Pop Art americana, che rende bidimensionale la profondità simbolica, che screma la metafora di ogni senso allusivo e ne riproduce semmai la sintassi, la grammatica visiva. In questo modo la Pop Art in fondo sposta e fa viaggiare il simbolo nella direzione della telematica, dell'immagine bidimensionale e televisiva, dove appunto la mancanza di spessore permette, ancor di più, al singolo modello, di viaggiare e di penetrare velocemente assottigliato nelle sue forme di origine bidimensionale.

babbo natale coca cola 3

 

A differenza della Pop Art che ha giocato su simboli esterni alla cultura, la Transavanguardia ha giocato a citare invece i segni interni della cultura, ha giocato sul nomadismo culturale e ha citato gli stilemi dell'arte del passato, degli artisti delle avanguardie storiche, e li ha riprodotti in un quadro dinamico di intreccio, di contaminazione, di assemblaggio e di riconversione, scremando ancora una volta attraverso la citazione questi segni di ogni allusione utopica e riportandoli invece nel consumo del nostro presente.

 

Picasso

La Transavanguardia rappresenta proprio la strategia che contrappone alla citazione del codice commerciale americano, la citazione del segno culturale di marca prettamente europea, capace di indicare un tracciato storico dell'arte che abbiamo alle spalle, contrapposto invece, al piccolo cammino, per quanto riguarda la storia dell'arte, che la cultura americana ha potuto fare dalla sua indipendenza.

 

Picasso rappresenta, con tutto il suo lavoro, un esempio indiscutibile del nomadismo culturale; è un artista di grande attualità, è il grande cannibale del XX secolo, è quell'artista che ha sintetizzato, utilizzando tutti gli stimoli, non solo lavorando col futuro, ma anche riprogettando il passato iconografico dell'arte, citando, assorbendo, modificando, ampliando gli stilemi che gli derivavano dall'arte del passato, riattualizzandoli in un quadro visivo estremamente dinamico e capace ancora di parlare a tutti noi; io direi che, se dovessi individuare un'icona per l'arte europea, individuerei, per quanto riguarda il discorso politico, in Guernica, il primo manifesto di propaganda politica.

la Guernica Picasso al palazzo di vetro Onu

 

Picasso, è un artista che ha saputo mediare con delicatezza la ricerca di marca cubista con il discorso di una sua comunicazione sociale allargata ad una collettività internazionale traumatizzata dalla tragedia del bombardamento di Guernica. Se dovessi pensare ad un'icona capace di rappresentare le avanguardie del XX secolo, penserei ad una grande piazza di de Chirico, laddove il grande artista metafisico ripropone la prospettiva rinascimentale come misura del vuoto e non più del pieno che la storia riusciva a dare di sé nel Rinascimento.

 

de chirico tefaf

Se dovessi ancora indicare l'esprit de géometrie nell'arte europea penserei naturalmente a Mondrian, per l'esprit de finesse penserei a Matisse, e se dovessi pensare al primo artista capace di contrapporre una strategia a Picasso interna all'arte e anche piena di prospettive, individuerei Duchamp, in particolare, in quella famosa fotografia fattagli da Irving Penn con le mani conserte, in un angolo, con un sorriso come quello della Gioconda, a dichiarare lo scacco che può produrre l'arte attraverso i suoi scatti linguistici, ed anche lo scacco che lui stesso riceve per il fatto che dovrà anche subirla, la morte.

 

Il rapporto tra artisti storici, quelli che hanno fatto del codice una bandiera ideale e formale e artisti che in qualche modo si ispirano a forme riconoscibili non dipende molto dalle radici culturali. Nel caso di Beuys la citazione della croce è imbevuta di cultura esoterica e di profondità romantica di spirito schilleriano; nel caso di Cucchi abbiamo un felice nomadismo che lo porta a citare la croce come necessità linguistica all'interno di un'economia iconografica dove la croce rappresenta sé stessa e un supporto, in fondo, spirituale dell'opera.

GIORGIO DE CHIRICO BY SANDRO BECCHETTI

 

Riguardo all'individuazione degli itinerari delle ultime generazioni, a me pare che nella fase attuale dell'arte ci sia una citazione raffreddata, con una disinvoltura quasi pubblicitaria, cioè l'artista diventa come un copyrighter che utilizza ogni segno, anche del passato, pur di rafforzare la tenuta della propria immagine, ma credo che sia una pura astuzia. Mi pare che ci troviamo di fronte, in questo momento, a un itinerario parlato da un tempo che sembra promettere un permanente presente, più che un futuro.

 

QUADRO MONDRIAN

 Il codice e la metafora sono dei siluri che viaggiano dal passato al presente per rivolgersi al futuro. Sono mappe, travestimenti dell'iconografia, per sfuggire alla comprensione del proprio tempo e aspettare un futuro migliore. La via d'uscita in questo panorama è rispettare il movimento eccellente dell'arte, che può, nel tempo, riproporre delle proprie cadenze interne, capaci di cogliere la profondità dell'immagine, seppure attraverso la citazione.

MARCEL DUCHAMPbabitz duchamp partita a scacchi

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...