2024riello

TRA MOGLIE E MARITO NON METTERE…L’ARTE – IL MUDEC DI MILANO OSPITA UNA RICCA RASSEGNA SU NIKI DE SAINT PHALLE, CON LE SUE OPERE PIÙ GRANDI PER CUI È FAMOSA: CORPI FEMMINILI ROTONDI REALIZZATI CON CERAMICHE COLORATE E MOSAICI DI SPECCHI. E POI DISEGNI, COLLAGE, VIDEO – IN CONTEMPORANEA, PIRELLI HANGAR BICOCCA METTE IN MOSTRA LE CREAZIONI DI JEAN TINGUELY, IL SECONDO MARITO DI NIKI DE SAINT PHALLE – ANTONIO RIELLO: “TINGUELY È CAMPIONE INDISCUSSO DELL'ARTE CINETICA, UN ARTISTA-MECCANICO CHE COSTRUISCE IMPROBABILI, FUNZIONANTI E FASCINOSI MARCHINGEGNI…”

Antonio Riello per Dagospia

 

niki de saint phalle10

Il Mudec di Milano ospita una considerevole rassegna di opere (110) di Niki de Saint Phalle, curata da Lucia Pesapane. Chaterine-Marie-Agnès Fal de Saint Phalle (1930-2002), meglio nota appunto come Niki de Saint Phalle, è stata un'artista tormentata, compressa tra le esigenze borghesi della famiglia (non prive di ombre sinistre) e il desiderio di libertà anticonformista.

 

Caratterizzata da una personalità esuberante ha elaborato, nel corso degli anni, un proprio linguaggio decisamente riconoscibile. Molti probabilmente ricordano le sue splendenti ed enigmatiche installazioni nel "Giardino dei Tarocchi" di Garavicchio oppure la allegra Fontana Stravinsky vicino al Centro Pompidou di Parigi.

 

niki de saint phalle 04

In realtà la sua ricerca ha saputo testimoniare con innata eleganza questioni importanti (e attualissime) legate alla condizione femminile nel campo delle Arti. E' stata, anche su un piano strettamente personale, molto sensibile a ai diritti delle persone più fragili (in anni in cui questo non era affatto quasi-obbligatorio per gli artisti).

 

La mostra è varia. Non mancano le opere di grandi dimensioni per cui è particolarmente nota (come "Les Trois Graces" o "Nana" del 1981): corpi femminili realizzati con ceramiche colorate e mosaici di specchi. Ma ci sono soprattutto opere medio/piccole (comunque altrettanto importanti). Disegni, maquette, bozzetti, collage, edizioni, installazioni in gesso e legno, progetti di arte applicata, testimonianze video.

 

niki de saint phalle 00

Visibili sono anche alcuni esemplari della serie dei "Totem". La sua Arte fa evidentemente uso degli stilemi del Nouveau Réalisme - in voga negli anni in cui inizia a creare - ma li ri-elabora con un brillante taglio personale. Insomma l'artista franco-americana riesce particolarmente bene a coniugare urgenze etiche e soluzioni estetiche: evita accuratamente le tentazioni retoriche. Niente ripetitive liste di lamenti o facili slogan per trasformare le esigenze politico/concettuali in istanze poetiche.

 

E' possibile vedere, sempre al Mudec, una collezione di abiti di Dior che l'artista aveva usato nella sua iniziale attività di indossatrice. Ci si fa insomma un'idea delle tante sfaccettature di questo straordinario personaggio.

 

jean tinguely rotozaza

Il secondo marito di Niki de Saint Phalle, fin dal 1971, è stato Jean Tinguely (1925-1991). In perfetta sintonia temporale, Pirelli HangarBicocca esibisce a Milano una imponente rassegna dell'artista svizzero. La sua ultima grande esposizione italiana, "Una magia più forte della Morte", risaliva ai tempi della gestione FIAT di Palazzo Grassi (1987).

 

Pontus Hulten (amico e massimo esperto della sua opera) curò la gloriosa mostra veneziana. La personale milanese è invece opera del lavoro di Camille Morineau, Lucia Pesapane, Vicente Todolì e Fiammetta Griccioli.

 

tinguely 01

Tinguely è il campione indiscusso dell'Arte Cinetica. Sostanzialmente è un artista-meccanico che costruisce improbabili, funzionanti e fascinosi marchingegni. Nelle fotografie appare sempre con tute da officina sporche di olio da motori. E forse la tradizione elvetica per orologi ed ingranaggi (che sicuramente ha respirato fin da piccolo) non è stata irrilevante. Fatto sta che tutte le sue macchine, dalle più semplici alle più complesse, hanno tutte un significativo fattore umanistico.

 

Il nodo non sta dunque nel meccanismo che si muove (seppure fantasmagorico e stupefacente) ma nell'interazione che esiste tra il congegno e la società. "Civiltà della Macchine" (era anche il nome di una celebre rivista fondata nel 1953) suona molto bene come parola-chiave per il suo lavoro.

 

tinguely 08

L'ampiezza degli spazi della Bicocca non solo dà la possibilità, finalmente, di vedere le sue opere di maggiori dimensioni ma anche di ambientarle in un appropriato contesto di Archeologia Industriale. Lui probabilmente avrebbe apprezzato.

 

"Trycicle" (1954) e "Mèta-Herbn" (1955) sono tra le sue prime realizzazioni. Sculture-macchina ancora in qualche modo legate alle Avanguardie Storiche. Più mature "Cercle et carré-èclatès" (1981) e "Meta-Maxi" (1986): opere giganti e appaiono come delle catene di montaggio industriali in azione. Il suono/fracasso che fanno è una parte decisiva dell'esperienza. Con "Rotazaza n 2" (1967) Tinguely re-inventa un nastro trasportatore che non ha lo scopo di spostare delle bottiglie di vetro ma che invece, semplicemente, le rompe una ad una.

 

"Mèta-Matic n. 10" è invece una sorprendente macchina automatica per disegnare. Ma non quei plotter digitali che siamo abituati a vedere. Qui è tutto analogico (cinghie, ruote, catene, alberi a camme, motori elettrici, matite). La presenza degli spettatori è fondamentale perché sono loro che attivano la macchina e il processo meccanico-creativo.

 

tinguely 14

Altre macchine (come "Gismo") sono fatte con prodotti di scarto e nascono come una denuncia del consumismo degli anni '60. Oggi, per ragioni diverse, rigenerazione e riciclo sono parole emblematiche del nostro tempo. L'inventore-artista qui è stato davvero profetico.  Altra intuizione: alcune opere che Tinguely realizza sono fatte per autodistruggersi dopo un certo tempo di attività. Assistiamo inoltre alla combinazione di parti metalliche in movimento con elementi organici (bucrani, ossa animali e parti di alberi). Ecco l'idea del Cyborg.

 

tinguely 09

La serie "Baluba" (1962/1963) tocca dinamiche di sfruttamento coloniale e di identità etnica. Africa, Congo e molto altro. Potrebbe essere stata fatta da un artista "impegnato" di adesso.  Una giocosità diffusa e inarrestabile fa da minimo comun denominatore di tutte le sue opere. La temperie drammatica della fabbrica viene tramuta in una sorta di Luna Park (qualche volta quasi minaccioso).

 

Perfino i protagonisti della Filosofia non sfuggono all'ironia tagliente di Tinguely. Poi ci sono opere-in-movimento-immobili fatte di lampadine multicolori ("L'Odalisque" 1989, "Mackay Messer" 1991, "Mercedes" 1991, "Vive Marcel Duchamp" 1991). E installazioni dedicate appositamente ad una grande (e abbastanza prevedibile) passione dell'artista: le auto da corsa di Formula 1 ("Pit Stop" 1984, "Shuttlecock" 1990).

 

Antonio Riello - Tinguelizzazione

"Le Champignon magique" (1989) che chiude la mostra è stata fatta "a quattro mani" assieme a Niki de Saint Phalle. Nel loro caso è difficile capire chi ha influenzato chi. Sia di movimento che di colore ce ne sono in abbondanza. Erano una coppia bellissima.

Si chiude con i souvenir fotografici dell'eccezionale installazione, "La Vittoria", che Tinguely aveva pensato per Milano nella centralissima Piazza Duomo.

 

Una irripetibile performance anarco-ironica: una enorme scultura fallica capace di distruggersi eruttando fuochi di artificio sulle note della canzone "O Sole Mio". Sembra impossibile, ma accadde per davvero il 29 Novembre del 1970 di fronte al Duomo. Durò tre quarti d'ora.

 

Niki de Saint Phalle

MUDEC (Museo delle Culture)

Via Tortona 56, 20144 Milano

fino al 16 Febbraio 2025

 

tinguely vive la muerta

Jean Tinguely

Pirelli HangarBicocca

Via Chiese 2, 20126 Milano

tinguely la vittoria 2pirelli hangarbicoccatinguely jean la vittoriajean tinguelyjean tinguely 1988 photo by vera islerniki de saint phalle 07tinguely la vittoria milano 1970tinguely gismoniki de saint phalle 11niki de saint phalle 13niki de saint phalle portraittinguely 11tinguely schizzo per la vittoriatinguely 04tinguely 02tinguely in front of the duomotinguely 06garavicchio giardino tarocchi 02garavicchio giardino dei tarocchi 01tinguely ritratto

fino al 2 Febbraio 2025

Ultimi Dagoreport

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...

john elkann andrea agnelli ardoino devasini juventus

FLASH – VOCI DA TORINO: JOHN ELKANN POTREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI VENDERE LA JUVENTUS PER UNA CIFRA VICINA AI 2 MILIARDI DI EURO (DEVASINI E ARDOINO, I DUE PAPERONI A CAPO DI TETHER, IL COLOSSO DELLE STABLECOIN, AVEVANO OFFERTO 1 MILIARDO) - NEL CASO IN CUI L’AFFARE ANDASSE IN PORTO E I DUE CRIPTO-RICCONI RIUSCISSERO A PAPPARSI LA SOCIETA’, ANDREA AGNELLI POTREBBE ENTRARE NEL CAPITALE CON UNA PICCOLA QUOTA E AIUTARE NELLA GESTIONE DELLA SQUADRA: SAREBBE IL LINK CON LA FAMIGLIA AGNELLI E CON IL PASSATO "GOBBO”…

matteo salvini tedofori milano cortina

A PROPOSITO DI… SALVINI – IL CAPOSTAZIONE DELLA LEGA È ARRIVATO PUNTUALE NEL DIRE LA SUA SUI TEDOFORI DI MILANO CORTINA. UN CASO CHE HA PRESO “A CUORE” - PER LA CARNEVALATA ORGANIZZATA DA MALAGÒ, LO SPONSOR HA REALIZZATO ALTRETTANTE TUTE TERMICHE, BEN PRESTO FINITE IN VENDITA PER MIGLIAIA DI EURO NEI SITI DI “SECONDA MANO”. SE LA MORALE SPESSO NON URTASSE LE COSCIENZE, VERREBBE DA CHIEDERE AL MINISTRO SALVINI CON IL “CUORE IN MANO” SE QUELLE TUTE TERMICHE DATE AI TEDOFORI NON AVREBBERO POTUTO SALVARE LA VITA DEL VIGILANTE MORTO DAL FREDDO IN UN CANTIERE OLIMPICO A CORTINA…

donald trump free iran

DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO

gio scotti

COME MAI LA BELLISSIMA GIO SCOTTI, MODELLA E INFLUENCER ITALIANA DI 19 ANNI, È DIVENTATA SUO MALGRADO UN’ICONA DELL’ALT-RIGHT AMERICANA? – LA RAGAZZA, CHE HA QUASI 3 MILIONI DI FOLLOWER SUI SOCIAL E A QUANTO PARE NON HA MAI ESPRESSO PUBBLICAMENTE OPINIONI POLITICHE, GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, È STATA PRESA IN PRESTITO DA SUPREMATISTI, “INCEL” E “GROYPERS” COME SIMBOLO DELLA BELLEZZA “ARIANA” E OCCIDENTALE - A SUA INSAPUTA, LA RAGAZZA E' DIVENTATA STRUMENTO DI UNA "GUERRA CULTURALE" CHE DIFFONDE IDEE ESTREMISTE E INQUINA IL DIBATTITO FOMENTANDO ODIO