franceschini

NESSUNO VUOLE RIMANERE IN UN LUNA PARK QUANDO ''LE GIOSTRE CHIUDONO'' (DEDICATO A FRANCESCHINI) - L'EX DIRETTRICE DELLA GALLERIA BORGHESE ANNA COLIVA SALE IN CATTEDRA: "L'INEFFICACIA NEL GOVERNARE I CONTRAPPOSTI INTERESSI TRA USO TURISTICO E USO FUNZIONALE DELLA CITTÀ HA LASCIATO DEVASTATE LE COSIDDETTE "CITTÀ D'ARTE" - E AVVERTE: "LA QUANTITÀ DI BENI CULTURALI DI PER SÉ NON PRODUCE CULTURA, ESATTAMENTE COME LA QUANTITÀ DI RISORSE NATURALI NON PRODUCE DI PER SÉ RICCHEZZA E SVILUPPO..."

Anna Coliva per "Il Sole 24 Ore"

 

galleria borghese anna coliva

Un'Italia desolata in cui «pochi abitanti vagano per le strade deserte di antiche città». Lo scenario descritto da Lucano al tempo di Nerone e da poco rievocato da Giulio Meotti sul «Foglio» è la migliore immagine del nostro presente. Piazze e monumenti vuoti. Le folle incontrollate che rendevano invivibili i più celebri luoghi italiani sono scomparse, lasciandoci annichiliti.

massimo osanna e dario franceschini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'inefficacia nel governare i contrapposti interessi tra uso turistico e uso funzionale della città e i conflitti con i residenti ha lasciato devastate le cosiddette "città d'arte", i "centri storici" secondo i lessici da pro loco adottati dal culturame retorico, che escludono dall'organismo urbano quanto non è confinato nella sua antichità turistizzabile.

colosseo

 

La definizione esatta di queste città è invece data dagli studi avanzati di sociologia del turismo: "parchi tematici", non-luoghi, privi di vita autonoma, di connotazione o carattere urbano se non quello derivato dall' eccezionalità dei monumenti.

 

Premessa per un consumo e uno sfruttamento parassitario della storia che rende i beni culturali oggetti, feticci isolati dalla vitalità del metabolismo civico. Alla fine estraniati dalla cultura e dalla sua inesauribile, irresistibile contemporaneità.

 

 

 

dario franceschini a cinecitta'

La quantità di beni culturali di per sé non produce cultura, esattamente come la quantità di risorse naturali non produce di per sé ricchezza e sviluppo, e i "petrostati" sono lì a dimostrarlo.

 

Per produrre ricchezza culturale è inevitabile mettere i beni al centro della ricerca avanzata per renderli attuali e vitali, in grado di attirare energie espansive; porre arte e cultura a perno della strategia di crescita riesce ad attrarre investimenti e non solo i sussidi in perdita che l'hanno resa residuale. Se non si produrrà profitto in termini di pensiero, ricerca, innovazione e quindi di ricchezza la rendita di quel patrimonio residuo verrà erosa.

 

FRANCESCHINI 2

Pur muovendo molto denaro e dando alti profitti, il turismo è un'attività ma non un'industria come sarebbe salutare per la crescita di cultura ed economia: le città d'arte ridotte a malinconici luna park abbandonati lo dimostrano.

 

L'inconsapevolezza del decisore politico, dell'arbitro e dell'amministratore pubblico e l'impreparazione, hanno creato carenze e vuoti riempiti da minuti e disordinati interessi.

 

Ristabilire il primato della cultura anche sul patrimonio artistico guiderebbe il turismo a modi di sviluppo diversi dallo sfruttamento, a soluzioni strutturalmente innovative nella peculiarità di adesione ai luoghi monumentali; sarebbe l'evoluzione per cui conservazione e sviluppo non debbano più essere due entità antagoniste.

 

roma deserta per capodanno

La possibilità di una ripresa richiede di fondare la cultura del turismo su solide basi di analisi e ricerca come è altrove, su studi altamente specialistici da scienza quale è, non attività da pro loco per l'hotellerie.

 

Solo una disciplina con basi analitiche di scienza può essere in grado di comprendere perché, date le medesime condizioni mondiali di caduta del turismo, l'Italia presenti i caratteri di una catastrofe incomparabile con le maggiori capitali europee che detengono il primato mondiale dell'industria e dell'economia del turismo e dove il blocco dei grandi flussi ha ridotto, ma non ha spento la vita.

 

roma deserta

La ragione è che quelle sono città che vivono della propria attualità e personalità viva, che offrono soprattutto se stesse e la realtà multiforme della loro vita sociale e di un'alta offerta culturale, dove sono percepiti come attrattivi i monumenti ma anche lo stile della vita quotidiana.

 

La reazione dev'essere energica partendo dalla capitale, dando voce all'urbanistica che in Italia è una scienza esclusivamente teorica, tralasciata dalla classe politica al pari della scienza del turismo.

 

roma deserta

Una politica culturale adagiata nella monocultura del turismo di sfruttamento ha prima espulso dalle città i suoi abitanti poi qualunque attività produttiva non parassitaria, a volte para-legale, abolendo tutte le altre funzioni e provocando l'attuale devastazione urbanistica e sociale: che sono cose coincidenti. Senza neppure il vantaggio del plauso da chi ha speculato su basso commercio e zero imprenditoria e che ora piange sul latte versato ma impedisce ogni riforma.

 

roma deserta per l'emergenza coronavirus 2

Va invece stabilito un patto di riconoscimento leale delle legittimità dei diversi interessi da parte di un arbitro pubblico che non divenga giocatore, non entri in una delle squadre e non usi slealmente il potere normativo che detiene, favorendo per esempio interessi minuti e di parte con orientamenti sentimental-populisti.

 

roma deserta per l'emergenza coronavirus 3

Quello che appassiona dei luoghi-città è sentirsi parte di una vitalità contemporanea e attuale capace di suggestionare e generare comportamenti imitativi, che non sono quelli per i gladiatori. Nessuno vuole rimanere in un luna park quando chiudono le giostre.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”