idoli sacri

IN PRINCIPIO ERA LA DEA MADRE – STATUETTE PALEOLITICHE, CORPI FEMMINILI, TOTEM: SONO I REPERTI DELLA MOSTRA "IDOLI" A PALAZZO LOREDAN A VENEZIA CHE METTE A CONFRONTO LE IMMAGINI FEMMINILI SACRE E ICONICHE DI DIVERSE CULTURE – LE MODELLATURE STILIZZATE E LE FIGURE A FORMA DI VIOLINO SEMBRANO PERÒ APPARTENERE A UN MODELLO PREESISTENTE, COME SE…

1 – LA FORZA DELLA DEA MADRE

Patrizia Giancotti* per il “Corriere della Sera – Arte”

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan

In principio era la Dea Madre. Ce lo suggeriscono statuette paleolitiche, corpi femminili concepiti come centri di forza divina, la cui fecondità è connessa alla fertilità della terra. Sono proprio le ieratiche forme di queste antenate divinizzate ad accogliere per prime chi entra a Palazzo Loredan per visitare la mostra «Idoli. Il potere dell' immagine». A Venezia.

 

Gli ideatori dell' esposizione, (Idoli, dal greco eìdolon cioè immagine, ma anche apparizione, divinità, totem, antenato), hanno infatti moltiplicato il potere evocativo dei cento preziosi reperti provenienti da musei e collezioni di mezzo mondo, facendoli specchiare nella laguna.

 

Promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, e curata da Annie Caubet del Musée du Louvre, l' esposizione è anche un salto nel tempo e nello spazio. Inti Ligabue, Presidente della Fondazione dedicata al padre, l' affermato imprenditore ed esploratore-paleontologo, spiega che la mostra parte da un primo nucleo di quattordici pezzi appartenenti alla collezione di famiglia e che tutte le opere sono state realizzate da artisti vissuti tra il 4000 e il 2000 avanti Cristo, operanti su un territorio che si estende dalla penisola Iberica alla valle dell' Indo.

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 7

Ecco i primi idoli «a placca» , ricorrenti nei corredi funebri, vademecum per l'attraversamento finale, con accompagnamento o meno di spiriti tutelari e occhi supplementari per orientarsi nell' aldilà. Dalla Sardegna del V millennio a. C., arriva la matrona seduta a suggerire la pienezza soddisfatta di una sospesa immobilità meditativa; la donna geometrica della necropoli a domus de janas che le sta accanto, è in piedi a occhi chiusi e sembra guardarsi dentro; quella di Turriga è in ascesa, iscritta all' interno di un impianto cruciforme, a ben vedere, alata; mentre dalle Cicladi viene l' enigmatica donna seduta a gambe incrociate.

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 6

Alcuni elementi, come le modellature stilizzate di fianchi, vita e petto, col lungo collo, dette «figure a forma di violino», si ritrovano in diversi siti molto distanti tra loro, come scaturiti da un comune modello preesistente, direbbe Jung.

 

È il caso degli «idoli a occhi»: dilatati, circondati da raggi, sottolineati da linee, doppi e quadrupli, uno dentro l' altro, sembrano spalancarsi per vedere più di ciò che si vede, lenti magiche che proiettano il loro raggio d' azione oltre il buio dell' ignoto.

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 5

Indecifrabili sono gli idoli «osservatori delle stelle» dell' Anatolia occidentale, la loro testa rivolta verso il cielo è un ovale orizzontale, come quella di Eta Beta o di altri lontani abitanti del cosmo.

 

Molte le figure bisessuate, come la Dama di Lemba ritrovata a Cipro, prima di passare alla rappresentazione maschile del potere, e a idoli che, dalla Siria alla Mesopotamia, incarnano la forza fisica, il re sacerdote in nudità eroica. Dall' Iran, arrivano i capolavori della Civiltà dell' Oxus, che esprimono in una decina di centimetri una impressionante maestria da miniaturisti.

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 4

Tra questi spicca la «Venere Ligabue», dal viso candido e il grande abito in clorite, di cui Giancarlo Ligabue, che le dedicò approfonditi studi, andava particolarmente fiero. Della sua collezione anche la terracotta del Belucistan, la ragazza che sospesa in una fluida dimensione estatica, sorride e chiude la mostra.

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 4

A fine percorso, l' arcaico astrattismo di questi artisti senza nome, sembrerà coincidere con la modernità formale delle avanguardie del novecento, che infatti ad esso si sono ispirate, come lo hanno fatto Modigliani, Mirò, Klee, Picasso e tanti altri.

Molti di questi oggetti, pur facendo trapelare la loro aspirazione metafisica, rimangono però chiusi nel loro mistero.

 

Viene in mente l' esperimento dell' antropologo che portò un monitor nell' alto Xingu in Brasile e schiacciando play fece apparire di fronte agli occhi attoniti degli indios una serie di eventi a loro sconosciuti: l' allunaggio, l' attacco alle torri gemelle, un concerto rock. Quando apparve l' immagine diafana della Callas che intonava «Casta Diva», l' intensità dell' attenzione cambiò di frequenza, diventando ammirazione stuporosa, commozione.

 

Interrogato, il cacique di una delle ultime tribù native del pianeta, dichiarò: «Non conosciamo nulla di questa donna, non sappiamo il significato del suo canto, ma sappiamo che è sacro».

 

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan 3

Si prova lo stesso di fronte a queste profonde espressioni dell' animo umano, che da migliaia di anni continuano, silenziosamente, a parlarci.

 

 

*Patrizia Giancotti è antropologa, scrittrice e autrice. Ha svolto le sue ricerche di antropologia visiva in Italia e all' estero, particolarmente in Brasile, dedicandosi allo studio dei poteri femminili tra le sacerdotesse del candomblé di Bahia e allo sciamanesimo amazzonico. L' ultimo suo libro è «Filoxenia, l' accoglienza tra i Greci di Calabria» (Rubbettino).

 

2 – La guida

la mostra sugli idoli sacri a palazzo loredan

Dal “Corriere della Sera – Arte”

 

 «Idoli. Il potere dell’immagine», a Venezia all’interno dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti in Campo Santo Stefano, (fino al 20 gennaio 2019) comprende oltre 100 opere tra Occidente e Oriente, dalla penisola Iberica alla Valle dell’Indo, dalle porte dell’Atlantico fino ai remoti confini dell’Estremo Oriente, dal 4000 al 2000 a. C. Promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue e curata da Annie Caubet, conservatrice onoraria del Musée du Louvre, propone un viaggio nel tempo e nello spazio: il primo confronto dall’Oriente all’Occidente, di opere raffiguranti il corpo umano del 4000-2000 a.C.

 

 

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO