new york coronavirus

''LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL'' È UN TRENO IN ARRIVO - NEW YORK SI PREPARA A SCAVARE FOSSE COMUNI NEI PARCHI, MENTRE IL PRESIDENTE PREDICA OTTIMISMO E SOSTIENE CHE A BREVE PASSERÀ LA FASE PIÙ ACUTA DELL'EPIDEMIA AMERICANA, PASSATA DA 3MILA A 300MILA CASI IN 20 GIORNI - E CI SONO MOLTI STATI CHE NON HANNO NEANCHE ATTUATO I ''LOCKDOWN''…

 

 

1 - NEW YORK SI PREPARA A FOSSE COMUNI NEI PARCHI

Paolo Mastrolilli per “la Stampa

 

donald trump e anthony fauci

Il presidente Trump dice che «si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel», e il governatore di New York Cuomo aggiunge che «forse la curva si sta appiattendo». Eppure nelle stesse ore un consigliere comunale di Manhattan parla di scavare fosse comuni nei parchi, per seppellire temporaneamente i morti del coronavirus, mentre i consiglieri scientifici della Casa Bianca avvertono che quella appena iniziata sarà la settimana peggiore, la «Pearl Harbor» di questa generazione di americani. È possibile che abbiano ragione entrambi, nel senso che qualche segno di speranza sta emergendo negli Stati più colpiti, ma prima di vedere risultati concreti a livello nazionale bisognerà sopportare ancora parecchia sofferenza.

 

coronavirus new york 2

Trump ha parlato della «luce in fondo al tunnel» durante la conferenza stampa ormai quotidiana alla Casa Bianca, ma con lui c' è sempre il sospetto che accentui troppo l' ottimismo per convenienza politica. Lo ha fatto dal principio, perché questo è un anno elettorale e la pandemia minaccia la sua rielezione. Prima aveva sottovalutato i contagi, rallentando le misure interne di mitigazione dopo il bando dei voli dalla Cina, e ora esagera le cure, tanto che domenica ha zittito il dottor Fauci nel timore che smentisse l' efficacia dell' idrossiclorochina, promossa da lui e dal suo consigliere economico Peter Navarro, fino al punto di litigare col famoso virologo durante una riunione della task force per il coronavirus nella Sitation Room.

 

coronavirus new york 8

Ieri però Cuomo ha dato numeri che lo spingono a sperare di essere vicini al picco, almeno a New York. Ieri i morti sono tornati a salire a 599, ma con un incremento di soli 5 decessi rispetto a domenica, quando si era già registrato un netto calo rispetto ai 630 di sabato. I casi complessivi nello stato sono cresciuti a 72.181, ma i ricoveri in ospedale sono aumentati solo da 16.479 a 16.837, e quelli in terapia intensiva da 4.376 a 4.504. Cuomo ha avvertito che è presto per trarre conclusioni, ma è possibile che sia in arrivo almeno l' inizio della fine: «I numeri potrebbero tornare a salire, potremmo registrare un crollo dopo il picco, oppure vedere un plateau prolungato. Dobbiamo aspettare e vedere».

 

Il problema però è che l' inizio della fine a New York significa ancora tanta sofferenza qui, e forse l' inizio del dramma in altre regioni finora meno colpite, oltre a Michigan, Louisiana, California, Washington, fino al Texas e gli stati di Midwest e Sud dove la chiusura non è mai avvenuta.

coronavirus new york 6

 

Perciò il consigliere comunale di Manhattan Mark Levine ha rivelato che si sta pensando di scavare fosse comuni, per seppellire temporaneamente i troppi cadaveri. Secondo lui i possibili siti sono i parchi cittadini, oppure il Potter' s Field della Hart Island davanti al Bronx. Cuomo e de Blasio hanno smentito di aver già dato l' ordine, ma il sindaco non esclude che possa servire, perché le cellule frigorifere parcheggiate davanti agli ospedali più affollati sono quasi piene.

 

I nosocomi sono in difficoltà in tutto il paese, dove ieri il totale dei morti ha superato la soglia delle diecimila persone, e il governatore del Wisconsin ha annullato le primarie in programma oggi. La University of Washington, intanto, ha aggiornato il suo modello, che ora prevede 81.766 decessi negli Usa da qui fino al 4 agosto. Il picco a livello nazionale dovrebbe arrivare tra dieci giorni, quando nel giro di 24 ore dovrebbero morire 3.130 americani.

coronavirus new york 4

 

 

2 - IN VENTI GIORNI CENTUPLICATI I CASI «QUESTA È LA SETTIMANA PIÙ DURA»

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera

 

Questa settimana tutto il mondo guarderà all' America. Negli ultimi 15 giorni gli Stati Uniti sono diventati, rapidamente, il fronte più esposto al coronavirus. Ancora il 14 marzo i positivi erano 3.613: un numero relativamente basso a fronte di 329 milioni di abitanti. Ma da quel momento la curva del contagio è decollata. Il 19 marzo gli infettati erano 13.779; il 27 marzo 104.126; il 1 aprile, 210.003. A metà giornata di ieri, 6 aprile, avevano superato quota 340 mila, con quasi 10 mila morti.

 

Jerome Adams, Surgeon General degli Stati Uniti, il portavoce federale in tema di salute pubblica, avverte: questa settimana sarà «come Pearl Harbor o l' 11 settembre». È il momento più drammatico nella storia recente del Paese, il momento decisivo per la leadership di Donald Trump.

coronavirus new york 3

 

Il Covid-19 ha compiuto una spietata operazione verità. Il sistema sanitario, sostanzialmente privato, è andato subito in corto circuito. All' inizio i tamponi erano introvabili e le poche migliaia di kit spedite nei diversi Stati dal Cdc, l' autorità federale di Atlanta, si sono rivelate difettose. La super potenza mondiale si è scoperta vulnerabile. A fronte del primato tecnologico, economico e militare, sono venuti fuori ritardi cronici.

 

L' insufficienza dei posti letto, per esempio: 2,8 per ogni mille abitanti contro il 4,3 della Cina e il 3,2 dell' Italia. All' inizio della crisi i ventilatori per la respirazione erano 160 mila e le mascherine per la protezione di medici e infermieri solo 30 milioni. L' amministrazione Trump sta cercando di recuperare, affannosamente.

coronavirus new york 2

Da qui a un paio di settimane potrebbero servire fino a 3,2 miliardi di mascherine e un numero imprecisato di respiratori: nel caso più catastrofico anche 900 mila. Sarà questa la prova più angosciosa.

 

Ieri Andrew Cuomo, governatore di New York, ha detto che per ora non ha bisogno di respiratori. Ma difficile prevedere che cosa potrà succedere da qui alla fine del mese, quando l' emergenza potrebbe dilagare su gran parte del territorio Usa. Il presidente ha fatto ricorso ai poteri speciali previsti nel Defense Production Act, una legge del 1950 che può obbligare le aziende a produrre il materiale che serve in tempo di guerra. Ma i piani di riconversione sono sfasati rispetto alle necessità nel breve periodo. General Motors, per esempio, si è impegnata a fornire 10 mila ventilatori al mese, ma in aprile ne assemblerà solo poche centinaia. Stesso discorso per Ford: 1.500 entro aprile; 12 mila entro maggio e 50 mila entro luglio, quando potrebbe essere troppo tardi.

ANDREW CUOMO SI COMMUOVE PER IL FRATELLO POSITIVO AL CORONAVIRUS

 

Nel briefing di ieri Cuomo si è mostrato più ottimista rispetto alle uscite recenti: «La curva si sta appiattendo, ma i cittadini devono stare a casa».

Da New York, però, arrivano notizie contrastanti. C' è ancora molta gente nei parchi, lungo la riva dell' Hudson, nelle funzioni religiose. Il governatore ha detto che «bisognerà far rispettare il divieto di uscire se non per comprovate esigenze». Ma questo continua a essere un problema complicato. E non solo nella Grande Mela. Secondo una ricerca pubblicata proprio ieri da Atlas Vpn, il 63% degli americani continua a uscire per andare al lavoro; in Italia e in Spagna la percentuale è pari al 40%.

 

Anthony Fauci, virologo della task force della Casa Bianca, non sa più come ripeterlo: «La misura più efficace è l' isolamento». Ma deve convincere Trump a decretare il lockdown in tutto il Paese, unificando i messaggi e i segnali contraddittori arrivati ai cittadini. Vedremo se il presidente terrà il punto.

 

L' industria e la grande distribuzione alimentare stanno reggendo bene. Per i consumatori c' è solo la seccatura delle code ai supermercati. La Casa Bianca ha coinvolto e responsabilizzato le industrie private: cibo e farmaci soprattutto. Sulla carta è un punto di forza del sistema americano.

ospedali e obitori improvvisati new yorkospedali e obitori improvvisati new yorkandrew cuomo bill de blasionew york al tempo del coronavirus 21new york al tempo del coronavirus 24new york al tempo del coronavirus 18new york al tempo del coronavirus 20new york al tempo del coronavirus 23

Catene come Walmart hanno una diffusione capillare e sembrano garantire certezze anche in un clima da Pearl Harbor. L' America si prepara.

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