attilio fontana alberto cirio

CARI GOVERNATORI, ADESSO FACCIAMO I CONTI – IL BILANCIO IMPIETOSO DELLA CORTE DEI CONTI SU QUELLO CHE (NON) HANNO FATTO LE REGIONI PER CONTRASTARE LA PANDMIA – POCO PIÙ DELLA METÀ HA PRESENTATO I PIANI PER RAFFORZARE L’ASSISTENZA TERRITORIALE, E LE "USCA", LE UNITÀ SPECIALI PER L’ASSISTENZA DOMICILIARE AI POSITIVI, NON SONO STATE ATTIVATE - L’UNICA COSA IN CUI SONO STATE SOLERTI È STATA ASSUMERE PERSONALE PER GARANTIRSI UN PO’ DI CONSENSO...

Paolo Russo per “la Stampa”

 

FONTANA GALLERA

«Nella gestione dell' emergenza la grande assente è stata la medicina del territorio, che avrebbe dovuto impedire il collasso degli ospedali». I medici ospedalieri travolti dall' assalto dei pazienti Covid lo vanno ripetendo da tempo. E, con loro, scienziati del Cts, esponenti del governo e persino i governatori, che qualche responsabilità in merito ce l' hanno eccome.

 

VINCENZO DE LUCA

Adesso a frustare le Regioni è la Corte dei Conti, che nel suo report presentato al Parlamento fa un bilancio impietoso sulla mancata attuazione di quelle misure che avrebbero dovuto scavare la prima trincea da contrapporre al virus. Perché i piani per rafforzare l' assistenza sul territorio li hanno presentati poco più della metà delle regioni. Ancora di meno sono quelle che hanno realizzato le Usca, le unità speciali di medici e infermieri, che avrebbero dovuto portare assistenza a casa dei positivi in isolamento domiciliare, 800mila persone che spesso non sanno a che santo rivolgersi.

CORONAVIRUS - OSPEDALE

 

Visto che ora ci si è messo anche il Tar del Lazio a dire che no, tra i compiti dei medici di famiglia non rientra quello di far visita a casa dei malati. E sulla carta è rimasta anche la figura dell' infermiere di famiglia, che avrebbe dovuto fare da "sentinella sanitaria" dei positivi reclusi in casa e dei malati cronici in generale.

 

Su una cosa però le Regioni sono state solerti: nell' assumere personale, magari in larga parte precario. Ma con oltre 36mila contratti firmati a sanitari richiamati anche dalla pensione un po' di consenso elettorale è stato assicurato a chi le governa.

 

PROTESTE A NAPOLI CONTRO IL LOCKDOWN E VINCENZO DE LUCA

Poi cosa siano finiti a fare 7.650 medici, 16.570 infermieri e altre 12.115 figure professionali sanitarie varie è lecito domandarselo, visto che la linea Maginot del territorio che sarebbero dovuti andare in larga parte a rafforzare è rimasta spesso scoperta. «A fine ottobre - è la prima frustata dei magistrati contabili-solo 13 regioni avevano presentato un piano per la revisione dell' assistenza territoriale», come previsto dal Decreto agosto, che proprio per questo aveva stanziato 734 milioni, ricorda sempre la Corte.

CORONAVIRUS - OSPEDALE

 

Che la seconda frustata alle regioni la sferza denunciando la defaillance nell' attuazione dei piani regionali per il recupero delle liste di attesa, che si sono accumulate durante la prima ondata. Qualcosa come un milione di ricoveri saltati, 600mila interventi chirurgici rinviati sine die, 12 milioni e mezzo di esami diagnostici e 14 milioni di visite specialistiche annullate. C' era di che rimboccarsi le maniche.

 

coronavirus ospedale

Eppure «solo 12 regioni - rivela il report - hanno provveduto». Mentre, al 31 ottobre, «mancavano i piani di Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia, Bolzano, Piemonte, Puglia e Sardegna». Così chi ha saltato il turno rischia di dover rinunciare per sempre. Salvo pagare nel privato. La Corte ammette infatti che «dato l' attuale andamento dei contagi è difficile che si possa effettivamente compiere il recupero delle prestazioni mancate nei mesi del primo lockdown».

coronavirus ospedale

 

Eppure anche per le liste di attesa il decreto agosto aveva stanziato altri 500 milioni. Altra nota dolente le Usca. «Che ben avrebbero potuto rappresentare uno strumento di assistenza sul territorio, anche in grado di alleviare la pressione sugli ospedali». Ma nonostante alcune regioni si siano date da fare, «la media nazionale di Usca attivate è inferiore al 50%».

coronavirus ospedale

 

Ultimo j' accuse è quello sull' infermiere di famiglia. I numeri di quest' altra débâcle ce li fornisce la Fnopi, la federazione degli ordini infermieristici. Dei 9.600 infermieri, da assumere con gli 818 milioni stanziati per il biennio 2020-21 dal solito decreto di agosto, ne sono stati arruolati a malapena il 10%, meno di un migliaio. Eppure dovevano servire a coadiuvare le Usca nel tracciamento dei contatti a rischio dei positivi, a fare assistenza a domicilio a malati Covid e non, controllare l' aderenza alle terapie. Che ci siamo fatti trovare impreparati dalla seconda ondata non è un' accusa, ma la semplice constatazione dei fatti.

paziente di coronavirus in ospedale gallera fontanaCORONAVIRUS - CAMICI PER GLI OSPEDALI

 

Ultimi Dagoreport

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...

olimpiadi milano cortina

A PROPOSITO DI…MILANO-OLIMPICA - CHISSÀ SE NEI LORO VOLI OLIMPICI LE ALI DEGLI EDITORIALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA” SI SIANO SPEZZATE PER LA SALIVA ACCUMULATA NEL MAGNIFICARE I VANTAGGI (CON FALSI RICAVI INDOTTI) DI UNA MANIFESTAZIONE DA OLTRE SETTE MILIARDI DI EURO, CHE DA GIORNI HA FATTO DI MILANO UNA CITTÀ FANTASMA – BLOCCATI, O RITARDATI, TUTTI I RIFORNIMENTI PER NEGOZI, SUPERMERCATI, FARMACIE. SI SEGNALANO CHIUSURE SERALI DI RISTORANTI E BAR: “NON ABBIAMO PRENOTAZIONI”. UFFICI E STUDI PRIVATI HANNO LASCIATO LIBERTÀ AI PROPRI DIPENDENTI. GLI ALBERGHI LAMENTANO SOLO DISDETTE. ALTRO CHE TUTTO ESAURITO…

matteo salvini giorgia meloni roberto vannacci vladimir putin mario draghi

DAGOREPORT – A COLORO CHE SI DOMANDANO ANCORA SE C’È LO ZAMPONE DELL’ORSO RUSSO DIETRO LE MOSSE DI VANNACCI, RICORDIAMO CIO' CHE DISSE MARIO DRAGHI AI PARTITI CHE AVEVANO SFANCULATO IL SUO GOVERNO: “LA DEMOCRAZIA ITALIANA NON SI FA BATTERE DAI NEMICI ESTERNI E DAI LORO PUPAZZI PREZZOLATI. È CHIARO CHE NEGLI ULTIMI ANNI LA RUSSIA HA EFFETTUATO UN'OPERA SISTEMATICA DI CORRUZIONE IN TANTI SETTORI, DALLA POLITICA ALLA STAMPA, IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI” - VANNACCI DEVE RIUSCIRE NEL COMPITO IN CUI HA FALLITO SALVINI: DIVENTARE UN COLLETTORE DI FORZE FILO-RUSSE DEL MONDO FASCIO-GRILLINO - MOSCA GIA' GODE NEL VEDERE IL GOVERNO FILO-UCRAINO DI MELONI SBANDARE PER NON PERDERE LO ZOCCOLO DURO DI VECCHI FASCI INCAZZATI PER LA SUA DERIVA DEMOCRISTIANA, COME DIMOSTRA LA DERIVA SECURITARIA DEI GIORNI SCORSI – VIDEO: QUANDO DRAGHI PARLÒ DI “PUPAZZI PREZZOLATI” DEL CREMLINO...

il dito medio di laura pausini

LAURA PAUSINI VUOLE ESSERE L'UNICA DIVA DI SANREMO - DIETRO LE QUINTE DELL’ARISTON, SI RINCORRONO LE VOCI DELLE BIZZE DELLA CANTANTE CHE NON VUOLE CHE CI SIANO SUL PALCO ALTRE BELLEZZE CHE POSSANO OFFUSCARLA - VORRÀ AVERE IL CONTROLLO SU TUTTO, FORSE ANCHE SULLA REGIA? INTANTO LA CANONICA FOTO DEL CAST DEL FESTIVAL NON È STATA ANCORA FATTA. COME MAI? LAURETTANON VUOLE FARSI FOTOGRAFARE? E LA RAI CHE NE PENSA? - LE POLEMICHE QUANDO LA PAUSINI SI RIFIUTÒ DI CANTARE “BELLA CIAO” PERCHÉ “DIVISIVA”, LA SUA USCITA SULL’EUROVISION “A CUI PARTECIPEREBBE ANCHE SE C’È ISRAELE” E LA MAREA DI CRITICHE SUI SOCIAL - VIDEO