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IL DOLORE INCOMPRESO – MELANIA RIZZOLI: “NON ABBIAMO UN SOLO MEDICINALE IN GRADO DI CONTROLLARE IL DOLORE DELL'ANIMA. GLI STATI AFFETTIVI O SENTIMENTALI ALTERATI RISULTANO TRA LE PRINCIPALI CONCAUSE DI MALATTIA, POICHÉ LA NOSTRA MENTE HA UN RUOLO CENTRALE NEL DETERMINARE LA PERCEZIONE DEI SENTIMENTI E DEL DOLORE INTERIORE. CORPO E MENTE NON SONO ENTITÀ SEPARATE, SI INFLUENZANO RECIPROCAMENTE. QUESTO INSCINDIBILE LEGAME SPIEGA MOLTE MALATTIE MISTERIOSE E…”

Melania Rizzoli per "www.liberoquotidiano.it"

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La nostra anima è la rappresentazione della nostra autentica essenza, in quanto nasce, vive e cresce insieme a noi, accompagnandoci per tutta la nostra esistenza. È un'entità essenziale, invisibile e impalpabile, molto sensibile, fragile e vulnerabile, che domina e regola il nostro comportamento, i nostri sentimenti e la nostra emotività, e che quando viene ferita è capace di risentirne a tal punto da tradurre il trauma subìto in un dolore somatico (ovvero spostato sul piano corporeo) di diversa natura e gravità.

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In medicina oggi disponiamo di potentissimi farmaci antidolorifici (analgesici oppioidi) in grado di ridurre e addirittura eliminare in pochi minuti i dolori più violenti e crudeli, come per esempio quelli dei traumi fisici, dell'infarto o delle metastasi oncologiche, ma non abbiamo un solo medicinale in grado di controllare il dolore dell'anima, quello che quando insorge si fa sentire, permane, ammutolisce e mozza il respiro, invade il nostro io interiore coinvolgendo cuore e psiche, infligge, pulsa e non scompare in nessun modo finché non viene spazzata via e risolta la causa emotiva che lo ha generato.

 

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Oriana Fallaci nel suo libro 'Insciallah' ( Rizzoli 1990, Milano) scriveva: " È incredibile come il dolore dell'anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola te la estraggono subito, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell'anima è una malattia molto più grave della gamba rotta o della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola. Sono ferite che non guariscono, e che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare".

 

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Malessere fisico In realtà non tutta la psichiatria riconosce l'esistenza dell'anima come essenza, la scienza fatica a classificare e curare i suoi 'dolori' e non riesce a diagnosticare correttamente il malessere fisico, seppure importante, che da loro deriva, non potendo individuarne la causa effettiva, ma la ricerca clinica conferma sempre più spesso come le tensioni emotive si riflettano nei problemi del corpo. È noto che la nostra psiche ha un ruolo determinante in ogni patologia medica, ed in alcune condizioni assume una valenza particolare, rispetto sia alla genesi del disturbo, sia alla sua evoluzione, come se il trauma emotivo che cova dentro si trasformasse in una forza maligna o infettiva che invade e fa ammalare l'intero organismo.

 

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Nell'elenco dei disturbi derivati dal malessere dell'anima, gli stati affettivi o sentimentali alterati risultano tra le principali concause di malattia, poiché la nostra mente ha un ruolo centrale nel determinare la percezione dei sentimenti e del dolore interiore , quello non fisico, non tangibile e non riconducibile ad un particolare evento patogeno, perché elaborato dall'insorgere di emozioni negative, violente e incontrollabili, e per il quale spesso non esiste una cura adeguata né tantomeno una prognosi.

 

Corpo e mente infatti non sono entità separate, si influenzano reciprocamente tutti i giorni, mattina, sera e notte, sempre e in molti modi, sia in salute che in malattia. Questo inscindibile legame spiega molte malattie 'misteriose' ed altrettante guarigioni apparentemente 'miracolose' , come quando un contenuto psichico negativo viene rimosso risolvendo un conflitto inconscio doloroso che non aveva trovato altra via di risoluzione se non nel malessere dell'anima, simbolizzato nello scontro tra autonomia e dipendenza tra corpo e mente.

 

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Le tensioni emotive infatti, che emergono dopo lunghi periodi di sofferenza, dopo profondi lutti, dopo perdite radicali di fiducia, dopo sconfitte pesanti o tradimenti che hanno lacerato il cuore, influiscono su un sistema immunitario fino ad allora efficiente indebolendolo e sregolandolo nelle sue funzioni cellulari, riducendolo ad un esercito in rotta che non controlla più il nemico invasore e non è più in grado di difendere in maniera corretta i diversi territori del corpo.

 

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Quando il dolore dell'anima è intenso diventa un peso interiore costante, un macigno sul cuore insopportabile e incontrollabile, che invade il cervello e si fissa nella memoria, ed essendo impossibile da ignorare si riflette in molte funzioni, per cui si comincia a mangiare meno, ad essere irritabili, a dormire poco e male, e la carenza di sonno è un potentissimo fattore di stress biologico che scatena l'aumento degli ormoni d'allarme, l'adrenalina e il cortisolo, i quali indeboliscono le capacità di difesa.

 

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Tale effetto, chiamato "nocebo", potenzialmente può aumentare la vulnerabilità di fronte ad agenti patogeni virali e batterici, (quando si è "emotivamente a terra" stanchi e stressati anche i virus della banale influenza colpiscono di più), sia di fronte a fattori cancerogeni genetici od acquisiti, come per esempio il Papillomavirus.

 

le emozioni negative In verità la scienza sa ancora troppo poco su quanto le emozioni negative possono far ammalare, ma moltissimi studi scientifici dimostrano come invece le emozioni positive possono addirittura favorire una guarigione, interrompendo bruscamente il circolo vizioso del danno immunitario, al pari di quello che succede durante l'innamoramento o una relazione sentimentale importante e travolgente, considerate ambedue potenti fattori di prevenzione e di cura, alleati preziosi anche se non onnipotenti.

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Ma come fa uno stato psichico a trasformarsi in un sintomo corporeo? Per quanto possa sembrare misterioso questo 'salto' dalla mente agli organi è stato spiegato dalla neuroscienza, e si verifica attraverso i neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, adrenalina, endorfina, ecc.) che hanno un ruolo centrale nel nostro equilibrio psicofisico, regolando tra l'altro il tono dell'umore, i livelli di energia e la percezione del dolore.

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Inoltre, durante un'emozione violenta, è colpita anche la via neurovegetativa, quella che regola le funzioni corporee involontarie, quella che determina per esempio, durante un allarme emotivo, i sintomi di costrizione al petto, di peso sul cuore, di sbalzi di pressione, di dolore allo stomaco o disturbi intestinali, tutti avvisi di acuzie che insorgono in seguito ad eventi negativi, e tale sistema nervoso autonomo è anche in grado di dialogare e confliggere con quello endocrino e immunitario che presiedono alla difesa dell'organismo.

 

gli ipocondriaci Molte malattie quindi sono legate a stati affettivi disturbati, a sentimenti importanti perduti e non elaborati, all'amore conflittuale o non ricambiato, e sono espressione di tensioni emotive bruscamente scaricate sul corpo che imboccano la via somatica trasformandosi in sintomi e disturbi multiformi, che variano da persona a persona, e che non sono facili non solo da curare ma anche da diagnosticare.

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E l'impossibilità medica di individuare in tali soggetti una causa patologica precisa, può in molti casi provocare l'insorgenza della temibile sindrome di 'ipocondria' , ovvero l'instaurarsi nella mente del paziente della paura e della convinzione incrollabile di avere una malattia, pur essendo fisicamente e strumentalmente perfettamente sani, e sentirsi ammalati senza esserlo rovina la vita futura, familiare, affettiva, sociale e professionale, di chi ne resta affetto.

 

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Il fatto è che il dolore dell'anima, e la sofferenza interiore che ne deriva, non si riesce a fotografare con una radiografia, non si riesce ad afferrare con un endoscopio, a confermare con una analisi del sangue, né ad eliminare con un bisturi, ed è impossibile curarlo con un antibiotico o un analgesico, per cui se non viene elaborato o risolto dalla stessa mente che lo ha generato, esso è in grado di innescare disturbi organici che si traducono in malattie psico-somatiche, quelle che dipendono cioè dai problemi psicologici e dagli stati emotivi-affettivi alterati e non risolti. Insomma, da quel dolore dell'anima tuttora incurabile.

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