“POTREBBE ESSERE UN NUOVO VIRUS” – È ALLARME IN TUTTA EUROPA PER LA FORMA AGGRESSIVA DI EPATITE CHE COLPISCE GRAVEMENTE I BAMBINI CON MENO DI SEI ANNI. GLI ESPERTI SONO PREOCCUPATI E NON SANNO SPIEGARSI L’ORIGINE: DA INIZIO ANNO IN ITALIA CI SONO STATI 17 CASI, MA LE SEGNALAZIONI CONTINUANO AD ARRIVARE – IN ARRIVO UNA CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE CON LE INDICAZIONI DEI CONTROLLI DA EFFETTUARE…

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bambino in ospedale 4 bambino in ospedale 4

1 - IN ARRIVO CIRCOLARE DEL MINISTERO DELLA SALUTE, CONTROLLI SU EPATITE SCONOSCIUTA

Da www.ansa.it

 

E' in arrivo una circolare del Ministero della Salute con le indicazioni dai controlli da effettuare in seguito all'allerta per alcuni casi registrati nelle scorse settimane in Europa e negli Usa, e ora anche in Italia, di epatite di natura sconosciuta.

 

La nuova circolare, la seconda dopo quella del 14 aprile, chiede a tutte le organizzazioni sanitarie e ai medici di segnalare ogni caso sospetto di epatite di cui non comprendono le cause.

epatite acuta pediatrica epatite acuta pediatrica

 

2 - L'EPATITE ACUTA DEI BAMBINI ARRIVA ANCHE IN ITALIA "POTREBBE ESSERE UN NUOVO VIRUS SCONOSCIUTO"

Paolo Russo per “La Stampa”

 

L'ultimo caso è quello del piccolo di Prato, che a soli 3 anni è stato trasferito d'urgenza dal Mayer di Firenze al Bambin Gesù di Roma, rischiando il trapianto di fegato a causa della forma aggressiva di epatite che sta generando allarme in Europa. Perché colpisce gravemente i bambini con meno di 6 anni e per la sua origine sconosciuta.

bambino in ospedale 3 bambino in ospedale 3

 

I casi da inizio anno, contati dai reparti di epatologia pediatrica, sarebbero 17, «ma le segnalazioni di casi sospetti si succedono rapidamente» informano dal ministero della Salute. Che già il 14 aprile aveva inviato una informativa alle regioni ma che ieri, dopo un vertice tra esperti a firma del direttore della Prevenzione, Gianni Rezza, ha emanato una circolare per chiedere alle regioni di segnalare i casi sospetti e di provvedere agli accertamenti specifici.

 

epatite epatite

Niente panico ma massima allerta, perché appurato che queste forme aggressive di epatite non appartengono a quelle note A, B, C, D ed E, resta da capire cosa le provochi. Forse un nuovo virus, sospettano gli esperti. E dopo l'esperienza del Covid, con il quale sembra esclusa qualsiasi correlazione, è chiaro che la situazione va monitorata con attenzione.

 

In Italia di queste epatiti gravi ne capitano non più di una decina l'anno, numero raggiunto invece in pochi giorni. Nessuno può mettere le mano sul fuoco, ma che si tratti dello stesso tipo che si sta diffondendo in Europa è ormai più di un sospetto, visto che caratteristiche e sintomi sono simili. E in Gran Bretagna ieri di questi casi se ne contavano già 108, di cui 8 sottoposti a trapianto.

GIOVANNI REZZA GIOVANNI REZZA

 

Per capirne le origini «c'è un mondo di indagini da fare», ammette Luca Guidotti, vicedirettore scientifico del San Raffaele di Milano. Che però tra i sospettati numero uno mette gli adenovirus. Che sono poi un centinaio, da quelli che provocano un semplice raffreddore alle versioni in grado di scatenare polmoniti o infezioni all'apparato gastrico o agli occhi. «Da quel poco che si sa - rivela il professore- una quota di bambini britannici compresa tra il 60 e il 70% erano positivi all'adenovirus».

epatite 1 epatite 1

 

E Oltremanica il sospetto è che si tratti di un adenovirus mutato. L'origine di questa forma di epatite «ha tutte le caratteristiche di quelle virali», spiega Giuseppe Indolfi, consulente Oms e coordinatore del gruppo fegato della Società europea di gastroenterologia ed epatologia. «I bambini, in larga parte sotto i 6 anni, cominciano con vomito e diarrea e poi vanno incontro a un particolare stato di stanchezza, fanno gli esami del sangue e riscontrano l'aumento delle transaminasi.

virus virus

 

Questo - spiega Indolfi - è tipico di un'infezione virale, ma finché non siamo certi che tutti questi casi siano determinati da uno specifico virus possiamo solo ipotizzarlo». E l'infettivologo Massimo Galli sospetta che la causa sia un virus «che finora non abbiamo ancora inquadrato», ma esclude «legami col Covid o col vaccino», come il solito tam-tam sui social no vax inizia a insinuare. «I bambini colti da questa forma non erano proprio vaccinati», taglia corto Guidotti. Che considera basata sul nulla anche l'ipotesi di una correlazione con lockdown e mascherine che avrebbero indebolito il sistema immunitario dei piccoli. Pa.ru.

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