milena gabanelli e il business del mal di schiena 3

LOMBALGIA IN LOMBARDIA - MI-JENA GABANELLI SPULCIA IL BUSINESS DEGLI INTERVENTI INUTILI ALLA SCHIENA: IN POCHI ANNI GLI IMBULLONAMENTI DELLE VERTEBRE SONO PASSATI AUMENTATI DEL 107%, MA SOLO NELLE STRUTTURE PRIVATE. COME MAI? – DOPO LA DENUNCIA DI “DATAROOM” NEL FEBBRAIO 2018, I RIMBORSI SONO STATI TAGLIATI, MA SOLO IN LOMBARDIA…

MILENA GABANELLI E IL BUSINESS DEL MAL DI SCHIENA

 

 

Milena Gabanelli e Simona Ravizza per www.corriere.it

 

milena gabanelli e il business del mal di schiena

Improvvisamente i mal di schiena erano diventati tutti da imbullonare! Dataroom ha mostrato i numeri a febbraio 2018, gli ultimi dati disponibili si riferivano al 2016: in pochi anni gli interventi chirurgici in cui le vertebre del tratto lombare venivano inchiodate con viti e placche erano aumentati del 107% nelle strutture private convenzionate e solo del 4% negli ospedali pubblici.

 

il taglio dei rimborsi per gli interventi alla schiena

Si chiama artrodesi, ovvero l’intervento estremo quando falliscono le altre cure: fisioterapia, infiltrazioni, radiofrequenza, ozonoterapia e procedure mini-invasive. Invece risultava eseguita in grandi numeri nelle strutture degli imprenditori della Sanità privata. L’incremento, avvenuto a partire dal 2009, coincideva con l’entrata in vigore delle nuove tariffe di rimborso: fino a 19.700 euro per ogni intervento. Così in pochi anni nel privato si era passati da 7.870 interventi a 16.289, mentre nel pubblico il trend era rimasto costante (da 12.105 a 12.619).

 

L’artrodesi continua a crescere: il record lombardo

milena gabanelli e il business del mal di schiena 1mal di schiena

Com’è andata a finire? Oggi abbiamo i dati del ministero della Salute sulle 33.460 artrodesi del 2018, in due anni si continua a crescere: più 21% nel privato, contro il 9% del pubblico. La Lombardia è la regione dove le schiene si «inchiodano» di più: 7.363. I pazienti arrivano anche da altre regioni, ma su 100 interventi, 68 sono eseguiti nelle strutture convenzionate, e negli ultimi due anni sono cresciute del 12% (da 4.501 a 5.035). Dai report regionali emergono casi eclatanti come la Gavazzeni di Bergamo, struttura accreditata del gruppo Humanitas di Gianfelice Rocca, che è passata da 2 a 398 interventi tra il 2012 e il 2017.

 

Come sono cambiate le regole

numero di interventi mal di schienainterventi alla schiena 1

Oggi, dopo un’approfondita analisi dei dati da parte della direzione generale dell’assessorato alla Sanità, la decisione è stata quella di tagliare i rimborsi. Per la prima volta in Italia, di fatto, la Lombardia riconosce il principio che la convenienza delle tariffe può spingere a eseguire artrodesi anche quando non strettamente necessarie. Di qui il provvedimento contenuto nelle «Regole di Sistema 2019»: dal 1° agosto 2019 per le patologie della colonna come discopatie, sindromi dolorose lombari, processi degenerativi artrosici — insomma tutti i casi in cui il paziente può beneficiare di altri tipi di trattamenti meno invasivi (terapia farmacologica, fisioterapia, altra chirurgia) — le tariffe di rimborso sono equiparate a quelle delle procedure meno invasive: da un minimo di 3.200 euro ad un massimo di 7.600 (e non più tra i 4.700 ed i 19.700). Restano ovviamente immutati i rimborsi per l’artrodesi in caso di tumori o gravi patologie per cui si ritiene appropriato l’intervento. Il risultato atteso: minori costi per il servizio sanitario e minor rischio per i pazienti di venir sottoposti ad interventi invasivi quando non necessari e pure in giovane età (decine le testimonianze arrivate a Dataroom in questi mesi).

interventi alla schienamal di schiena

 

Gli errori: interventi semplici pagati di più

Ed è probabile che caleranno anche gli errori di codificazione, ovvero interventi più semplici classificati, e incassati, come artrodesi. A Milano, su 1.301 cartelle cliniche controllate nel 2018, il 34% dei rimborsi chiesti per artrodesi non ha trovato conferma nelle schede di dimissioni ospedaliere, ragion per cui l’azienda sanitaria (Ats) ha bloccato rimborsi per oltre 2,5 milioni e mezzo. Il taglio delle tariffe è stato considerato inevitabile, dai vertici dell’assessorato alla Sanità, ma mal digerito dalla sede lombarda della Società italiana di chirurgia vertebrale guidata da Roberto Bassani, chirurgo presso l’istituto ortopedico Galeazzi di proprietà della famiglia Rotelli: «L’abbattimento dei rimborsi al quale ha fatto ricorso la Regione Lombardia, se da un lato vuole colpire in maniera condivisibile casi di inappropriatezza, dall’altro ha portato alla sottovalutazione di alcuni costi che diventano insostenibili per le strutture ospedaliere, anche per quelle altamente specializzate. Proponiamo una revisione dei criteri generali di selezione».

bambini e mal di schiena 5

 

Cosa succede nel resto d’Italia

mal di schiena

Nel frattempo nel resto d’Italia il business del mal di schiena continua: se già nel 2016 nelle strutture private si eseguivano 56 artrodesi su 100 interventi, oggi la percentuale è salita al 59% (mentre normalmente il sistema privato accreditato copre solo il 25-30% dell’attività chirurgica). Nel Lazio su 3.145 artrodesi, 2.230 sono nel privato (71%), in Toscana 2.456 su 3.642 (67,4%), in Emilia Romagna 2.354 su 4.075 (58%), in Abruzzo 419 su 566 artrodesi (74%). Indipendentemente dalla provenienza dei pazienti, le Regioni dove vengono fatte più artrodesi ogni 100 mila abitanti sono le stesse in cui le strutture private ne fanno di più. Il primario di Neurochirurgia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Claudio Bernucci, l’estate scorsa ha denunciato in un post su Linkedln: «Davvero i pazienti hanno bisogno così spesso di artrodesi?. Se qualcuno ha la risposta, per favore ci dia delle fonti. Altrimenti, gran parte di questi approcci sono soltanto overtreatment (trattamenti eccessivi), non necessari e pericolosi per i pazienti, giustificati soltanto da rimborsi più onerosi».

bambini e mal di schiena 6sesso e mal di schienabambini e mal di schiena 4

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...