smartphone cocaina

LA MIA DROGA SI CHIAMA SMARTPHONE – ALLA CIRCOLARE CHE IMPONE LO STOP ALL’USO DEI TELEFONINI IN CLASSE, IL MINISTRO DELL'ISTRUZIOE, GIUSEPPE VALDITARA, HA ALLEGATO LA RELAZIONE DELL’EX SENATORE FORZISTA, ANDREA CANGINI, SULL’IMPATTO DEGLI SMARTPHONE SUGLI STUDENTI – IN QUEL TESTO SI LEGGE: “CI SONO DANNI FISICI E PSICOLOGICI E LA PROGRESSIVA PERDITA DI FACOLTÀ MENTALI ESSENZIALI. NIENTE DI DIVERSO DALLA COCAINA. STESSE, IDENTICHE, IMPLICAZIONI CHIMICHE, NEUROLOGICHE...

Gianna Fregonara e Orsola Riva per www.corriere.it

 

giuseppe valditara 3

«Ci sono i danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete. E ci sono i danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressività, insonnia, insoddisfazione, diminuzione dell’empatia. Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, le facoltà che per millenni hanno rappresentato quella che sommariamente chiamiamo intelligenza: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica».

 

cellulare 1

Non è un libro di fantascienza distopica, è la relazione presentata a giugno dell’anno scorso dal senatore Andrea Cangini (Forza Italia) sull’impatto del digitale sugli studenti (leggi qui il testo integrale) che il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha allegato alla sua circolare sullo stop all’uso del telefonini in classe. Un’indagine che paragona l’uso e abuso dello smartphone (chissà perché solo da parte dei giovani) alla tossicodipendenza. «Niente di diverso dalla cocaina - scrive Cangini nella relazione mandata da Valditara alle scuole -. Stesse, identiche, implicazioni chimiche, neurologiche, biologiche e psicologiche».

 

La Corea del Sud

ANDREA CANGINI

A sostegno di questa tesi vengono portate le opinioni raccolte da neurologi, psichiatri, psicologi, pedagogisti, grafologi ed esponenti delle Forze dell’ordine «auditi» nel corso dell’indagine conoscitiva portata avanti da Cangini. Si cita il caso limite della Corea del Sud dove «il 30 per cento dei giovani tra i dieci e i diciannove anni è classificato come «troppo dipendente» dal proprio telefonino: vengono disintossicati in sedici centri nati apposta per curare le patologie da web».

 

cellulare 2

In Cina, scrive ancora Cangini, « i giovani “malati” sono ventiquattro milioni. Quindici anni fa è sorto il primo centro di riabilitazione, naturalmente concepito con logica cinese: inquadramento militare, tute spersonalizzanti, lavori forzati, elettroshock, uso generoso di psicofarmaci. Un campo di concentramento. Da allora, di luoghi del genere ne sono sorti oltre quattrocento». Sempre per restare nell’Estremo Oriente si fa anche un riferimento en passant agli hikikomori giapponesi: ragazzi che «vegetano chiusi nelle loro camerette perennemente connessi con qualcosa che non esiste nella realtà. Un milione di zombi».

 

Il mondo nuovo

giuseppe valditara 1

La conclusione non è meno apocalittica: lo smartphone, dice Cangini, atrofizza il cervello e «non è esagerato dire che decerebrando le nuove generazioni». «Tutte le ricerche internazionali citate nel corso del ciclo di audizioni - è scritto nella relazione - giungono alla medesima conclusione: il cervello agisce come un muscolo, si sviluppa in base all’uso che se ne fa e l’uso di dispositivi digitali (social e videogiochi), così come la scrittura su tastiera elettronica invece della scrittura a mano, non sollecita il cervello. Il muscolo, dunque, si atrofizza. Detto in termini tecnici, si riduce la neuroplasticità, ovvero lo sviluppo di aree cerebrali responsabili di singole funzioni».

 

cellulare 5

Pleonastico a questo punto anche scomodare Aldous Huxley come fa Cangini evocando la «dittatura perfetta» da lui vaticinata nei suoi libri di fantascienza: «Una prigione senza muri in cui i prigionieri non sognano di evadere. Un sistema di schiavitù nel quale, grazie al consumismo e al divertimento, gli schiavi amano la loro schiavitù». Quella dittatura, conclude Cangini, è già realtà. I nostri figli, i nostri nipoti, in una parola il nostro futuro sono già «giovani schiavi resi drogati e decerebrati». Questo sono gli studenti italiani.

ANDREA CANGINI ANNA MARIA BERNINI LICIA RONZULLIADOLESCENTI SMARTPHONEcellulare 3cellulare 4

 

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